Sebbene fosse una voce che riecheggiava da tempo, è con rabbia che apprendiamo la decisione presa dalla maggioranza ultraliberista della commissione della gestione in materia scolastica. Tra i tagli draconiani che questa commissione intende introdurre nel preventivo spicca un provvedimento quantomeno eclatante: tagliare ben 2 milioni alla pedagogia specializzata, oltre ai 7 milioni già previsti per le scuole elementari, medie e superiori.
Si tratta, infatti, dell’ennesimo capro espiatorio che, nelle reali intenzioni dei suoi promotori, mira ad applicare i dogmi neoliberali in ambito educativo. Ci chiediamo come si possa giustificare un taglio di 2 milioni, per mere ragioni di bilancio, su un settore la cui necessità di intervento è crescente, e nel quale le figure professionali adibite a tali attività si trovano sotto una pressione insostenibile.
“La scuola speciale è un fallimento!”, “Non vogliamo una scuola ideologica”: queste sono solo alcune delle vergognose affermazioni dei neoliberisti nostrani, autori dello smantellamento della scuola pubblica. La realtà dei fatti, tuttavia, è ben diversa. Il loro obiettivo è antipedagogico e antidemocratico: creare un sistema scolastico a due velocità. Un mantra neoliberale che il SISA conosce bene: la scuola pubblica viene ridotta all’osso e il sistema scolastico si trasforma in un’azienda. Ciò si traduce in un numero inadeguato di docenti nella scuola speciale, in un ridotto numero di ore di logopedia, e in un finanziamento insufficiente per gli istituti che accolgono studenti con situazioni complesse. In sostanza, solo coloro che possono permetterselo possono accedere a un insegnamento di qualità
Le logiche di mercato non hanno nulla a che fare con le reali esigenze educative delle studentesse e degli studenti ticinesi.
Il Cantone Ticino ha già la spesa scolastica pro capite più bassa della Svizzera. È dunque giunto il momento che il Cantone risponda concretamente alla richiesta di affrontare la precarietà del sistema scolastico e giovanile, infrangendo il dogma neoliberale che recita “meno stato più mercato”.
Per questi motivi, sosteniamo la petizione “Salviamo la pedagogia speciale e la scuola ticinese” e lunedì 9 alle 17:30 saremo al presidio per la scuola. Il Parlamento non può più ignorare la volontà di un fronte unito che intende salvaguardare il nostro sistema scolastico. Pertanto, invitiamo studenti e studentesse a firmare la petizione in quest’ultimo giorno di raccolta e a unirsi alla nostra rappresentanza studentesca.
