L’USS NON SOSTIENE LA MOBILITAZIONE STUDENTESCA CONTRO IL RIARMO: UN’OCCASIONE MANCATA!


Mentre in tutta Europa i sindacati dei lavoratori sono scesi in piazza al fianco degli studenti che hanno protestato contro la folle corsa al riarmo e il ripristino della leva obbligatoria, in Ticino la locale sezione dell’Unione Sindacale Svizzera (USS), pur riconoscendosi nello slogan “NO al riarmo: soldi alla scuola non alla guerra!”, ha scelto di non sostenere la mobilitazione del Sindacato Indipendente degli Studenti e degli Apprendisti (SISA) prevista per il 6 giugno prossimo a Bellinzona. Una decisione alquanto deludente che ci lascia basiti!

Le motivazioni addotte non solo non riconoscono le contraddizioni principali su cui si dovrebbero unire e concentrare le forze, ma confondono i piani di analisi: il sindacato non è infatti un partito politico e deve operare solo in funzione degli interessi dei lavoratori e non delle ideologie partitiche dei sindacalisti. Secondo l’USS sarebbe infatti sbagliato scendere in piazza a sostegno della neutralità svizzera pochi giorni prima della votazione “No a una Svizzera da 10 milioni” poiché questo legittimerebbe un partito come l’UDC e l’estrema destra.

Premesso che quella votazione non c’entra niente con la manifestazione studentesca, la data è stata scelta sia per motivi di calendario scolastico che per opporci in piazza alla riforma del Servizio Civile che voteremo proprio il 14 giugno. Salvaguardare inoltre la neutralità svizzera non ha nulla di “estrema destra”: l’iniziativa che voteremo in autunno, infatti, perora la causa della diplomazia e del dialogo; blocca il rischio che la Svizzera aderisca ad alleanze guerrafondaie sovranazionali come la NATO e rifiuta di imporre sanzioni economiche unilaterali che affamano i popoli e che, per effetto boomerang, generano inflazione e aumento il costo della vita per i lavoratori e gli studenti in Svizzera. Il SISA si sente più vicino a queste rivendicazioni che non a quella di certa “sinistra” che vuole mandare le armi in Ucraina (magari a chi ha dato fuoco alla Casa dei Sindacati di Odessa)!

I sindacalisti non devono dividere i lavoratori in base al partito che votano ma organizzarli per evitare il coinvolgimento nelle guerre, per svincolarsi dal bellicismo della NATO e dai diktat neoliberali dell’UE: sabato 6 giugno gli studenti si opporranno anche allo smantellamento del servizio civile, all’introduzione della coscrizione obbligatoria per le donne, alle politiche della Confederazione che, per finanziare il riarmo, aumenterà l’IVA, taglierà oltre due miliardi al servizio pubblico e aumenterà le rette universitarie. Un sindacato dovrebbe opporsi apertamente alla logica di chi, soffiando sui venti di guerra, fa pagare lo scotto ai lavoratori e agli studenti che già faticano ad arrivare alla fine del mese.

Il SISA ringrazia quei sindacalisti ticinesi che con coraggio, a titolo individuale, ci stanno dimostrando solidarietà e anche ai compagni dell’Unione Sindacale di Base italiana e della Federazione Sindacale Mondiale che, oltre a riconoscere l’urgenza della lotta contro il riarmo, hanno sottolineato l’importanza della salvaguardia della neutralità svizzera, criticando i sindacati che abbandonano gli studenti per timore della sinistra europeista!

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