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In rivolta per l’istruzione! Il SISA aderisce alla alleanza studentesca Azione_Istruzione

Purtroppo il Ticino non è l’unico Cantone a ridurre la propria spesa per l’istruzione: anche nel resto della Svizzera i tagli al budget scolastico, il rincaro delle tasse universitarie, l’aumento della selezione, ecc. sono problematiche molto sentite. Per questa ragione negli ultimi mesi si è andata costituendo un’alleanza studentesca nazionale (significativamente chiamata “Azione_Istruzione”), in cui il Ticino è rappresentato dal SISA, che ha lanciato una settimana d’azione che si svolgerà alla fine di marzo e che culminerà con una manifestazione nazionale a Berna. In questo momento stiamo preparando alcune azioni di protesta anche a Sud delle Alpi, che si concentreranno proprio sul tema delle borse di studio.

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Appello per la difesa dell’istruzione

Aumento delle tasse studentesche, diminuzione degli aiuti nelle scuole superiori. Flessibilizzazione degli apprendistati. Abbassamento dei salari dei docenti. Lo smantellamento dell’istruzione progredisce. E noi lo rifiutiamo! Ecco perché facciamo appello ad una rivolta in tutta la Svizzera.

Perché l’istruzione deve:

  • essere indipendente dalle influenze economiche e politiche;
  • essere finanziata come si deve;
  • essere partecipativa, critica e aperta a tutte e tutti.

Unisciti a noi organizzando una settimana d’azione locale per la difesa dell’istruzione dal 19 al 23 marzo e partecipa alla manifestazione nazionale a Berna!

Solo insieme siamo in grado di difendere un’istruzione forte e emancipatrice per tutte e tutti!

Alleanza Azione_Istruzione


Scarica qui il “Manifesto per l’istruzione” di Azione_Istruzione!


Membri dell’alleanza Azione_Istruzione

  • CUAE (Ginevra)
  • Syndicat SUD Etudiant.e.s et Précaires (Losanna)
  • AGEF (Friborgo)
  • Stop la Hausse Fribourg
  • KriPo Bern
  • Lange Nacht der Bildung Bern
  • Vollversammlung gegen die Erhöhung der Studiengebühren – Uni Basel
  • KriPo Zürich
  • USO (Union der Schülerorganisation)
  • Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti – SISA

 

Meno regali ai ricchi, più borse agli studenti!

Sempre più regali fiscali ai ricchi e alle aziende, sempre meno soldi per la formazione e per ridurre le disuguaglianze sociali. La politica finanziaria del Canton Ticino diventa sempre più squilibrata più passano gli anni: invece di affrontare la grave crisi sociale in atto, le autorità preferiscono ingrassare le già traboccanti tasche dei “soliti noti”.

Noi non ci stiamo! I nuovi sgravi fiscali a beneficio di ricchi e imprese vanno contrastati, mentre d’altra parte occorre rafforzare quegli strumenti che permettono di garantire i diritti sociali dei cittadini!

Firma qui la petizione per il rafforzamento delle borse di studio!

Meno regali fiscali a ricchi e aziende!

Il SISA ha aderito al referendum contro la nuova riforma fiscale approvata in dicembre dal parlamento cantonale, che prevede oltre 50 milioni di franchi di regali a ricchi e aziende, togliendo risorse all’ente pubblico per scuola, sanità, socialità, ecc. Questa politica di alleggerimento fiscale a beneficio dei ceti benestanti è semplicemente inaccettabile, specie se paragonata ai sacrifici sopportati dalle classi popolari negli ultimi anni e della palese inefficacia di queste misure, già adottate in passato senza alcun esito soddisfacente (anzi!). Raccolte le firme per il referendum, si tratterà ora di vincere la battaglia alle urne: votate e fate votare NO agli sgravi fiscali!

Più aiuti allo studio per gli studenti e le famiglie!

