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Studenti pronti a lottare contro i tagli (24.09.2008)

Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) ha riunito il proprio Comitato Centrale nella giornata di domenica 21 settembre a Lugano e dopo un incontro avvenuto nei giorni precedenti con il sindacato VPOD per coordinare le lotte nelle scuole contro i tagli previsti dal governo.

Il SISA ha deciso di aderire alla manifestazione organizzata da VPOD, OCST e CCS contro i tagli alla scuola e al sociale il 15 ottobre a Bellinzona. Nel frattempo saranno convocate le assemblee studentesche nei vari istituti e dopo discussione si valuterà  se dichiarare anche uno sciopero degli studenti, una misura che i delegati studenteschi tengono in considerazione fino a che il governo non cederà  sulla finanziaria.

Gendotti subito dopo l’ultimo sciopero generale studentesco, quello del 25 novembre 2004, aveva promesso che non vi sarebbero stati ulteriori tagli alla scuola, perchè ciò ne avrebbe compromesso la qualità . Tuttavia gli studenti continuano a doversi rassegnare a essere chiamati alla cassa e vedere la propria scuola vittima di una visione dell’economia contraria al servizio pubblico.

Di fronte a promesse non mantenute, a una gestione della scuola fatta senza consultare studenti e docenti (vedi Riforma liceale!), il SISA ritiene vi siano le basi per intraprendere una lotta determinata, a meno di non vedere segnali di apertura da parte del governo. I militanti studenteschi si trovano da oggi in stato di pre-agitazione.

No ai tagli o sarà lotta! (19.09.2008)

Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) ritiene che, visti i dati di pre-consuntivo, che determinano un disavanzo pubblico minimo, il Consiglio di Stato ha dimostrato una totale mancanza di serietà  politica. Alla luce di questi risultati non rivendichiamo solo zero tagli nel settore educativo e nessuna penalizzazione del personale pubblico, ma pure il ritiro totale della manovra finanziaria.

Va ricordato che questi risultati sono dovuti anche ai sacrifici che studenti e lavoratori sono stati chiamati a fare negli anni scorsi e contro cui il 25 novembre 2004 duemila studenti erano scesi in sciopero. Non abbiamo mai ritenuto la situazione finanziaria del Cantone grave come faceva credere alla popolazione il governo negli ultimi anni: solo un neoliberista fanatico non può concepire che lo Stato si indebiti per favorire il servizio pubblico! Va poi ricordato che mentre i politici borghesi promuovevano sgravi fiscali ai ricchi, nel contempo chiedevano ai cittadini di accettare tagli e diminuzioni di servizi.

Domenica 21 settembre si riunirà  il Comitato Centrale del SISA e delibererà  la linea politico-sindacale concreta che la nostra organizzazione perseguirà  nelle prossime settimane. E’ già  però fin d’ora chiaro che in questo contesto al governo rimane solo una possibilità : ritirare tutte le proposte di tagli e sviluppare una nuova politica economica che non tratti l’ente pubblico come un’azienda privata. Se questi segnali di buona volontà  non ci saranno, il SISA non esclude di dichiarare lo stato di agitazione studentesca nelle scuole.

Disagio giovanile: le proposte del Gruppo operativo sono intolleranti e repressive! (24.06.2008)

Domenica 22 giugno si è svolta a Bellinzona la XIII Assemblea Generale del SISA che ha concluso il  anno di attività  del sindacato. Un anno particolare che ha visto un avvicendamento ai vertici dell’organizzazione: Massimiliano Ay, fondatore e coordinatore di lunga data ha infatti iniziato gradualmente a lasciare la funzione di responsabile politico del SISA ai liceali Giulio Micheli e Mattia Tagliaferri.

