Dai voce alle tue idee! – Partecipa al sondaggio!

La voce dei giovani viene purtroppo spesso ignorata da chi prende le decisioni che ne condizionano la vita, lo studio, il lavoro, ecc.

Per permettere ad ognuno di esprimere liberamente la propria voce ed il proprio parere circa i principali problemi degli studenti e degli apprendisti ticinesi, il SISA ha lanciato una campagna d’indagine nelle scuole di tutto il Cantone: scopri di più qui di seguito e partecipa al sondaggio online!


Volantino “Dai voce alle tue idee!”

Il volantino che verrà distribuito nelle scuole ticinesi contiene innanzitutto una sezione di presentazione del sindacato, delle sue lotte e delle ragioni per cui è importante aderirvi.

Inoltre, è presente una sezione dedicata ad un sondaggio con cui è possibile esprimere liberamente le proprie impressioni sui problemi che riguardano oggi i giovani ticinesi: vogliamo sentire la vostra voce!

Scarica qui il file .pdf!


Perché iscriversi al sindacato?

Il SISA è un’organizzazione che ha come scopo la difesa dei diritti degli studenti e degli apprendisti: il nostro obiettivo è quello di organizzare e dare voce a tutti coloro che vogliono lottare contro le ingiustizie esistenti nella nostra società.

Partecipare all’attività del sindacato significa avere la possibilità di diventare protagonista del cambiamento sociale: organizzando manifestazioni e azioni di protesta, studiando le problematiche cui sono confrontate le nuove generazioni e convincendo altri giovani a sostenere le nostre rivendicazioni si può davvero incidere sulla realtà e migliorare le nostre condizioni di vita!

Lamentarsi da soli per tutto quello che non funziona è inutile. Uniti si possono cambiare le cose!


Partecipa anche tu al sondaggio!


 

Gli studenti sconfessano il Consiglio Cantonale dei Giovani: un chiaro NO alla malacivica.

La sezione del Liceo Lugano 2 del Sindacato Indipendente Studenti Apprendisti (SISA) comunica che durante la prima riunione plenaria dell’anno scolastico gli studenti hanno deciso di sottoscrivere l’Appello per il NO alla modifica della Legge della scuola in merito all’insegnamento della civica. La decisione assembleare, supportata da un’amplissima maggioranza, sconfessa la posizione presa dal Consiglio Cantonale dei Giovani (CCG), pur spesso ripresa dai promotori della riforma che ne sbandieravano una presunta rappresentatività della gioventù ticinese. A differenza del CCG (basato sull’iscrizione volontaria), l’Assemblea degli studenti è un organismo pienamente rappresentativo della parte di popolazione di cui si fa portavoce, in questo caso degli studenti del LILU2.  La grande partecipazione di questi ultimi alla seduta di ieri ha dimostrato ancora una volta il forte attaccamento dei giovani alle assemblee studentesche, delle preziose occasioni di dibattito con un importante valore civico (come riconosciuto peraltro dal famoso studio SUPSI del 2012…).

Tale adesione smentisce un importante argomento del “Comitato Siccardi”, quello per cui i giovani non sarebbero interessati alla politica e estranei ai processi democratici. Alla prova dei fatti gli studenti mostrano l’esatto contrario, cogliendo oggi l’occasione per denunciare la nocività della succitata modifica di legge.  Perché additare le attuali lezioni di civica d’inefficacia quando sono le menzogne, gli scandali e le politiche anti-giovanili (in materia d’istruzione, di lavoro, di spazi d’aggregazione, ecc.) ad allontanare i giovani dalla cosa pubblica? Forse proprio per cambiare tutto perché nulla cambi…

La sezione SISA LILU2

Caro Siccardi, raccontacela giusta: non tutti i giovani sono a favore della tua civica!

“Anche i giovani del cantone sono a favore della civica”: così titolava sabato la pagina Facebook del comitato per il sì alla modifica di legge in votazione il prossimo 24 settembre. Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA), di fronte ad una simile falsità (che con ogni probabilità verrà reiterata nelle numerose inserzioni a pagamento prenotate dai facoltosi promotori della suddetta riforma), ha ritenuto importante diffondere una chiara e decisa replica.