Il SISA ha inoltre lanciato una petizione indirizzata al Gran Consiglio ticinese con cui si chiede di eliminare le misure di risparmio adottate negli ultimi anni in materia di borse di studio e più in generale di rafforzare questa forma di sussidi.  Occorre andare oltre una visione a corto termine delle finanze cantonali, riconoscendo l’importanza della formazione universitaria e la necessità di combattere le disuguaglianze nell’accesso all’istruzione: firmate la petizione e aiutateci a far sentire la voce degli studenti presso le istituzioni!

Scarica e firma qui il formulario per la petizione!

Firma qui la petizione online su Change.org!

Petizione al GC – Borse di studio

Meno regali fiscali ai ricchi, più borse agli studenti!

In questo dossier informativo analizziamo le tappe che hanno portato al progressivo smantellamento del sistema di aiuti allo studio in Ticino e identifichiamo alcuni interventi per risolvere il problema! → Scarica qui il dossier!

Dossier Meno regali fiscali ai ricchi, più borse agli studenti!

Leggi e ascolta le nostre interviste!

Per presentare all’opinione pubblica la propria petizione per il rafforzamento delle borse di studio, il SISA ha convocato una conferenza stampa durante la quale sono stati illustrate ai media le conseguenze delle misure di risparmio adottate nel campo degli aiuti allo studio. Qui di seguito una breve rassegna stampa dei contributi che ne sono seguiti.

  • Fermiamo lo smantellamento degli aiuti allo studio: meno regali ai ricchi, più borse agli studenti!“, comunicato stampa (leggi);
  • Aiuto allo studio sotto attacco“, Chiara Scapozza, LaRegione, 26.01.2018 (leggi);
  • Studenti sul piede di guerra: Politici, fate dietrofront“, Patrick Mancini, 20minuti, 08.02.2018 (leggi).
  • Studenti e apprendisti vogliono più sostegno“,  Davide De Nigris, il Quotidiano, RSI La1, 25.01.2018 (guarda);
  • Intervista a Baobab, Angelica Arbasini, Rete Tre, 25.01.2018 (ascolta);
  • Intervista alle Cronache della Svizzera italiana, Furio Ghielmini, Rete Uno, 25.01.2018 (ascolta);
  • Intervista a Radio 3i, Matteo Bellini, 25.01.2018 (ascolta);
  • Dibattito radiofonico a Modem, Bettina Müller, Rete Uno, 29.01.2018 (ascolta).

 

NO a nuovi regali fiscali per ricchi e aziende: firma il referendum!

Il 12 dicembre il Gran Consiglio ticinese ha approvato una nuova riforma tributaria che prevede (ancora) enormi regali fiscali per ricchi e aziende, che provocheranno minori entrate per Cantone e Comuni per circa 52.5 milioni di franchi all’anno. Come già dimostrano le simili esperienze del recente passato, questi alleggerimenti fiscali non produrranno alcun effetto benefico sull’economia cantonale (senza creare nuovi posti di lavoro né maggior benessere), ma al contrario non faranno altro che peggiorare le condizioni di vita della maggioranza della popolazione. Ciò che mancherà nelle casse pubbliche verrà infatti molto probabilmente risparmiato nelle prestazioni sociali e nel servizio pubblico: si andrà quindi a tagliare (ancora) nella scuola, nelle borse di studio, nel trasporto pubblico, ecc.

Il SISA, che già nella sua assemblea di fine novembre si era schierato contro la riforma, invita quindi a firmare e far firmare il referendum lanciato dal comitato unitario di sindacati e partiti della sinistra: la posta in gioco è troppo alta perché si possa lasciar ingrassare ancora le già rigonfie tasche dei “soliti noti”!

Scarica e firma il formulario per il referendum! ←

Attenzione: i firmatari dello stesso formulario devono risiedere tutti nello stesso comune politico (così come devono essere tutti cittadini svizzeri maggiorenni)!

#17now – Solidarietà studentesca in tutto il mondo!