« Il Gruppo operativo contro la violen­za giovanile è composto fra gli altri da docenti ufficiali dell’esercito e da magi­strati intransigenti ». Il Sindacato indi­pendente studenti e apprendisti (Sisa), riunitosi sabato in assemblea, si dice scioccato per le prime proposte avanza­te dal gruppo istituito a febbraio e coor­dinato dal procuratore pubblico Anto­nio Perugini. E dal quale il sindacato de­gli studenti sarebbe stato escluso.
Il Sisa giudica « intollerante e repressivo » il do­cumento allestito da Perugini e colleghi e si chiede « quale posizione difendessero a nome della gioventù di questo Cantone » i due esponenti del Consiglio cantonale dei giovani che collaborano nel gruppo. « Ci si attendeva un lavoro più equili­brato e una saggezza superiore », si legge in una nota stampa. « Non esistono per noi punizioni esemplari, ma sanzioni de­terminate in maniera proporzionata al reato e in base allo stato di diritto. La tol­leranza zero non è mai educativa perchè non cerca di intravedere spazi di dialogo e educazione. Come sempre si vuole agire sugli effetti e non sulle cause – prosegue il comunicato – invece di dare più diritti alla gioventù, i cui eccessi andrebbero an­che analizzati in modo ben più globale perchè spesso dovuti a situazioni sociali difficoltose, se ne vuole dare di maggiori all’apparato repressivo ». Il Sisa critica soprattutto le proposte di istituire un co­prifuoco e di multare le famiglie dei ra­gazzi turbolenti: « Sanzionare con multe o tagli dei sussidi chi già  vive in difficoltà  è il modo migliore per entrare in un circo­lo vizioso che porta a una maggiore pre­carietà , un maggior disagio e dunque una maggiore violenza ».
Per il sindacato il disagio giovanile va affrontato intervenendo nelle scuole. Soprattutto per quanto concerne l’a­spetto umano ed educativo: « Basta a scuole con livelli A e B dove l’attitudine diventa sinonimo di discriminazione, che favorisce i fenomeni di marginalizza­zione ». E infine propone di: « Assicurare condizioni di lavoro stabili e salario mi­nimo, aumentare lo stipendio degli ap­prendisti, migliorare il lavoro degli ispet­tori di tirocinio e garantire più sicurezza per il futuro post-tirocinio. Futuro che molti giovani non riescono a vedere ».

Oltre 100 studenti alle Officine (11.03.2008)

Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) continua la sua azione di solidarietà  con le maestranze delle Officine FFS Cargo di Bellinzona.

Lunedì 10 marzo gli operai delle officine FFS di Bellinzona hanno ricevuto la visita di più d’un centinaio di studenti guidati dal Sindacato Indipendente Studenti e Apprendisti (SISA); i liceali, provenienti da Bellinzona, Locarno e Mendrisio, si sono radunati alla stazione della capitale nel pomeriggio, per dirigersi poi alle officine in sostegno dei numerosi operai e apprendisti in sciopero.

All’interno delle officine gli studenti hanno avuto modo di fare una visita dell’infrastruttura guidata dagli stessi operai, e soprattutto di capire la realtà  che stanno attualmente vivendo le centinaia di persone che rischiano di perdere il proprio posto di lavoro.

Il SISA si dichiara pienamente soddisfatto dello svolgersi di questo pomeriggio, e ringrazia sia gli studenti che hanno deciso di astenersi dalle lezioni per partecipare a questo straordinario momento, sia gli operai che ci hanno accolto molto calorosamente.

Invitiamo nuovamente i lavoratori presenti nelle officine a continuare questa importante lotta, ricordando loro che il SISA favorirà  altri momenti d’azione in solidarietà  nelle scuole ancora questa settimana.

Il SISA escluso da ESPOprofessioni (29.02.2008)

Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) ha chiesto al Dipartimento dell’Educazione Cultura e Sport (DECS) di poter disporre di un proprio spazio all’interno di ESPOprofessioni, in modo di poter parlare con i futuri apprendisti e spiegare loro quali sono i diritti di un giovane lavoratore.