Perché in effetti no, caro dottor Siccardi, non tutti i giovani ticinesi sono a favore della SUA idea di educazione civica: il SISA in primis, in compagnia di varie altre organizzazione politiche giovanili, da tempo osteggia l’introduzione di una materia a sé stante per trattare questa tematica, a nostro avviso da affrontarsi con un approccio interdisciplinare nell’ambito delle attuali materie umanistiche.

In secondo luogo, perché il Consiglio cantonale dei giovani (CCG), che venerdì si è espresso in favore della riforma in questione, non è affatto un’istituzione rappresentativa della popolazione giovanile ticinese (benché venga spesso presentata come tale): esso non viene nominato da alcun corpo elettorale, ma è composto unicamente da coloro che vi si annunciano. A questo proposito, risultano piuttosto pretestuose le giustificazioni dei membri del comitato organizzativo, che imputano la scarsa partecipazione alla sessione di quest’anno alla presunta carenza nell’insegnamento della civica nelle scuole ticinesi… Come il SISA ha più volte dimostrato, i giovani non sono affatto disinteressati alla politica e sono anzi in grado di mobilitarsi in difesa dei propri diritti, come è stato il caso un anno fa per combattere il paventato taglio alle borse di studio (occasione in cui il CCG ha brillato per la sua assenza…).

Benché l’“indipendente” stampa cantonale abbia ritenuto più corretto informare il pubblico esclusivamente della posizione di uno sparuto plenum di presunti rappresentanti “apolitici” dei giovani ticinesi, agli elettori potrebbe interessare sapere che una parte consistente di questi ultimi ritiene migliore (benché naturalmente perfettibile) l’attuale sistema d’insegnamento della civica rispetto a quello proposto dagli iniziativisti. Raccontiamola giusta: i giovani contro la Legge Siccardi esistono, e non sono certo pochi!

Nozionismo, decontestualizzazione e sorveglianza dell’insegnamento: è questa la civica che vogliamo?

Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) si oppone fortemente al controprogetto all’iniziativa popolare «Educhiamo i giovani alla cittadinanza (diritti e doveri)» posto in votazione il prossimo 24 settembre. Invitiamo perciò tutte le elettrici e tutti gli elettori a votare NO alla riforma della Legge della scuola per impedire l’introduzione di una materia a sé stante per l’educazione civica.

Uno dei motivi centrali per il quale respingiamo questa modifica di legge il rischio di rendere lo studio della civica puramente nozionistico, dunque per nulla interessante agli occhi delle studentesse e studenti e, anzi, probabilmente addirittura controproducente. Un’imposizione di questo genere potrebbe infatti creare un disprezzo generale verso la materia che allontanerebbe i giovani dalla politica piuttosto che avvicinarveli: l’introduzione di una nuova nota quale valutazione di una materia da due sole ore mensili condurrà l’allievo a studiarne mnemonicamente gli scarsi contenuti, facendo risultare la civica un insegnamento inutile sul medio lungo termine.

La vera educazione alla cittadinanza si crea attraverso un percorso strutturato che passi da materie come storia, geografia, filosofia, economia, diritto, ecc. Ma come facciamo ad educare alla cittadinanza e ai loro diritti politici i futuri cittadini, se non sanno da cosa derivano questi diritti e come sono stati conquistati? In questo senso, va fatto notare come l’interdisciplinarità nell’insegnamento della civica è sia stato messo a dura prova negli ultimi decenni da una progressiva svalutazione delle materie umanistiche, abbandonate in favore delle discipline economicamente più redditizie invocate a gran voce da chi oggi si erge a difensore dell’educazione civica.