In occasione della Giornata internazionale degli studenti del 17 novembre 2017, il SISA parteciperà ad un’azione internazionale di solidarietà, con cui manifesteremo il nostro sostegno alle lotte studentesche nel resto del mondo.

L’azione consisterà nel pubblicare sui social media una fotografia con un cartello indicante una problematica cui sono confrontati gli studenti nel proprio paese, con gli hashtag #17now, #worldstudentsolidarity e #(nome della nazione)insolidarity.

Qui di seguito alcuni esempi preparati dal SISA in vista di questa azione: partecipate anche voi e mostrate la vostra solidarietà!


 

Dai voce alle tue idee! – Partecipa al sondaggio!

Risultati indagine 2017

Nel novembre del 2017, il SISA ha organizzato questa indagine sulle condizioni di vita e di studio dei giovani ticinesi, cui hanno partecipato quasi 200 studenti di 5 scuole post-obbligatorie di tutto il Cantone.

I risultati del sondaggio sono stati in seguito elaborati e pubblicati in questo dossier, diffuso ai media in questo comunicato stampa.


La voce dei giovani viene purtroppo spesso ignorata da chi prende le decisioni che ne condizionano la vita, lo studio, il lavoro, ecc.

Per permettere ad ognuno di esprimere liberamente la propria voce ed il proprio parere circa i principali problemi degli studenti e degli apprendisti ticinesi, il SISA ha lanciato una campagna d’indagine nelle scuole di tutto il Cantone: scopri di più qui di seguito e partecipa al sondaggio online!


Volantino “Dai voce alle tue idee!”

Il volantino che verrà distribuito nelle scuole ticinesi contiene innanzitutto una sezione di presentazione del sindacato, delle sue lotte e delle ragioni per cui è importante aderirvi.

Inoltre, è presente una sezione dedicata ad un sondaggio con cui è possibile esprimere liberamente le proprie impressioni sui problemi che riguardano oggi i giovani ticinesi: vogliamo sentire la vostra voce!

Scarica qui il file .pdf!


Perché iscriversi al sindacato?

Il SISA è un’organizzazione che ha come scopo la difesa dei diritti degli studenti e degli apprendisti: il nostro obiettivo è quello di organizzare e dare voce a tutti coloro che vogliono lottare contro le ingiustizie esistenti nella nostra società.

Partecipare all’attività del sindacato significa avere la possibilità di diventare protagonista del cambiamento sociale: organizzando manifestazioni e azioni di protesta, studiando le problematiche cui sono confrontate le nuove generazioni e convincendo altri giovani a sostenere le nostre rivendicazioni si può davvero incidere sulla realtà e migliorare le nostre condizioni di vita!

Lamentarsi da soli per tutto quello che non funziona è inutile. Uniti si possono cambiare le cose!


Partecipa anche tu al sondaggio!


 

NO ad una civica nozionistica e controproducente!

Il prossimo 24 settembre il popolo ticinese sarà chiamato a pronunciarsi sull’insegnamento della civica nelle scuole ticinesi, dovendosi esprimere sulla modifica di legge sollecitata dai promotori dell’iniziativa popolare “Educhiamo i giovani alla cittadinanza (diritti e doveri)”.

Il SISA, in conformità con la posizione adottata già al momento della raccolta firme a favore dell’iniziativa, si schiera con decisione contro la modifica di legge e invita tutte e tutti i votanti a respingerla alle urne.


Leggi qui il comunicato stampa del SISA!



NO alla malacivica nozionistica!

Il 24 settembre 2017 il popolo ticinese dovrà esprimersi sull’introduzione di una materia a sé stante con nota finale per l’insegnamento della civica: ecco qualche buona ragione per votare NO ad una riforma controproducente!

File PDF: scarica qui.

 


Firma l’appello online per il NO all’insegnamento della civica!

   Segui la campagna su Facebook!