La risposta del DECS è stata purtroppo negativa, come lo era stato 2 anni fa: il SISA non può partecipare ad ESPOprofessioni perchè ad informare i giovani sui loro diritti ci pensano già , fra gli altri, le organizzazioni padronali e gli ispettori di tirocinio!

Come possono essere i padroni ad informare i giovani lavoratori su tale argomento? Il padrone non difende forse i propri interessi? E’ un sindacato a difendere i diritti dei lavoratori, e non certo il padronato che si trova dall’altra parte della barricata; inoltre citare gli ispettori di tirocinio come garanti dei diritti degli apprendisti, nella nostra esperienza di 5 anni fra i giovani, è al limite della provocazione!

Anche se il DECS continua a non volerci riconoscere i diritti di ogni organizzazione sindacale, il SISA è una realtà  e continuerà  la propria azione di lotta e di informazione!

Lezione di religione? (11.09.2007)

Due iniziative parlamentari (proposte nel 2002 evidentemente senza sentire gli allievi) sono state messe in consultazione dal DECS presso le chiese, i liberi pensatori, i sindacati dei docenti, i partiti e il SISA. La nostra richiesta è l’abolizione pura e semplice della lezione confessionale inoltre ci dichiariamo contrari all’obbligatorietà  del corso di “cultura religiosa”: essa va integrata sotto forma storica oppure etica nelle materie già  esistenti senza aumentare il carico di lavoro degli allievi.

Allievi problematici: contestualizziamo (31.05.2007)

Dopo la denuncia del collegio docenti delle Scuole Medie di Bellinzona 1 il SISA ha preso la seguente posizione:

I giovani vivono in un contesto globale nel quale passa l’idea del più forte, del più furbo e del più ricco. Con la violenza e le bravate portate all’eccesso si trova il modo di darsi importanza. Certi valori come la stessa solidarietà sono persi sia in famiglia, dove ci si adegua alle regole della concorrenzialità  a ogni costo, sia a scuola, dove gli insegnanti sono pressati più dal programma e dal dare le note piuttosto che dal trasmettere valori educativi.

Negli ultimi tempi poi una pedagogia falsamente alternativa ha preso piede: essa concepisce il docente come un venditore di sapere e l’allievo, rispettivamente il genitore, come cliente. In questa condizione di “scuola-supermercato” il cliente ha sempre ragione e ogni critica da parte dell’insegnante al ragazzo viene percepita dal genitore come un’ingerenza inaccettabile.

Siamo preoccupati per i docenti che effettivamente stanno diventando sempre più degli psicologi senza averne i mezzi e il DECS sta a guardare quanti ancora finiranno nel burn-out; ma siamo preoccupati anche per gli studenti a cui potrebbero venire imposta una scuola vecchia maniera basata su sanzioni e ubbidienza militaresca. Soluzioni che, già  paventate in occasione della recente campagna elettorale, sicuramente in molti stanno valutando, ma che sul medio periodo condurranno la scuola a problemi ancora più gravi.

Relazione di Max Ay sulla petizione del SISA “trasporti pubblici gratuiti per i giovani in formazione” (03.12.2007)

