20 MILIONI RISPARMIATI SULLE SPALLE DEI GIOVANI: MERCOLEDÌ MANIFESTIAMO!





Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) sostiene la manifestazione “FAR WEST TICINO”, promossa dai sindacati, per protestare contro le misure di risparmio per il 2025 decise dal Governo, il cui obiettivo è il pareggio dei conti cantonali. Al centro della protesta vi sono i tagli al settore pubblico, sociosanitario, assistenziale e scolastico, contro i quali il SISA si batte fin dall’inizio della sua storia.

A tal proposito, esprimiamo la nostra rabbia per i 20 milioni di franchi che verranno tagliati, gravando sulle spalle dei giovani, e poniamo particolare accento sui 7 milioni di franchi risparmiati nel settore scolastico. Queste misure di austerità incideranno pesantemente su diversi ambiti dell’istruzione.

foto mobilitazione studentesca contro i tagli


In primo luogo, la scuola elementare sarà duramente colpita, con tagli complessivi pari a 4 milioni. Infatti, il Governo non considererà più, nei contributi per classe, i docenti “non obbligatori”, ossia gli insegnanti di educazione fisica e musicale. In tal modo, il Consiglio di Stato scaricherà la responsabilità sui Comuni, che dovranno decidere, in base alle proprie risorse finanziarie, se mantenere o meno questi insegnanti. Tale decisione, dettata esclusivamente da ragioni economiche di stampo liberista, penalizzerà soprattutto i piccoli Comuni, costretti a escludere queste importanti figure dall’insegnamento, impoverendo così l’istruzione di base per i bambini e creando uno squilibrio nel livello di istruzione dei futuri cittadini ticinesi. È inaccettabile che centinaia di allievi vengano esclusi dalla possibilità di accedere a corsi fondamentali per il loro sviluppo.

In secondo luogo, saranno colpite anche le scuole medie. In particolare, verrà interrotto l’ampliamento dell’ora di classe supplementare in terza media, con un taglio di 440 mila franchi. L’ora di classe è un momento essenziale, che permette agli allievi di essere accompagnati e orientati in una fase delicata di transizione, dalla scuola media alle scuole superiori o al mondo del lavoro. Se il Consiglio di Stato desidera davvero prendersi cura di questa transizione, non può permettersi di tagliare fondi destinati alle scuole medie. Purtroppo, i tagli non si fermano qui: saranno colpite anche le scuole superiori. Il monte ore verrà ridotto di tre ore nei licei cantonali e nella SCC, precarizzando ulteriormente le condizioni di studio.

Inoltre, verranno tagliati 570 mila franchi destinati alle attività culturali nelle scuole. Tali attività, oltre a rappresentare importanti momenti di aggregazione e crescita personale, offrono soprattutto agli studenti provenienti da contesti socioeconomici meno abbienti la possibilità di vivere esperienze di socializzazione al di fuori del Ticino. Tagliare questi fondi significa riservare tali opportunità a una sola parte del corpo studentesco, impoverendo ulteriormente l’offerta culturale delle scuole.

Come se non bastasse, le condizioni della scuola pubblica saranno ulteriormente precarizzate dall’aumento dei prezzi delle mescite fino a 40 centesimi, dall’ottimizzazione delle biblioteche scolastiche, dall’incremento delle tasse scolastiche per gli studenti non domiciliati e dalla riduzione del sostegno per i docenti delle scuole speciali, con ulteriori 790 mila franchi risparmiati nel settore scolastico.

Se Stefano Franscini affermava che “Ove non v’è istruzione, non v’è libertà”, i quattro paladini del Governo, promotori dello smantellamento del servizio pubblico, sembrano dire: “Ove istruzione vedrò, un altro taglio farò.”

A preoccupare ulteriormente il SISA sono le indiscrezioni provenienti dalla commissione economia e lavoro del Gran Consiglio, secondo le quali alcuni deputati hanno pronti degli emendamenti per richiedere ulteriori tagli draconiani alla pedagogia specializzata, oltre a un aumento del numero di studenti per classe a 25 alunni. Contraddicendo così i buoni propositi di ridurre il numero di allievi per classe al fine di garantire un maggiore coinvolgimento da parte dell’insegnante e un ambiente di apprendimento migliore.

A gravare ulteriormente sulle spalle dei giovani, vi sono anche i 10,5 milioni che il parlamento potrebbe tagliare ai sussidi delle casse malati. Non dimentichiamo, infatti, che il maggiore incremento dei costi sanitari riguarda proprio i giovani, con un aumento del 11,4% dei premi di cassa malati.

Nonostante la crisi di disagio giovanile, continuamente denunciata alle istituzioni, verranno ridotti di 2,34 milioni i contributi alle strutture di protezione per i minori. Ciò aggraverà le condizioni lavorative, già precarie da tempo, ma soprattutto peggiorerà le prestazioni di un settore sempre più sotto pressione e incapace di soddisfare le esigenze del territorio.

Questo rappresenta un grave attacco alla classe media, ammesso che ancora si possa parlare di classe media, di cui tutti i partiti politici si fanno portavoce, ma che la destra borghese continua a deludere e ingannare. È paradossale che il Governo, che sostiene di voler rendere il Cantone più attrattivo per i giovani, proceda allo smantellamento della scuola pubblica. Pertanto, il SISA promuove l’organizzazione di un blocco studentesco alla manifestazione, che avrà luogo il 16 ottobre alle ore 17:00 in Piazza del Sole, e invita gli studenti a unirsi a noi per difendere il diritto allo studio.

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