La democrazia è innanzitutto partecipazione e deve essere praticata anche a scuola, attraverso il coinvolgimento degli studenti nelle decisioni che li riguardano in prima persona. Non dimentichiamo che il dibattito è parte integrante della politica e che il posto migliore per mettere a confronto idee, simili o contrapposte che siano, sono proprio le assemblee e i comitati studenteschi (per il cui reale riconoscimento il SISA lotta fin dalla sua fondazione). Per rendere davvero coscienti gli alunni di cosa significhi amministrare la cosa pubblica una interessante modalità di apprendimento possono essere le giornate autogestite, che vengono tuttavia sempre più gestite dall’alto e svuotate di ogni contenuto di carattere politico o critico, senza creare quel senso di responsabilità e di riflessione necessario per crescere anche come cittadini consapevoli.

Ricordiamo infine come l’imminente votazione sia viziata da una chiara volontà di strumentalizzazione politica, in quanto i promotori della nuova materia contano su una clamorosa vittoria solo per potersi intromettere (come essi stessi ammettono) nella gestione dell’insegnamento della civica. In tal senso, è interessante notare come questi ultimi, ora intenti ad elogiare le virtù della democrazia diretta, siano anche i primi pronti ad aprire il borsello per raccogliere firme: sono questi i valori e gli usi democratici che si vorrebbero trasmettere a noi giovani?

Campeggio di formazione 2017 – Gallery

Ecco le foto dell’edizione 2017 del campeggio estivo del SISA:  oltre al meritato svago, ci hanno impegnato corsi di formazione, proiezioni di film e lavori redazionali. Buona visione!

L’ex ristorante “Ritrovo di Gola di Lago”, che ci ha ospitati da venerdì 25 a domenica 27 agosto.

Il primo corso di formazione: Flessibilità e precariato: quale futuro per i giovani lavoratori del XXI secolo?; relatore: Simone Romeo.

Durante la proiezione di Bread and roses (Ken Loach, 2004).

Corso di formazione sul delicato tema delle consulenze militari; relatore: Massimiliano Ay.

Al lavoro per ripubblicare lo storico periodico del SISA: L’Altrascuola – La rivista degli studenti in lotta.


 

NO ad una civica nozionistica e controproducente!

Il prossimo 24 settembre il popolo ticinese sarà chiamato a pronunciarsi sull’insegnamento della civica nelle scuole ticinesi, dovendosi esprimere sulla modifica di legge sollecitata dai promotori dell’iniziativa popolare “Educhiamo i giovani alla cittadinanza (diritti e doveri)”.

Il SISA, in conformità con la posizione adottata già al momento della raccolta firme a favore dell’iniziativa, si schiera con decisione contro la modifica di legge e invita tutte e tutti i votanti a respingerla alle urne.


Leggi qui il comunicato stampa del SISA!



NO alla malacivica nozionistica!

Il 24 settembre 2017 il popolo ticinese dovrà esprimersi sull’introduzione di una materia a sé stante con nota finale per l’insegnamento della civica: ecco qualche buona ragione per votare NO ad una riforma controproducente!

File PDF: scarica qui.

 


Firma l’appello online per il NO all’insegnamento della civica!

   Segui la campagna su Facebook!


Vari sono i motivi che ci spingono ad esprimere il nostro NO a questa controproducente ed incoerente riforma dell’insegnamento:

NO al continuo impoverimento della storia!

Nella scuola media, l’educazione civica verrebbe introdotta, nelle intenzioni del Parlamento, a scapito dell’insegnamento della storia, a cui verrebbero sottratte due ore al mese, per un totale di 72 ore sull’arco di 4 anni. Ciò corrisponde, come rilevano i docenti dell’Atis, alla diminuzione di un intero anno di storia nella scuola dell’obbligo, che porterebbe inevitabilmente ad un impoverimento della preparazione culturale e umanista dei cittadini del domani (essenziale per la stessa comprensione dei concetti e delle dinamiche che si vorrebbero al centro della stessa “educazione civica”…!). Gli studenti non vedrebbero infatti messe in relazione le strutture politiche attuali con i processi storici e culturali che le hanno prodotte, correndo peraltro il rischio di considerare come acquisiti ed immutabili i rapporti sociali attualmente in vigore.

NO ad un controproducente nozionismo!