Vari sono i motivi che ci spingono ad esprimere il nostro NO a questa controproducente ed incoerente riforma dell’insegnamento:

NO al continuo impoverimento della storia!

Nella scuola media, l’educazione civica verrebbe introdotta, nelle intenzioni del Parlamento, a scapito dell’insegnamento della storia, a cui verrebbero sottratte due ore al mese, per un totale di 72 ore sull’arco di 4 anni. Ciò corrisponde, come rilevano i docenti dell’Atis, alla diminuzione di un intero anno di storia nella scuola dell’obbligo, che porterebbe inevitabilmente ad un impoverimento della preparazione culturale e umanista dei cittadini del domani (essenziale per la stessa comprensione dei concetti e delle dinamiche che si vorrebbero al centro della stessa “educazione civica”…!). Gli studenti non vedrebbero infatti messe in relazione le strutture politiche attuali con i processi storici e culturali che le hanno prodotte, correndo peraltro il rischio di considerare come acquisiti ed immutabili i rapporti sociali attualmente in vigore.

NO ad un controproducente nozionismo!

L’educazione civica, complice anche la ristrettezza dei tempi ad essa concessi, rischia quindi di trasformarsi in un vuoto e controproducente esercizio di studio a memoria di nomi e funzioni di istituzioni prive di alcun significato per gli allievi.  In questo modo non si farebbe che aumentare l’insofferenza e il distacco dei giovani nei confronti della politica, provocando l’effetto contrario agli auspici (quantomeno a quelli ufficiali…) dei promotori dell’iniziativa!

NO ad un ulteriore sovraccarico degli studenti!

L’introduzione di una nuova materia a sé stante, con tanto di nota a fine anno, non potrebbe che aggravare ulteriormente il già pesante carico di lavoro degli studenti, costretti a studiare per ulteriori prove di valutazione che non farebbero che alimentare la disaffezione di cui sopra. Introducendo una nuova materia in una griglia oraria già particolarmente densa, si corre unicamente il pericolo di indebolire l’insegnamento in modo generalizzato: moltiplicare le discipline riducendone i tempi di studio e le ore di lezione non può infatti che portare ad imparare poco e male!

NO ad una democratizzazione solo di facciata della scuola ticinese!

L’introduzione dell’educazione civica viene propagandata alimentando l’illusione che questa possa permettere una maggiore coinvolgimento dei giovani nella cosa pubblica, evitando però accuratamente di menzionare l’assenza di spazi di partecipazione democratica all’interno delle scuole e la forte selezione sociale che queste esercitano sugli studenti socialmente più sfavoriti. Se a ciò si aggiunge l’impoverimento umanistico di cui sopra, si potrebbe malignamente suggerire che l’obiettivo dei promotori dell’iniziativa sia proprio quello di ridurre la coscienza civile e la partecipazione politica della popolazione, specie delle sue fasce meno abbienti…


Il SISA ribadisce quindi che la via per un maggiore coinvolgimento democratico dei giovani non può passare attraverso lo smantellamento delle discipline umanistiche, bensì attraverso:

  • la creazione di nuovi spazi di partecipazione democratica (estensione del voto ai maggiori di 16 anni, diffusione e riconoscimento delle assemblee studentesche in tutte le scuole, ecc.);
  • la vera applicazione del diritto allo studio (che possa garantire pari opportunità sociali e quindi anche pari prospettive politiche a tutti i cittadini);
  • l’interruzione dell’attacco alla scuola pubblica (peraltro spesso condotto proprio da chi oggi invoca l’introduzione della civica…) e il rafforzamento del finanziamento pubblico all’istruzione;
  • la fine della deriva professionalizzante della scuola (costituita dal crescente orientamento verso le discipline scientifiche e l’insegnamento “per competenze”), da bilanciarsi con una maggiore valorizzazione delle materie umanistiche.

