IL SISA SI OPPONE ALLO SMANTELLAMENTO DEL SERVIZIO CIVILE

Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) si oppone, con amarezza e fermezza, alla revisione della Legge sul servizio civile -che peraltro andrebbe chiamata smantellamento- approvata dal parlamento nei giorni scorsi. Le disdicevoli misure di tale riforma prevedono di ridurre il numero massimo di ammissioni al servizio civile sostitutivo e, parallelamente, di ostacolare il passaggio dalla scuola reclute al servizio civile a chi matura un conflitto di coscienza. Si tratta di un attacco frontale e inaccettabile al diritto costituzionale all’obiezione di coscienza, contro il quale è già stato annunciato il lancio di un referendum che sosterremo con convinzione.

Il SISA esprime inoltre la sua preoccupazione verso la deriva militarista che sta assumendo la Svizzera che, per aumentare l’attrattività di un esercito già sovradimensionato, intende smantellare il servizio civile. A ciò si aggiunge la recente proposta di estendere l’obbligo di leva alle donne e l’incomprensibile aumento del budget dell’esercito. Il diritto a prestare servizio civile è stato ottenuto dopo anni di lotte democratiche, durante le quali numerosi obiettori di coscienza, perlopiù studenti, sono stati incarcerati. Perciò, la rimessa in discussione di tale sistema non può di certo passare sotto il silenzio generale. Se a preoccupare la Confederazione fosse la crescente tensione internazionale, la stessa dovrebbe impegnarsi a promuovere i suoi servizi diplomatici, mettendoli al servizio della risoluzione dei conflitti, anziché svendere la propria neutralità cadendo scelleratamente nel paradosso del riarmo e integrando gradualmente il proprio esercito nelle avventure belliche della NATO.

Oltretutto, il governo dovrebbe impegnarsi a creare alternative al servizio militare che permettano ai giovani di evitare un ambiente ove vige il nonnismo e nel quale abusi e soprusi sono all’ordine del giorno: proprio il nostro sindacato è stato all’origine, negli ultimi anni, di segnalazioni di situazioni tossiche in caserma.

Pertanto, il servizio civile, invece di essere messo in discussione, dovrebbe essere urgentemente potenziato. L’aumento delle adesioni riflette la volontà di una generazione che desidera una Svizzera neutrale e pacifica. Allo stesso tempo, esso offre a molti giovani non solo un’opportunità formativa, ma anche un’esperienza di vita preziosa in ambiti tra i più diversi. Inoltre, le ripercussioni della diminuzione dei civilisti sarebbero disastrose nel settore sociosanitario e assistenziale che, a causa d’innumerevoli tagli e dell’invecchiamento della popolazione, richiede sempre un maggior numero di operatori.

Da anni il SISA si è battuto in prima linea nella promozione e la difesa del servizio civile. Infatti, da circa vent’anni mettiamo a disposizione, per altro gratuitamente, uno sportello denominato “SOS RECLUTE” con il fine di sostenere i coscritti che, dopo aver riscontrato problemi durante il servizio militare o dopo aver maturato un conflitto di coscienza, vogliono passare dalla scuola reclute al servizio civile. Il SISA non ci sta: continueremo a difendere con forza il servizio civile e il diritto all’obiezione di coscienza e aiuteremo a raccogliere le firme per il referendum contro il peggioramento della Legge sul servizio civile.

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