NO allo smantellamento del liceo!

Risoluzione dell’assemblea generale del SISA

L’assemblea generale del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA), riunita a Lugano sabato 4 giugno 2016, ha preso atto con delusione delle recenti proposte di riforma degli studi liceali presentate dalle autorità cantonali e federali. In particolare, 3 sono le misure che il sindacato ritiene particolarmente dannose per le pari opportunità di formazione: l’inasprimento dei criteri di concessione della maturità liceale (richiesto dal consigliere federale Johann Schneider-Ammann); l’introduzione di un limite alle bocciature nel primo triennio di liceo (posta in consultazione dal DECS); la riduzione dei corsi facoltativi e complementari nelle scuole medie superiori (inserita nella manovra di rientro finanziario dal Consiglio di Stato).

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Il SISA condivide la volontà di ridurre l’elevatissimo tasso di bocciature al liceo (peraltro oggetto di una vera e propria esplosione nell’ultimo decennio) e di migliorare la qualità dell’istruzione liceale, ma contesta fermamente gli strumenti proposti dalle autorità per intervenire sul problema.

Quanto messo sul tavolo non rappresenta in nulla e per nulla una soluzione a tale questione e, anzi, assume i contorni di un subdolo tentativo di smantellamento del liceo ticinese.

Se analizziamo le tre misure di cui sopra, constatiamo infatti come l’unico risultato sarà quello di accentuare la già forte selezione sociale presente tra gli studenti e di ridurre le possibilità per quest’ultimi di accedere alla formazione universitaria:

  1. criteri per la concessione della maturità: la selezione esercitata oggi dalla scuola viene in buona parte influenzata dall’origine sociale degli allievi (basti pensare che il tasso di bocciatura al liceo degli studenti ricchi è pari al 14%, a fronte del 24% degli allievi poveri!), motivo per cui appare evidente come una selezione più stretta e severa (come auspicato dal consigliere federale) non farà altro che escludere un’ulteriore parte delle classi sociali più svantaggiate dalla possibilità di frequentare un’università;
  2. limite al numero di bocciature: come visto, i risultati scolastici dipendono in buona parte dalla disponibilità finanziaria della propria famiglia, motivo per cui le persone che verranno messe alla porta saranno perlopiù quelle che, a causa di limitate risorse finanziarie, hanno statisticamente un tasso di bocciatura più elevato, ovvero gli studenti di classe medio-bassa. Senza contare l’effetto deterrente per le famiglie: i genitori, al termine della scuola media, verrebbero confrontati con una difficile scelta: meglio il liceo, con il rischio di rimanere a casa dopo pochi anni, o l’apprendistato, senza però nessuna chance di ascesa sociale in futuro?
  3. riduzione di corsi facoltativi e complementari: insieme alle lezioni di sostegno e di assistenza allo studio (anch’esse vittime di una costante riduzione negli ultimi anni), questi corsi rappresentano un fondamentale strumento di giustizia sociale a scuola, dal momento che assicurano a tutti la possibilità di colmare le proprie lacune scolastiche e di approfondire tematiche non previste dal piano di studi, in funzione degli interessi dell’allievo (servizi che esistono naturalmente anche fuori scuola, ma solo a pagamento!).

Noi riteniamo che il settore medio superiore ticinese necessiti sì di interventi che ne migliorino la qualità e l’equità, ma questi dovrebbero essere di segno opposto rispetto a quelli proposti dalle autorità: piuttosto che una maggior selezione e una riduzione dell’offerta formativa, occorrerebbe invece investire profondamente nei licei, garantendo tutti quei servizi (lezioni di sostegno e di recupero, assistenza personalizzata per gli allievi con particolari difficoltà d’apprendimento, corsi facoltativi e complementari, accesso gratuito – o quantomeno agevolato – all’insegnamento e ai servizi culturali, ecc.) che permettono agli studenti economicamente sfavoriti di colmare il divario educativo con i propri coetanei più benestanti. Inoltre, ci permettiamo di citare alcuni interventi proposti dal Centro di ricerca sui sistemi educativi della SUPSI in un suo recente studio, i quali sembrano non aver suscitato molto interesse in seno al Dipartimento: una rielaborazione delle modalità di valutazione (con una partecipazione attiva della/o studente), un ampliamento del settore medio superiore (trasformando alcune strutture già esistenti, si potrebbe dare spazio a profili – umanistici, artistici, sociali – che oggi trovano poco spazio in questo campo di studi) e una maggiore attenzione al metodo di studio nei primi anni di liceo (se non già sul finire della scuola media) potrebbero essere altri validi strumenti sui quali appoggiarsi per migliorare il settore medio superiore ticinese.

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Insomma, dietro all’apparente intenzione di rafforzare e migliorare il liceo, si vuole invece procedere ad un suo smantellamento, sopprimendo tutti quei servizi e quelle garanzie che permettono (almeno in parte) anche a studenti economicamente svantaggiati di ricevere una formazione culturale completa e ampia, capace di assicurar loro l’accesso all’università e a posizioni sociali di un certo prestigio.

Il SISA non può tollerare che venga perpetrata una simile ingiustizia sociale e culturale, motivo per cui ha deciso di lanciare una petizione con cui si chiede la non applicazione delle tre proposte di cui sopra. Questa, denominata “NO allo smantellamento del liceo ticinese!”, verrà consegnata l’autunno prossimo, con la speranza che le autorità recepiscano il malessere della popolazione scolastica e rivedano di conseguenza la propria politica scolastica.

Dal momento che reputiamo prioritaria questa questione per la vita e le prospettive sociali dei giovani, lanciamo un appello a tutte le formazioni politiche giovanili, così come ai comitati degli studenti, alle assemblee studentesche e alle associazioni sindacali e magistrali affinché ci sostengano nella raccolta delle firme e si uniscano a noi nel rivendicare un liceo più democratico e pari opportunità di formazione per tutte le cittadine e tutti i cittadini!

Lugano, 4 giugno 2016.

Scarica qui il file pdf. della risoluzione!

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