Un NO alla riforma fiscale per assicurare un futuro alla nostra scuola!

Il comitato centrale del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA), riunitosi il 22 gennaio 2017, ha approfondito diversi temi in votazione il 12 febbraio, in particolare i tre referendum contro i tagli sociali approvati dal Gran Consiglio ticinese e la Riforma 3 dell’imposizione delle imprese.

Come già dichiarato nella risoluzione approvata dall’assemblea del 3 dicembre 2016, il sindacato si oppone fermamente alla riforma fiscale in arrivo, che non esitiamo a considerare l’ennesima irresponsabilità politica della nostra classe dirigente. Se da una parte lo smantellamento progressivo della scuola pubblica avanza proprio a causa della mancanza di fondi, dall’altra si vuole continuare a ridurre le entrate delle casse pubbliche promuovendo nuovi sgravi fiscali a vantaggio delle imprese e degli alti redditi. Le perdite miliardarie associate a questa riforma non potranno quindi che aggravare la situazione, mettendo ancora più in difficoltà (tra gli altri) anche gli studenti e il nostro sistema scolastico.

Del resto, gli effetti di queste manovre fiscali sono già ben noti, a tutti i livelli istituzionali. Non è un caso che in diversi atenei svizzeri le tasse d’iscrizione siano state aumentate considerevolmente negli ultimi anni, così come non stupisce il crescente intervento privato nelle università elvetiche (“chiamato” a colmare le voragini lasciate dallo Stato, ma volto chiaramente ad influenzare programmi e ricerca nelle diverse facoltà).

A livello cantonale preoccupa inoltre la volontà del Governo di procedere ad un’ulteriore riduzione del carico fiscale sulle imprese, abbassando di 1/3 l’imposta sull’utile. Non è accettabile che in un momento di massicci attacchi allo Stato sociale (come quelli recentemente approvati dal Gran Consiglio), si facciano ulteriori regali fiscali alle imprese e agli alti redditi. Sappiamo già dove ci condurrebbe continuare su questa strada: solo fino a qualche tempo fa si discuteva di trasformare in prestiti un terzo delle borse di studio o di ridurre di un anno la durata del liceo…

Se vogliamo evitare di mandare definitivamente al macero il diritto allo studio, se vogliamo assicurare un futuro alla nostra scuola pubblica, dobbiamo impedire tutto questo! Per questo motivo, il SISA invita tutti i votanti a respingere alle urne la Riforma 3 dell’imposizione delle imprese, così come i tagli sociali approvati dal legislativo cantonale.

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