Il Sindacato Indipendente degli studenti e Apprendisti (SISA) esprime preoccupazione per gli ingenti costi a cui devono far fronte gli studenti e le loro famiglie con l’inizio dell’anno scolastico.
La ripresa dell’anno scolastico è accompagnata dalla scontentezza degli studenti e delle loro famiglie, che si sentono poco sostenuti dallo Stato per affrontare le spese di libri, materiale didattico, tasse d’iscrizione e abbonamenti per i mezzi di trasporto. Infatti, dopo le scuole medie, gli studenti e le loro famiglie devono occuparsi autonomamente dell’acquisto dei libri didattici : il costo complessivo per i testi scolastici si stima intorno ai 200 franchi annui per allievo. Una cifra eccessiva soprattutto per gli studenti con un’origine socioeconomica sfavorevole. A questa spesa si sommano i costi esorbitanti degli abbonamenti per i mezzi di trasporto, che il cui taglio 6 milioni da parte della maggioranza borghese del parlamento, ha comportato un aumento delle tariffe del 10%. Il costo di un abbonamento annuale per tutto il Ticino raggiunge così i 1’170 franchi: insomma, per usare un eufemismo – si tratta si tariffe ragionevoli per incentivare l’utilizzo dei mezzi di trasporto e aiutare gli studenti. –

Una situazione analoga è vissuta anche dagli universitari, che inizieranno i corsi tra due settimane. Invero il costo delle tasse universitarie varia da 1000 a 4000 franchi all’anno. Come se non bastasse, a ciò si aggiungono le spese per il vitto, l’alloggio, i premi delle casse malati, i mezzi di trasporto, oltre a 1’000/ 2’000 franchi l’anno per quanto riguarda libri e strumenti di lavoro. Per cui, in Svizzera, il costo medio di uno/una studente che vive fuori casa si aggira, in media attorno ai 15’000/28’000 franchi annui. Gli studenti evidenziano che sta diventando difficile ottenere in tempi brevi la borsa di studio, che sovente arriva addirittura alla fine di due semestri.
Tali costi sono smisurati, in particolar modo per studentesse e studenti con uno statuto socioeconomico medio basso e basso. Un’istruzione inaccessibile alla maggioranza della popolazione, è il principio di una società classista che disincentiva la mobilità sociale.
Tutto ciò avviene nel contesto di crisi che sta affrontando la popolazione Ticinese, in cui i premi delle casse malati sono i più alti della Svizzera e paradossalmente gli stipendi sono i più bassi, dove vengono tagliati fondi ai mezzi di trasporto, alle USI e SUPSI e alle borse di studio. Non va inoltre dimenticato il periodo di austerità promosso dalla maggioranza borghese del parlamento, la quale minaccia ulteriori tagli draconiani all’istruzione. Si tratta senz’altro di un regresso per un cantone che dovrebbe essere consapevole dell’importanza dell’istruzione. In questo senso è inaccettabile che la scuola funga da salvadanaio, per una politica irresponsabile ed antisociale che precarizza ulteriormente le condizioni di studio. Gli studenti chiedono aiuto: Stato, dove sei?
Quindi, se la maggioranza borghese del parlamento, vuole continuare a svendere il diritto allo studio, noi rivendichiamo:
1. la gratuità dei libri scolastici sia per gli studenti delle superiori sia per gli universitari.
2. La gratuità dei mezzi di trasporto per gli studenti e i giovani lavoratori fino ai 25 anni e coloro che recepiscono aiuti complementari.
L’istruzione è il primo strumento con cui le classi svantaggiate possono sperare di cambiare la propria condizione. È inaccettabile la condotta di chi vuole sminuire la sua importanza o, ancor peggio, ostacolare la sua diffusione nella popolazione svizzera.
Il Sindacato Indipendente degli studenti e Apprendisti (SISA) esprime preoccupazione per gli ingenti costi a cui devono far fronte gli studenti e le loro famiglie con l’inizio dell’anno scolastico.
La ripresa dell’anno scolastico è accompagnata dalla scontentezza degli studenti e delle loro famiglie, che si sentono poco sostenuti dallo Stato per affrontare le spese di libri, materiale didattico, tasse d’iscrizione e abbonamenti per i mezzi di trasporto. Infatti, dopo le scuole medie, gli studenti e le loro famiglie devono occuparsi autonomamente dell’acquisto dei libri didattici : il costo complessivo per i testi scolastici si stima intorno ai 200 franchi annui per allievo. Una cifra eccessiva soprattutto per gli studenti con un’origine socioeconomica sfavorevole. A questa spesa si sommano i costi esorbitanti degli abbonamenti per i mezzi di trasporto, che il cui taglio 6 milioni da parte della maggioranza borghese del parlamento, ha comportato un aumento delle tariffe del 10%. Il costo di un abbonamento annuale per tutto il Ticino raggiunge così i 1’170 franchi: insomma, per usare un eufemismo – si tratta si tariffe ragionevoli per incentivare l’utilizzo dei mezzi di trasporto e aiutare gli studenti. –
Una situazione analoga è vissuta anche dagli universitari, che inizieranno i corsi tra due settimane. Invero il costo delle tasse universitarie varia da 1000 a 4000 franchi all’anno. Come se non bastasse, a ciò si aggiungono le spese per il vitto, l’alloggio, i premi delle casse malati, i mezzi di trasporto, oltre a 1’000/ 2’000 franchi l’anno per quanto riguarda libri e strumenti di lavoro. Per cui, in Svizzera, il costo medio di uno/una studente che vive fuori casa si aggira, in media attorno ai 15’000/28’000 franchi annui. Gli studenti evidenziano che sta diventando difficile ottenere in tempi brevi la borsa di studio, che sovente arriva addirittura alla fine di due semestri.
Tali costi sono smisurati, in particolar modo per studentesse e studenti con uno statuto socioeconomico medio basso e basso. Un’istruzione inaccessibile alla maggioranza della popolazione, è il principio di una società classista che disincentiva la mobilità sociale.
Tutto ciò avviene nel contesto di crisi che sta affrontando la popolazione Ticinese, in cui i premi delle casse malati sono i più alti della Svizzera e paradossalmente gli stipendi sono i più bassi, dove vengono tagliati fondi ai mezzi di trasporto, alle USI e SUPSI e alle borse di studio. Non va inoltre dimenticato il periodo di austerità promosso dalla maggioranza borghese del parlamento, la quale minaccia ulteriori tagli draconiani all’istruzione. Si tratta senz’altro di un regresso per un cantone che dovrebbe essere consapevole dell’importanza dell’istruzione. In questo senso è inaccettabile che la scuola funga da salvadanaio, per una politica irresponsabile ed antisociale che precarizza ulteriormente le condizioni di studio. Gli studenti chiedono aiuto: Stato, dove sei?
Quindi, se la maggioranza borghese del parlamento, vuole continuare a svendere il diritto allo studio, noi rivendichiamo:
1. la gratuità dei libri scolastici sia per gli studenti delle superiori sia per gli universitari.
2. La gratuità dei mezzi di trasporto per gli studenti e i giovani lavoratori fino ai 25 anni e coloro che recepiscono aiuti complementari.
L’istruzione è il primo strumento con cui le classi svantaggiate possono sperare di cambiare la propria condizione. È inaccettabile la condotta di chi vuole sminuire la sua importanza o, ancor peggio, ostacolare la sua diffusione nella popolazione svizzera.
