Primo maggio 2018 – Giù le mani dalle nostre borse!

Il seguente discorso è stato pronunciato dal coordinatore del SISA Rudi Alves in occasione della manifestazione sindacale per la festa dei lavoratori svoltasi a Locarno martedì 1° maggio 2018.


Come sindacato studentesco quest’anno ci siamo mobilitati contro lo smantellamento del diritto allo studio. Questo perché la sua importanza nel tessuto sociale è di primaria importanza. Un paese che si definisce democratico come il nostro deve offrire pari opportunità di istruzione, tuttavia, i dati lo dimostrano, oggigiorno non è affatto così.

Già a partire dalla scuola dell’obbligo, le disparità sociali mostrano la loro vera natura: i ragazzi che provengono da una famiglia agiata ottengono risultati migliori, configurando in partenza il futuro assetto sociale ed economico del cantone. Questi alunni non hanno più successo perché sono più intelligenti, ma perché vivono in condizioni materiali migliori rispetto ai loro coetanei; perché possono permettersi recuperi e lezioni private; perché non vivono in una situazione familiare stressata, dove ogni giorno si lotta per arrivare alla fine del mese.

Ma i pochi che, nonostante le continue difficoltà, riescono ad avere successo negli studi; si ritrovano nuovamente svantaggiati da condizioni di studio precarie!

Tasse di iscrizione in aumento, costi della vita sempre più alti, condizioni economiche sempre più instabili; sono solo la punta dell’iceberg delle difficoltà oggettive vissute dagli studenti.

Il 75% degli studenti universitari in Svizzera esercita un’attività lavorativa a côté degli studi, mentre le borse di studio in Ticino arrivano solo a 16’000 franchi annui, una cifra ben lontana dai 25000 necessari per gli studi secondo l’Ufficio federale di statistica.

Malgrado questo scenario sconcertante, negli ultimi 2 anni il Cantone è riuscito a tagliare ben 5 milioni sulla spesa per gli assegni di studio! Sempre più famiglie del ceto medio non possono più ottenere una borsa di studio e sono costretti ad indebitarsi per studiare: tutto ciò con il beneplacito del Cantone! Come si può pensare che tagliare sull’istruzione sia la soluzione per risolvere i problemi del Cantone, come si può pensare, in un momento dove il divario tra ricchi e poveri è alle massime storiche, di tagliare sulle borse di studio: vero e proprio strumento di ridistribuzione della ricchezza!

Questa situazione è assolutamente inaccettabile! É necessario reagire e opporsi a questo tipo di politiche, le quali sono le principali responsabili di creare il precariato del futuro! É necessario invertire la tendenza!

Per questo motivo il sindacato studentesco ha chiesto a voce alta alle autorità di rafforzare le condizioni di studio a partire proprio dalle borse di studio, lanciando una petizione che ha raccolto oltre 2200 firme, scendendo in piazza in tutto il Cantone e a Berna in occasione della settimana di azione nazionale organizzata con Azione_Istruzione!

Al momento il governo cantonale ha fatto sapere che si impegnerà a migliorare parzialmente le condizioni sempre più insopportabili degli studenti. Un primo risultato importante, ottenuto solamente grazie alle energie e alla convinzione dei militanti sindacali, che per mesi si sono impegnati a lavorare duramente con gli studenti ticinesi; è questa la formula del successo: unità e organizzazione!

Tuttavia quanto promesso dal Cantone è ancora largamente insufficiente: per questo motivo continueremo sulla strada percorsa, per garantire una vera parità di formazione e per contrastare le politiche anti-sociali che non fanno altro che peggiorare le condizioni di vita delle famiglie e degli studenti!

Rudi Alves, coordinatore del SISA.


Guarda qui il video del discorso!

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