Signore deputate, signori deputati,

La petizione del SISA chiedeva un servizio di trasporti pubblici gratuiti per i giovani in formazione, quindi studenti e apprendisti. L’idea non è nuova, già  il Collettivo Studentesco Ticinese riconosciuto sia dal consigliere di Stato Giuseppe Buffi sia dal suo successore Gabriele Gendotti, sul finire degli anni ’90 e sicuramente nel 2001 aveva rivendicato l’introduzione di un abbonamento per i mezzi pubblici destinato esclusivamente agli studenti e agli apprendisti se non gratuito perlomeno a prezzi ridotti.
Nel 2001 durante le riunioni di questo movimento, il Collettivo Studentesco Ticinese, che ha dato il là  ad un periodo molto importante di lotte studenteshe nel nostro Cantone, si diceva che se ai militari è dato questa agevolazione (e ci mancherebbe altro che uno per spostarsi fino in caserma debba anche pagare il biglietto!), non si vede come mai la stessa agevolazione non potrebbe esserci per degli studenti che si stanno formando e che metteranno il loro sapere al servizio dello sviluppo di questo paese.
E la rivendicazione dei trasporti gratis era inserita pure nella piattaforma di sciopero del 21 marzo 2003 sostenuta in quell’occasione dalle assemblee studentesche di tutte le scuole medie superiori del Cantone e che aveva portato un circa 600 liceali ad occupare il treno per venire a scioperare a Bellinzona.
La risposta che si riceveva allora era la seguente: esiste già  l’abbonamento Arcobaleno. Questo abbonamento (al di là  di non potersi proprio dire a buon mercato) in realtà  non è concepito in modo particolare per i giovani che viaggiano per scopi formativi ed prevede una suddivisione in zone non sempre molto azzeccate soprattutto per chi abita nella valli o in regioni discoste e spesso questo portava ad una situazione in cui gli studenti e le loro famiglie dovevano pagare delle zone del tragitto che magari attraversavano per pochi minuti. Non è una invenzione del SISA, dunque, ma si tratta di una delle rivendicazioni storiche del movimento degli studenti di questo Cantone ma che finora non aveva mai trovato una formulazione sotto forma di petizione.

Il SISA ha deciso di riportare questo tema nell’agenda politica anche dopo aver ricevuto notizia che a Conferenza delle Associazioni Studentesche dell’Università  di Ginevra (CUAE) unita ad altri movimenti aveva lanciato una iniziativa popolare in quel cantone per ottenere trasporti pubblici gratuiti per tutta la popolazione. Noi abbiamo voluto prima sondare il terreno con una petizone e limitata unicamente ad una certa fascia di persone che sono quelle che noi in primis rappresentiamo.
Nel frattempo una iniziativa popolare lanciata dai Giovani Progressisti che chiedeva trasporti gratis per giovani e anziani non è riuscita nella fase di raccolta firme per tutta una serie di problemi organizzativi, benchè c’era un forte interesse nella popolazione. E’ riucita invece la raccolta firme del sindacato UNIA per gli apprendisti vittime delle centralizzazione imposta dall’alto delle scuole professionali. La nostra petizione è una via di mezzo fra le due iniziative suddette e si inserisce in un contesto in cui la popolazione non solo giovanile sembra essere toccata da questa tematica.

Va detto che come SISA al lancio di questa petizione abbiamo ricevuto la notizia che Comunità  familiare ha distribuito la nostra petizione durante la propria assemblea generale, così come è circolata durante una seduta del Consigio cantonale dei giovani. E nel 2005 vi era stata una petizione interna simile lanciata dal Comitato studentesco del Liceo di Mendrisio. Anche l’Associazione Traffica e Ambiente ha dato un contributo alla raccolta delle firme, così come il Partito del Lavoro e il Sindacato dei Consumatori.

Noi, come sindacato studentesco riteniamo che la gratuità  sia un’idea umanista. Un’ideale che ha portato le società  democratiche a creare servizio pubblici di base universali come la stessa educazione. Questi servizi pubblici sono stati lo strumento per il progresso non solo economico ma anche sociale perchè essi permettono sempre di ridurre le disuguaglianze sociali il cui aggravarsi è un pericolo costante del nostro sistema. Si tratta ora non solo di difendere questa idea, ma di svilupparla, estendendo questi servizi.