L’educazione civica, complice anche la ristrettezza dei tempi ad essa concessi, rischia quindi di trasformarsi in un vuoto e controproducente esercizio di studio a memoria di nomi e funzioni di istituzioni prive di alcun significato per gli allievi.  In questo modo non si farebbe che aumentare l’insofferenza e il distacco dei giovani nei confronti della politica, provocando l’effetto contrario agli auspici (quantomeno a quelli ufficiali…) dei promotori dell’iniziativa!

NO ad un ulteriore sovraccarico degli studenti!

L’introduzione di una nuova materia a sé stante, con tanto di nota a fine anno, non potrebbe che aggravare ulteriormente il già pesante carico di lavoro degli studenti, costretti a studiare per ulteriori prove di valutazione che non farebbero che alimentare la disaffezione di cui sopra. Introducendo una nuova materia in una griglia oraria già particolarmente densa, si corre unicamente il pericolo di indebolire l’insegnamento in modo generalizzato: moltiplicare le discipline riducendone i tempi di studio e le ore di lezione non può infatti che portare ad imparare poco e male!

NO ad una democratizzazione solo di facciata della scuola ticinese!

L’introduzione dell’educazione civica viene propagandata alimentando l’illusione che questa possa permettere una maggiore coinvolgimento dei giovani nella cosa pubblica, evitando però accuratamente di menzionare l’assenza di spazi di partecipazione democratica all’interno delle scuole e la forte selezione sociale che queste esercitano sugli studenti socialmente più sfavoriti. Se a ciò si aggiunge l’impoverimento umanistico di cui sopra, si potrebbe malignamente suggerire che l’obiettivo dei promotori dell’iniziativa sia proprio quello di ridurre la coscienza civile e la partecipazione politica della popolazione, specie delle sue fasce meno abbienti…


Il SISA ribadisce quindi che la via per un maggiore coinvolgimento democratico dei giovani non può passare attraverso lo smantellamento delle discipline umanistiche, bensì attraverso:

  • la creazione di nuovi spazi di partecipazione democratica (estensione del voto ai maggiori di 16 anni, diffusione e riconoscimento delle assemblee studentesche in tutte le scuole, ecc.);
  • la vera applicazione del diritto allo studio (che possa garantire pari opportunità sociali e quindi anche pari prospettive politiche a tutti i cittadini);
  • l’interruzione dell’attacco alla scuola pubblica (peraltro spesso condotto proprio da chi oggi invoca l’introduzione della civica…) e il rafforzamento del finanziamento pubblico all’istruzione;
  • la fine della deriva professionalizzante della scuola (costituita dal crescente orientamento verso le discipline scientifiche e l’insegnamento “per competenze”), da bilanciarsi con una maggiore valorizzazione delle materie umanistiche.

 

Sviluppare l’interdisciplinarietà. Lezione di civica scomessa perdente e retrò (02.05.2013)

La recente presa di posizione del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) sull’iniziativa per la civicasembra non essere piaciuta ai Giovani UDC, che hanno stigmatizzato la legittima opinione in merito del sindacato attraverso un comunicato stampa, e condannato una delle misure alternative proposte dal SISA: il voto ai sedicenni, che a detta dei giovani democentristi sembrerebbero incapaci di intendere e di volere.

Rispetto all’iniziativa per la civica il sindacato ci tiene a precisare di aver semplicemente fatto valere la propria opinione rispetto alla tematica, partendo dal presupposto che lo stimolo alla partecipazione giovanile alla politica sia un argomento caro a tutte le parti in discussione.