 

La scuola, che sarà? – Riflessioni critiche sulle riforme scolastiche

In vista della votazione popolare del 23 settembre 2018 sulla sperimentazione della riforma “La scuola che verrà”, il SISA ha diramato un comunicato stampa nel quale vengono esposte le nostre riflessioni e la nostra indicazione di voto. Leggi qui


Nel 2014 il Dipartimento dell’Educazione (DECS) presentava il primo rapporto del progetto “La scuola che verrà”, una delle più ampie e significative riforme della scuola dell’obbligo dai tempi dell’istituzione della scuola media. Ma il processo di riforma non riguarda solo le strutture e l’organizzazione scolastica, bensì anche i contenuti stessi dell’insegnamento: il nuovo Piano di studi della scuola dell’obbligo rivoluziona infatti il paradigma pedagogico finora in vigore, introducendo il cosiddetto “approccio per competenze”.

Tuttavia, benché si sia dibattuto molto sulle ragioni e sulla validità di queste riforme, il futuro della scuola ticinese resta ancora estremamente indefinito. È per questo motivo che il SISA, sulla base di una semplice eppure complessa domanda (“La scuola, che sarà?”), si è interrogato a fondo sulle vere origini di molte delle proposte avanzate dal DECS e sulle possibili derive cui queste potrebbero dare luogo.

Il documento scaturito da questa riflessione (scarica qui) è stato inviato al DECS quale risposta alla seconda fase di consultazione sul progetto di riforma, tuttavia esso è stato altrettanto concepito come uno strumento di divulgazione e di stimolo alla riflessione (che, seppur abbondante, spesso si trova alquanto vuota di contenuti o elusiva su certi punti cruciali). Buona lettura!

La scuola, che sarà?

 

Nel luglio 2017 il Consiglio di Stato ha approvato un messaggio per la sperimentazione della riforma, modificata sulla base delle opinione emerse nel corso della seconda consultazione. Il SISA ha partecipato alla riflessione collettiva all’interno del Forum delle associazioni degli insegnanti e della scuola, che ha dato origine ad una lettera (scarica qui) indirizzata al Governo in cui vengono suggeriti degli ulteriori correttivi da apportare in vista della “fase di prova”.

Forum – documento su ScV

 

Sabato 22 luglio 2018, in seguito alla riuscita del referendum contro la sperimentazione de “La scuola che verrà”, il SISA ha organizzato una giornata di studio per fare il punto sugli ultimi sviluppi che hanno caratterizzato il progetto di riforma. Da questa analisi è poi scaturita la presa di posizione del sindacato in vista della votazione popolare (leggi qui). Qui di seguito la presentazione utilizzata durante la giornata di studio (scarica qui).

La scuola, che sarà? (22.07.2018)

Una breve sintesi per i più frettolosi

Leggi qui il comunicato stampa diramato dal SISA in seguito alla pubblicazione del secondo rapporto sulla “Scuola che verrà” (una breve sintesi per chi non avesse tempo di affrontare l’intero documento).


Una semplice esposizione per i più pigri

Guarda qui i video esplicativi prodotti dai militanti del SISA, nei quali vengono sinteticamente ripercorsi i principali nodi critici delle riforme promosse dal DECS:


Meno precariato (in)competente, più lavoro qualificato!

Il 1° maggio 2017 il SISA è sceso in piazza per rivendicare l’adozione di una strategia globale contro il precariato e la disoccupazione giovanile: ancora troppo spesso per i giovani ticinesi è infatti difficile trovare un lavoro a tempo pieno, con condizioni salariali e di lavoro accettabili, che permetta di condurre una vita dignitosa.

Purtroppo la politica sembra non considerare a sufficienza queste gravi problematiche, limitandosi ad alcuni interventi palliativi che non risolvono la questione alla radice.

Per questo rivendichiamo:

  1. Una migliore e più solida formazione dei lavoratori;
  2. Un rafforzamento dell’assistenza ai disoccupati da parte del Cantone;
  3. Maggiori tutele nell’entrata sul mercato del lavoro;
  4. Un monitoraggio costante della carenza di lavoro tra i giovani.