I trasporti sono gratis nelle città  di Chà¢teauroux in Francia (73mila abitanti), Hasselt in Belgio (70’000 abitanti), Seattle negli USA (500’000 abitanti), Cranx-Montana e Chamonix. L’obiettivo è di migliorare la mobilità  urbana, rendere fluida la circolazione e preservare la qualità  dell’aria. In Francia esiste un fondo trasporti che era stato creato negli anni ’70 per aiutare le comunità  locali nel finanziare il deficit strutturale dei trasporti cittadini pubblici (e qui vale la pena ricordare che un servizio pubblico non ha scopi di profitto!). Questo fondo è finanziato dalle aziende atrraverso una imposta sulla massa salariale. Il bilancio del trasporto pubblico gratuito è positivo visto che nel 2004 è stato esteso fino al 2008. A Hasselt in Belgio il diritto ai traporti gratis esiste dal 1997 e ha permesso di rendere molto più dinamico il tessuto economico di questa città  industriale sinistrata.
A Chamonix i costi dei trasporti gratuiti ammontano a circa 3 milioni di euro all’anno e sono pagati in buona parte da una tassa di soggiorno turistico.

A questo la domanda che sorge spontanea riguarda appunto il modo di findanziamento di una tale proposta. Le città  o le regioni che hanno optato per trasporti pubblici hanno trovato vari modi per poterli finanziari. A Chà¢teauroux sono le aziende che attraverso una imposta locale sulla massa salariale dello 0,6% a permettere questo servizio pubblico. A Seattle una parte delle rete dei trasporti viene offerta dai commercianti di una certe zona che traggono beneficio dai clienti che si spostano con più facilità  (e qui si inserisce anche un discorso di pianificazione). A Chamonix si pagano i trasporti con gli impianti di risalita. A Ginevra ci si basa invece sul discorso “chi inquina paga” con queste proposte concrete: una tassa aeroportuale specifica di 12.”” Fr (che equivale piuomeno a quattro corse in tram) per ogni passeggero che arriva all’aeroporto di Cointrin (e questa proposta, visto che in Svizzera il kerosene a differenza della benzina non è praticamente tassato, appare ragionevolissima), una tassa in più, ma accettabile perchè garantirebbe la gratuità  di uno dei servizi pubblici più utili e utilizzati (anche per i turisti). Un’altra proposta consiste nel far pagare alle aziende con più di 10 impiegati un “buono trasporto” di Fr. 20.”” al mese e per impiegato (che equivale ad un franco per impiegato e per giorno di lavoro) questo perchè si ritiene che le aziende debbano asusmersi direttamente le responsabilità  sull’inquiamento che generano attraverso lo spostamento (forzato) dei loro lavoratori. Darebbero un contributo a contrastare l’inquinamento ed eviterebbero spese eccessivi nel creare parcheggi aziendali. Terza proposta ginevrina è la tassa ultra-progressiva sull’emissione del CO2: constatando un aumento dei veicoli di grossa cilidrata molto inquinanti, nonchè un aumento di problemi sanitari legati allo smog e gli impegni del paese verso il protocollo di Kyoto, si ritiene che si debba scoraggiare determinate scelte di acquisto al momento dell’immatricolazione dei veicoli: insomma una tassa in base all’emissione di CO2 molto più drastica, ma con l’estensione della lista di veicoli poco inquinanti esentasse (questo anche per determinare un freno al consumismo). Queste sono le tre proposte che erano uscite nel dibattito riguaradante Ginevra.

Nessuno mette in dubbio le differenze eistenti fra il Ticino e gli esempi portati, ma la politica dei trasporti è sufficientemente variegata per poter trovare accorgimenti in questo senso. Il discorso è molto chiaro: tutto dipende dalla volontà  e dal coraggio politico di trovare delle soluzioni per estendere dei diritti e il diritto alla mobilità  è un diritto umano.

Esiste poi il fattore educativo per i giovani: sia nell’utilizzo del mezzo pubblico come sensbilizzazione ai crescenti problemi ecologici, sia nell’usufruire di un diritto come senso di appartenenza ad una comunità  che mette a disposizione questo diritto ulteriore come fiducia nei confronti dei cittadini. Senza dire che questo diritto andrebbe anche nella direzione di incentivare un migliore sviluppo pianificatorio dei trasporti pubblici che in alcune città , prima fra tutte Bellinzona, lascia molto a desiderare.