Il SISA ritiene che la formula caldeggiata dagli iniziativisti, consistente nell’istituzione della lezione di civica come materia autonoma, sia di difficile realizzazione: la costruzione di un percorso di educazione alla cittadinanza è per sua stessa natura caratterizzato da un approccio di tipo interdisciplinare, all’interno del quale si compenetrano elementi provenienti sia dalle materie umanistiche che da quelle cosiddette scientifiche: in tal senso il lavoro che va svolto dovrà consistere piuttosto nello sviluppo più efficace delle sinergie tra queste discipline, nell’ottica di costruire un percorso esaustivo di sensibilizzazione alla cittadinanza. In ogni ordine di studio, e in maniera coerente.
Non esiste, potremmo dire, la civica: esistono piuttosto le finalità di una scuola pubblica, che deve essere capace di fornire gli strumenti per lo sviluppo di un sapere critico che permetta ai giovani di interagire con la società e parteciparvi. A tutti, democraticamente, eliminando gli ostacoli rappresentati dagli scompensi socio-culturali: qui si gioca la vera partita.

Il sindacato rilancia inoltre il voto ai sedicenni, ricordando al giovani democentristi che noi giovani non siamo idioti e che il problema è ben più complesso della conoscenza della differenza tra un referendum e un’iniziativa: in questa fascia d’età esistono tante ragazze e ragazzi che hanno più capacità di esprimersi in merito alla politica di molti maggiorenni, anche se a tutt’oggi sono ancora esclusi da decisioni che spesso li riguardano direttamente. Tra di loro sono in tanti anche coloro che, una volta responsabilizzati col diritto di voto e magari anche attraverso vere forme di democrazia all’interno delle scuole (!), vedrebbero finalmente un nesso tra loro e la cosa pubblica.
In conclusione il SISA sorvola sulle provocazioni dei Giovani UDC, ricordando le loro passate collaborazioni con cotanto “estremismo di sinistra”, e auspicando che in futuro si possa di nuovo dialogare e agire insieme su temi condivisi.

2 maggio 2013.

NO all’iniziativa per la civica: un progetto controproducente e poco coerente (28.04.2013)

Il Sindacato Indipendente degli Studenti e degli Apprendisti (SISA) invita a non firmare l’iniziativa popolare “Educazione Civica, alla Cittadinanza e alla Democrazia Diretta”, con la quale si chiede di far diventare l’educazione civica una lezione vera e propria. Il SISA è contrario all’introduzione di ore supplementari a tale scopo, considerando che le griglie orarie sono già soggette a diverse problematiche in termini di qualità dell’offerta formativa e di ampiezza di quest’ultima, causate non soltanto dalla mancanza di capacità di proporre una didattica al passo coi tempi, ma anche dai continui, dannosi tagli al monte ore promossi in passato dal governo, con buona pace di materie veramente importanti come le lezioni di recupero.

ll SISA non nega certo che la civica sia attualmente insegnata male, ma va comunque mantenuta all’interno delle singole lezioni, quali storia e geografia alle scuole medie, e storia, geografia, filosofia, ed economia e diritto nei licei. Tuttavia la didattica, prettamente nozionistica e molto poco partecipativa, presente tutt’oggi a scuola renderebbe totalmente inutile una lezione del genere in quanto lo scopo di riavvicinare i giovani alla politica dipende dall’aumento del loro senso critico. Cosa che non può avvenire attraverso una didattica cattedratica, nozionista e poco partecipativa, come scritto sopra: delle lezioni del genere avrebbero al massimo l’effetto di aumentare l’insofferenza dei giovani nei confronti della politica.

Non va inoltre dimenticato che la componente politica che rappresenta il comitato d’iniziativa è in gran parte legata a coloro che da anni propongono tagli al mondo della scuola, e con molta probabilità faranno lo stesso con il Preventivo 2014, per il quale già si parla di tagli alle borse di studio. A fronte di queste posizioni, come pensano costoro di poter anche proporre l’inserimento di nuove ore scolastiche? l’inserimento della civica sarà a scapito di altri corsi? Sicuramente qualche materia umanistica. Il SISA ritiene pertanto questo progetto fortemente incoerente.

Portando infine il discorso su dei caratteri generali, il SISA ricorda che da sempre difende un modello di scuola bilanciato, che consideri come fondamentali le scienze umane e che non si lasci cadere nel buco nero in cui porta una scuola orientata unicamente alle materie scientifiche – senza nulla voler toglier a quest’ultime – come accaduto con la recente Kleine Revision. Per migliorare la sensibilità civica comune, vanno pertanto contrastate la selezione sociale, la mercificazione dell’insegnamento, il nozionismo, HarmoS e i tagli al bilancio scolastico, sviluppando e generalizzando la capacità di porsi in maniera critica verso la società. Presupposto fondamentale quest’ultimo, lo ribadiamo, per riavvicinare le nuove generazione alla partecipazione alla cosa pubblica.

