IL 14 GIUGNO VOTIAMO SÌ PER IL DIRITTO ALLE CURE DENTARIE

Articolo del coordinatore del SISA Ismael Camozzi

Durante le prossime votazioni cantonali avremo la possibilità di riformare l’attuale iniquo sistema di cure dentarie a due velocità. Oggi il 90% dei costi ricade sulla popolazione ticinese, che ogni anno spende circa 160 milioni di franchi di tasca propria, di cui solo 1,3 milioni vengono effettivamente rimborsati. Lo status quo sembra dire chiaramente: si cura solo chi può permetterselo — e chi può permetterselo, per essere espliciti, è chi non è costretto a scegliere tra il dentista e l’affitto. Non a caso, uno svizzero su tre è costretto a rinunciare alle cure dentarie.

L’iniziativa “Per il rimborso delle cure dentarie”, su cui voteremo il 14 giugno, propone di iscrivere nella Costituzione cantonale il seguente principio: ogni persona residente in Ticino ha diritto al rimborso delle cure dentarie di base, garantito da un’assicurazione pubblica finanziata con contributi proporzionali al reddito di lavoratori, datori di lavoro e Stato. Va altresì sottolineato un aspetto importante: le prestazioni coperte dall’assicurazione verrebbero stabilite in un secondo momento da una commissione di specialisti del settore. Un modello che, basandosi su contributi proporzionali al reddito e paritetici, permetterà di ridistribuire i costi in maniera più equilibrata , il che si configura come un beneficio per la maggioranza della cittadinanza.

Il comitato contrario all’iniziativa parla di una «doppia tassa sui denti». Ma siamo davvero sicuri che le cose stiano così? Il sistema attuale – in cui le cure dentarie sono escluse dalla LAMal in modo del tutto incomprensibile, come se i denti non facessero parte del corpo – costringe le persone a rimandare l’appuntamento dal dentista fino a quando non è troppo tardi. Tutto ciò assomiglia più a un doppio gancio: il primo è la malattia, il secondo la fattura salata e interamente a carico del paziente!

Dall’altra parte della barricata si trovano anche le associazioni di dentisti e odontotecnici. Accecate dal mantra neoliberale interiorizzato durante gli studi – secondo cui le cure dentarie sono una responsabilità individuale del paziente – sembrano essersi dimenticate che, se un terzo della popolazione è costretto ad abbandonare tali cure, si tratta di un problema di salute pubblica che necessita una soluzione collettiva. Non è una posizione rispettabile abbandonare la deontologia e le necessità dei pazienti in nome del protezionismo dell’imprenditoria sulla salute, nel timore che i propri guadagni vengano ridotti da un maggiore controllo sulle prestazioni in caso di approvazione dell’iniziativa.

L’odontoiatria attuale è inoltre discriminatoria nei confronti di studenti e giovani lavoratori, già in difficoltà a causa dell’aumento del costo della vita – rincaro dei premi di cassa malati, tasse universitarie in crescita, aumento dei costi dei mezzi di trasporto, smantellamento degli affitti a pigione moderata – il che li costringe a rimandare le visite o a escludere questo tipo di cure a priori. La situazione è aggravata dal fatto che, dopo la scuola media, i giovani perdono la copertura del servizio dentario scolastico, proprio quando le esigenze aumentano e molti non hanno ancora una base economica solida. Il risultato sono anni senza controlli, e poi problemi più complessi e più costosi.

Invito quindi tutti gli studenti e i giovani lavoratori a sostenere l’iniziativa votando con convinzione SÌ il 14 giugno affinché le cure dentarie vengano finalmente riconosciute come parte integrante del diritto alla salute.

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