NO AL RIARMO: SOLDI ALLA SCUOLA, NON ALLA GUERRA! IL SISA SCENDE IN PIAZZA



L’assemblea del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA), riunitasi a Bellinzona poche settimane fa, ha deciso di mobilitarsi sabato 6 giugno a Bellinzona dalle ore 13:30 per dare continuità anche in Svizzera al grido lanciato da diversi movimenti studenteschi europei che, nelle ultime settimane, si sono mobilitati contro il riarmo e il ripristino della coscrizione obbligatoria, sotto lo slogan “Soldi alla scuola, non alla guerra!”.

Negli ultimi quattro anni l’Unione Europea e la NATO hanno intrapreso delle folli politiche di riarmo che – fra le altre cose – porteranno Bruxelles a sottrarre più di 800 miliardi di euro a istruzione, servizi pubblici e sanità per finanziare l’industria bellica. A ciò si aggiunge la pressione della NATO, che pretende dai suoi vassalli un aumento della spesa nel settore militare pari al 5% del loro PIL. Nonostante non aderisca formalmente a queste due organizzazioni, la Svizzera non è esente dalla militarizzazione della società: lo si vede nei continui aumenti del budget dell’esercito che, ad esempio, si vogliono ora finanziare addirittura tramite un aumento dello 0,8% dell’IVA — una tassa antisociale —, nel tentativo di smantellare il Servizio Civile e nella volontà di incorporare anche le donne nel Servizio Militare. Le conseguenze di queste politiche le pagano soprattutto i più giovani, che solo nel preventivo 2026 della Confederazione si vedranno privare di mezzo miliardo di franchi destinati all’istruzione e alla ricerca — soldi che verranno sacrificati sull’altare del riarmo — per non parlare degli ulteriori 1,919 miliardi tagliati ad altri servizi pubblici. È inaccettabile!


Come se non bastasse, il nostro esecutivo e i vertici dell’esercito chinano il capo di fronte a Bruxelles sostenendo un accordo di sottomissione conosciuto con l’improprio nome di “Bilaterali III” e promuovendo “collaborazioni” con la NATO tramite esercitazioni militari comuni o addirittura proponendo di inviare soldati svizzeri in Ucraina, come fatto dall’ex capo dell’esercito Thomas Süssli. È per questo motivo che ci opponiamo agli accordi con l’UE e sosteniamo l’iniziativa per la neutralità, la quale impedirebbe alla Svizzera di aderire ad alleanze militari come la NATO, le vieterebbe di partecipare a guerre militari ed economiche che affamano i popoli e aumentano il costo della vita, e la porrebbe come mediatrice attiva a sostegno dei popoli oppressi.

Il SISA non ci sta: deploriamo le scelte del nostro governo, che antepone la guerra all’istruzione, ed è per questo che invitiamo studentesse e studenti, apprendiste e apprendisti, associazioni, partiti e movimenti politici a scendere in piazza con noi!

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