28 aprile 2013.

La scuola, che sarà? – Riflessioni critiche sulle riforme scolastiche

Nel 2014 il Dipartimento dell’Educazione (DECS) presentava il primo rapporto del progetto “La scuola che verrà”, una delle più ampie e significative riforme della scuola dell’obbligo dai tempi dell’istituzione della scuola media. Ma il processo di riforma non riguarda solo le strutture e l’organizzazione scolastica, bensì anche i contenuti stessi dell’insegnamento: il nuovo Piano di studi della scuola dell’obbligo rivoluziona infatti il paradigma pedagogico finora in vigore, introducendo il cosiddetto “approccio per competenze”.

Tuttavia, benché si sia dibattuto molto sulle ragioni e sulla validità di queste riforme, il futuro della scuola ticinese resta ancora estremamente indefinito. È per questo motivo che il SISA, sulla base di una semplice eppure complessa domanda (“La scuola, che sarà?”), si è interrogato a fondo sulle vere origini di molte delle proposte avanzate dal DECS e sulle possibili derive cui queste potrebbero dare luogo.

Il documento scaturito da questa riflessione è stato inviato al DECS quale risposta alla seconda fase di consultazione sul progetto di riforma, tuttavia esso è stato altrettanto concepito come uno strumento di divulgazione e di stimolo alla riflessione (che, seppur abbondante, spesso si trova alquanto vuota di contenuti o elusiva su certi punti cruciali). Buona lettura!

La scuola, che sarà? – Appunti critici sulle riforme della scuola dell’obbligo ticinese

La scuola, che sarà? È con questa domanda che il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) si pone di fronte alla volontà riformatrice del Dipartimento dell’Educazione…

Clicca qui per scaricare il file pdf!

 


Una sintesi per i frettolosi

Leggi qui il comunicato stampa diramato dal SISA in seguito alla pubblicazione del documento (una breve sintesi per chi non avesse tempo di affrontare l’intero documento).


Una succinta esposizione per i pigri

Guarda qui i video esplicativi prodotti dai militanti del SISA, nei quali vengono sinteticamente ripercorsi i principali nodi critici delle riforme promosse dal DECS:


Meno precariato (in)competente, più lavoro qualificato!

Il 1° maggio 2017 il SISA è sceso in piazza per rivendicare l’adozione di una strategia globale contro il precariato e la disoccupazione giovanile: ancora troppo spesso per i giovani ticinesi è infatti difficile trovare un lavoro a tempo pieno, con condizioni salariali e di lavoro accettabili, che permetta di condurre una vita dignitosa.

Purtroppo la politica sembra non considerare a sufficienza queste gravi problematiche, limitandosi ad alcuni interventi palliativi che non risolvono la questione alla radice.

Per questo rivendichiamo:

  1. Una migliore e più solida formazione dei lavoratori;
  2. Un rafforzamento dell’assistenza ai disoccupati da parte del Cantone;
  3. Maggiori tutele nell’entrata sul mercato del lavoro;
  4. Un monitoraggio costante della carenza di lavoro tra i giovani.

Leggi qui il comunicato stampa in cui vengono illustrate nel dettaglio le misure rivendicate dal SISA!


Nel corso del corteo sindacale del 1° maggio (guarda qui le foto), i militanti del SISA hanno distribuito questo volantino informativo:

Meno precariato (in)competente, più lavoro qualificato!

La situazione occupazionale dei giovani ticinesi è ben lungi dall’essere rosea, tuttavia la 20 politica stenta a dare delle risposte alle sempre maggiori problematiche di disoccupazione, precariato e indebitamento che riguardano le nuove generazioni (…)

Scarica qui il volantino in formato pdf!