Leggi qui il comunicato stampa in cui vengono illustrate nel dettaglio le misure rivendicate dal SISA!


Nel corso del corteo sindacale del 1° maggio (guarda qui le foto), i militanti del SISA hanno distribuito questo volantino informativo:

Meno precariato (in)competente, più lavoro qualificato!

La situazione occupazionale dei giovani ticinesi è ben lungi dall’essere rosea, tuttavia la 20 politica stenta a dare delle risposte alle sempre maggiori problematiche di disoccupazione, precariato e indebitamento che riguardano le nuove generazioni (…)

Scarica qui il volantino in formato pdf!


Giornata dell’#altrascuola

Il SISA ha lanciato, in collaborazione con le associazioni magistrali, un’iniziativa di boicottaggio della giornata di vacanza concessa ai docenti per il 23 marzo 2016. Qui di seguito potete trovare varie informazioni relative a questa giornata di protesta, o, come è già stata soprannominata, di “sciopero al contrario”.

Documenti scaricabili (file PDF):

Guarda il video della giornata di protesta:

Guarda le foto scattate durante la manifestazione:

23 marzo: Giornata dell’#altrascuola – Gallery


Che cosa chiediamo?

Il 23 marzo è una giornata di scuola che ci è stata tolta dal governo per motivi finanziari: questo è inaccettabile!

Dopo ormai 20 anni di risparmi nella scuola pubblica, questa è la goccia che ha fatto traboccare il vaso: è ora di dire basta!

Per questo invitiamo tutti gli studenti a recarsi a scuola il 23 marzo, per un vero e proprio “sciopero al contrario”, per dimostrare alla classe politica e all’opinione pubblica che noi non ci stiamo più.

Tuttavia, la scuola così com’è impostata oggi, non rispecchia ancora il modello ideale di scuola che vorremmo vivere tutti i giorni: nessuno di voi ha mai detto “che palle, anche oggi devo andare a scuola”? Probabilmente vi siete risposti da soli.

Per questo chiediamo che la giornata del 23 marzo venga usata per discutere e approfondire le problematiche presenti nella scuola ticinese del 2016, dopodiché sarà importante comunicare le nostre proposte di soluzioni verso l’esterno!

Infine, a Bellinzona verrà organizzata una manifestazione di protesta che terminerà di fronte a Palazzo delle Orsoline, sede del governo, dove potremo gridare il nostro dissenso e far vedere al Ticino che gli studenti vogliono un’#altrascuola e che non sopporteranno più altri risparmi sulle loro teste!

Il “Manifesto per una giornata dell#altrascuola”

In questo documento vengono analizzati i motivi della nostra opposizione a questa giornata di vacanza supplementare e si inizia a delineare la proposta di boicottaggio della giornata stessa.

Il SISA invita le assemblee degli studenti di tutte le scuole ticinesi a sottoscrivere il presente manifesto e a mettersi in contatto con il sindacato per coordinare le varie iniziative di protesta nelle singole sedi.

Ecco qui di seguito i file di 2 documenti inerenti il Manifesto:

– PDF “Manifesto per una giornata dell’#altrascuola

– PDF “Sintesi del Manifesto per una giornata dell’#altrascuola

Il programma: alcuni spunti per una giornata di discussione e di protesta

Per dare qualche spunto concreto per la realizzazione della giornata, è stato redatto un programma in cui vengono presentati alcuni spunti su attività e modalità con cui organizzare la manifestazione di protesta.

Invitiamo tutti gli organismi preposti all’organizzazione della giornata a leggere questo documento e a discutere delle proposte ivi contenute, tra cui varie attività di discussione e approfondimento che il SISA è disponibile ad organizzare in prima persona nelle scuole interessate.

Qui di seguito potete trovare il file PDF del programma.

Ma questi famosi “tagli”, cosa sono?