Grazie.

 

Vedi il testo della petizione: “Trasporti pubblici gratuiti per i giovani in formazione” PDF

Il concordato HarmoS ci sarà imposto! (03.03.2007)

Carissime/i,

ringraziamo il compagno Giovanni Galli per le sue giuste osservazioni. All’interno del SISA era in discussione un comunicato stampa dopo aver dovuto ancora una volta leggere le colossali balle di cui i nostri liberi mass-media hanno dato prova, cantando le lodi ad un DECS che di per sè non ha ottenuto niente di quanto docenti e studenti avevano segnalato nella fase di consultazione. Il Gendottone cantonale che esce sui teleschermi tutto bello orgoglioso di quanto da lui ottenuto non è altro che un ulteriore inganno nei confronti della popolazione che il concordato Harmos lo conosce solo per sentito dire. Per Gendotti e il suo partitone – che certo non naviga in ottime acque dopo le recenti vicende – è arrivata una buona notizia da strumentalizzare a fini elettorali, facendo credere a chi non è addentro ai lavori di aver difeso la scuola ticinese con successo.
Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) che aveva a suo tempo aspramente contestato il concordato Harmos riguardante l’armonizzazione a livello federale della scuola dell’obbligo ha preso atto invece con molta preoccupazione dell’esito dell’assemblea della Conferenza svizzera dei direttori della pubblica educazione (CDPE), la quale ha solo in minima parte (dire minima è un eufemismo!) accolto le rivendicazioni degli studenti e dei docenti ticinesi.
Sembra così che la struttura dei 5 anni di scuola elementare e dei 4 anni di scuola media possa essere mantenuta, a titolo eccezionale, nel nostro Cantone. Ciò non toglie che non è stata fatta alcuna seria discussione sull’opportunità  di introdurre a scuola elementi aziendali come gli standard formativi e il portfolio delle competenze. Uno degli aspetti quindi più pericolosi della riforma non viene toccato e Gendotti non vi ha opposto alcuna resistenza.
Harmos sarà  quindi applicato con tutti i suoi aspetti negativi e profondamente liberisti in tutta la Svizzera, mentre al Ticino in pratica è stato unicamente concesso il contentino della durata delle scuole elementari e medie. In merito alla dispersione scolastica e alla selezione nelle scuole medie in particolare non si è poi fatto alcun passo in avanti. Fare salti di gioia quindi come fanno le Autorità  cantonali ci sembra fuori luogo: la scuola pubblica obbligatoria della Confederazione si assoggetta così alle imposizione dell’Unione Europea liberista che il popolo non apprezza.

Saluti sindacali e viva la Repubblica delle Banane

Il coordinatore

Riforma liceale: non abbassiamo la guardia! (28.02.2007)

La revisione dell’ordinanza sugli studi liceali tanto contestata dalle assemblee studentesche, non entrerà  in vigore con il nuovo anno scolastico 2008/2009.

Si tratta di una decisione adottata in questi giorni a livello federale, a seguito delle numerose critiche pervenute da parte delle autorità  politiche, dei docenti e soprattutto degli studenti. Nonostante questo apparente passo indietro, il rischio di una più grossa revisione peggiorativa delle condizioni di studio rimane molto elevato; questo sarà come sempre fatto senza una minima consultazione degli studenti, negli anni scolastici a venire.

In attesa dell’ultima assemblea studentesca del Cantone che si terrà  al Liceo di Bellinzona, il sindacato degli studenti SISA valuterà  quale reazione concreta costruire ad ogni progetto di riforma scolastica. Purtroppo le riforme scolastiche oggi sono dettate soprattutto dagli interessi dell’economia privata che vede gli allievi come futura manodopera e dagli intenti risparmistici delle autorità . Ogni visione pedagogica seria è lasciata in disparte.