IL SISA SI RIUNISCE IN ASSEMBLEA!


Lo scorso sabato, 11 ottobre 2025, il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) si è riunito in assemblea presso la propria sede di Bellinzona per affrontare i principali problemi che oggi attraversano la scuola e per pianificare le prossime campagne di mobilitazione.

Durante l’incontro si è ricordata la mobilitazione dell’edilizia del 20 ottobre, indetta dal sindacato UNIA, e l’assemblea ha deciso di sostenere l’iniziativa coordinando uno sciopero studentesco. Non si tratta soltanto di un gesto di solidarietà, ma di una presa di coscienza: le condizioni di lavoro che la Società Svizzera degli Impresari e dei Costruttori (SSIC)vorrebbe imporre – settimana lavorativa di sei giorni, aumento delle ore straordinarie, riduzione della tredicesima, licenziamenti in caso di malattia o infortunio e peggioramento delle tutele per i lavoratori più anziani – colpirebbero non solo gli operai, ma anche le loro famiglie e, di riflesso, il mondo studentesco. In un contesto segnato da precarietà, inflazione e tagli all’istruzione, il SISA invita quindi studentesse e studenti a scendere in piazza al fianco dei lavoratori per difendere insieme dignità, uguaglianza e giustizia sociale.

L’assemblea ha confermato la decisione del sindacato di aderire al referendum per salvare il servizio civile, minacciato da un grave attacco della destra al diritto costituzionale all’obiezione di coscienza. Il SISA rinnova così il suo impegno ventennale in prima linea nella difesa del servizio civile.

È stata inoltre approvata una risoluzione di critica al nuovo Piano Quadro degli Studi (PQS), recentemente adottato dalla CDPE. Il documento denuncia l’impostazione eccessivamente utilitaristica del nuovo piano e la mancanza di una reale partecipazione studentesca nel processo di elaborazione. Il SISA chiede al DECS di coinvolgere concretamente le studentesse e gli studenti nei gruppi di lavoro sulla riforma; di rivedere l’approccio per competenze affinché la scuola non si riduca a un semplice strumento del mercato del lavoro; di garantire risorse e formazione adeguate per l’attuazione degli ambiti trasversali; e di evitare la standardizzazione dei percorsi educativi. Il sindacato ribadisce che la scuola deve restare un luogo di formazione critica, democratica e completa delle persone, non la sola preparazione all’università o al lavoro.

Il momento saliente dell’assemblea è stato rappresentato dal dibattito e l’approvazione di  una risoluzione che denuncia le gravi carenze del sistema scolastico ticinese in materia di tutela, ascolto e protezione degli studenti e delle studentesse. Il SISA evidenzia la mancanza di un controllo effettivo da parte del DECS e del DFP sui casi di abuso o comportamento inadeguato, la carenza di ispettori e la scarsa imparzialità dei mediatori scolastici. Il Sindacato rivendica tre misure urgenti: 1) l’ampliamento del servizio SeAM con uno sportello indipendente dedicato agli studenti e alle apprendiste per segnalare in sicurezza abusi e maltrattamenti; 2) l’estensione del servizio medico-psicologico anche alle scuole professionali e le scuole medie, oggi escluse; 3) una formazione specifica e un supporto professionale ai mediatori scolastici. Il SISA ribadisce che la scuola deve tornare a essere un luogo di tutela, ascolto e crescita, e non un sistema che insabbia i problemi o discrimina tra studenti di serie A e di serie B.

Il sindacato studentesco è pronto dunque a portare avanti le prospettive indicate dall’assemblea, affinché la difesa dei diritti e la promozione degli interessi di studenti e apprendisti si concretizzino. Ora lottiamo!

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