Sabato 16 gennaio il SISA ha organizzato un seminario sul tema della riduzione del finanziamento della scuola pubblica. Qui di seguito potete trovare parte del materiale presentato nel corso della conferenza:

Evoluzione tagli - Page 1Evoluzione dei tagli alla scuola pubblica in Ticino

Presentazione di vari dati sull’evoluzione della spesa per l’istruzione in Ticino e lo stato del sistema scolastico cantonale.

Sulla base dei dati presentati, è stato anche redatto un documento in cui vengono descritte le principali misure di risparmio degli ultimi 20 anni e in cui si analizza la tendenza in atto in Ticino:

quaderno-tagli-copertinaMa questi tagli, cosa sono?

Analizzando i vari dati statistici riguardanti la scuola ticinese, comparati con quelli degli altri cantoni svizzeri, emerge un quadro inquietante: il Ticino è in fondo alla classifica per la spesa per l’istruzione per abitante, così come in vari altri indicatori che concernono la qualità della scuola (numero di allievi per classe, ecc.).

 

Questa situazione è frutto di 20 anni di politiche risparmiste nella scuole, che producono varie gravi conseguenze a livello economico, sociale e democratico: vediamo come!


 

SÌ all’iniziativa “Rafforziamo la scuola media”!

Il 5 giugno il popolo ticinese verrà chiamato a votare sull’iniziativa popolare “Rafforziamo la scuola media”, lanciata dal sindacato VPOD, che mira a introdurre varie misure che migliorino la qualità e l’equità dell’istruzione secondaria in Ticino!

Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) invita i votanti ad accettare l’iniziativa, che permetterebbe di garantire una scuola media gratuita, equa e di qualità per tutte le studentesse e tutti gli studenti ticinesi.


bambini-scuola

Per una scuola media gratuita…

“Nella scuola media pubblica l’insegnamento, il materiale scolastico e i trasporti per allievi sono gratuiti.” (modifica art. 3)

Per permettere a tutta la cittadinanza di ricevere un’educazione di base di qualità, occorre che questa sia integralmente gratuita: lezioni, materiale, trasporto (e un domani si spera anche mense, doposcuola gite, ecc.) gratuiti sono il tassello fondamentale su cui costruire un’educazione democratica per tutti!

… equa…

“Le mense, il doposcuola per l’aiuto allo studio e il doposcuola per altre attività che interessano gli allievi sono organizzati dal Cantone presso ogni sede scolastica.” (modifica art. 3b)

“Per il finanziamento del doposcuola e delle mense è richiesta una partecipazione ai costi da parte delle famiglie degli allievi, ritenuto che l’ammontare di tale contributo non deve impedire l’accesso a questi servizi da parte di allievi di famiglie con redditi bassi.” (modifica art. 3c)

I servizi complementari all’insegnamento devono venir rafforzati e devono essere forniti a tutti gli studenti, senza escludere le classi sociali più svantaggiate: essi permettono di recuperare il divario di formazione rispetto ai figli della classi più abbienti, che se li possono pagare da privatisti…

… e di qualità!

“Le classi di scuola media non devono avere più di 20 allievi.” (modifica art. 21)

“L’istituto scolastico è dotato di un monte ore pari a 1 ora lezione ogni frazione completa di 35 allievi.” (modifica art. 9a)

“Gli spazi scolastici, compatibilmente con le disponibilità e per attività senza scopo di lucro, sono concessi gratuitamente ad associazioni e gruppi giovanili.” (modifica art. 19a)

Le condizioni quadro in cui si svolge l’insegnamento devono essere adeguate per un’istruzione di qualità: classi piccole per un’attenzione maggiore del docente, locali aperti per chi si occupa di attività giovanili, ecc. devono venir garantiti ovunque!


Leggete qui il comunicato stampa del SISA in cui viene espresso il sostegno all’iniziativa!


Per maggiori informazioni:

Visitate la rubrica sulla scuola media del sindacato del servizio pubblico SSP-VPOD: clicca qui

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