Giù le mani dalle gite



Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) critica duramente la decisione del Municipio di Bellinzona di sospendere i finanziamenti per le uscite scolastiche per gli allievi delle scuole medie, un provvedimento che si aggiunge a una lunga lista di sacrifici imposti a studenti e famiglie.

Siamo consapevoli che la responsabilità primaria risiede nelle scelte del governo cantonale e della maggioranza parlamentare, che da anni impongono una politica dello scaricabarile sui comuni. Tuttavia, riteniamo inaccettabile che una città come Bellinzona, l’unica con un sindaco socialista, reagisca con delle misure punitive verso gli allievi e le famiglie, già messe a dura prova dall’inflazione e dall’aumento del costo della vita.

Infatti, con il preventivo 2025, sono stati tagliati 570 mila franchi alle attività culturali delle scuole. Tali attività oltre a rappresentare degli importanti momenti d’aggregazione e crescita personale, offrono soprattutto agli studenti provenienti da uno statuto socioeconomico basso la possibilità di vivere esperienze di socializzazione al di fuori dalla scuola. Pertanto tagliare questi fondi significa riservare tali opportunità a una sola parte del corpo studentesco. Impoverendo ulteriormente lo statuto culturale delle scuole e secondariamente rendendo la scuola ancora più classista.

Non solo vengono tolte le risorse per le uscite scolastiche, ma si taglia anche la terza ora di educazione fisica, e all’orizzonte si prospettano ulteriori aumenti tariffari per l’accesso al centro sportivo cittadino. Queste decisioni creano una disparità sociale sempre più marcata e penalizzano chi più ha bisogno di sostegno.

Il SISA condanna fermamente questa politica miope, che sacrifica il diritto all’educazione e al benessere per ragioni di bilancio. Invitiamo dunque il Municipio a fare un passo indietro e a cercare soluzioni alternative, tutelando gli interessi delle giovani generazioni, che rappresentano il futuro della nostra società.

Investire nell’educazione e nei giovani non è una spesa, ma un investimento imprescindibile per la collettività.

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