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Azioni del SISA nelle scuole: il governo intervenga su trasporti, stress scolastico e aiuti allo studio!

Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) ha lanciato in data odierna una simbolica azione di protesta in diversi istituti scolastici per denunciare i problemi che riguardano il mondo della scuola dopo il periodo di confinamento.

La settimana scorsa il SISA aveva inviato una missiva al DECS in cui venivano messe in luce le maggiori preoccupazioni indentificate e segnalateci dal corpo studentesco: nella stessa venivano rivendicate ed indicate delle misure concrete affinché si potesse ovviare immediatamente alla situazione di malessere delle studentesse e degli studenti (vedi qui).  

Tuttavia, a distanza di una settimana, nessuna misura è stata implementata per arginare i problemi vissuti dal corpo studentesco, infatti il trasporto pubblico verso i principali centri formativi rimane affollato (vedi foto allegate, inviateci dagli studenti), la pressione sugli studenti – “colpevoli” di aver passato un semestre in quarantena – rimane invariata, come invariate rimangono le misure di sostegno alle famiglie con figli in formazione che hanno subito le conseguenze finanziarie della pandemia. Se non si interviene con la dovuta serietà e celerità il rischio è quello di accelerare il ritmo dei contagi ed incrementare i fattori di stress sul corpo studentesco – con tutte le conseguenze di ordine psicologico e sociale.

Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) ha deciso per questo motivo di alzare la voce nelle scuole per reclamare urgentemente al governo ticinese un intervento che segua le indicazioni contenute nella lettera inviata al DECS, affinché le studentesse e gli studenti non debbano pagare i costi della (post-)pandemia: se non si interviene oggi, pagheremo le conseguenze domani! Insomma: non tiriamo troppo la corda… 

E il DECS che fa (per le studentesse e gli studenti)?

Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) si è riunito domenica 13 settembre per fare un bilancio delle prime due settimane di scuola “normale”. Purtroppo i timori denunciati all’inizio dell’anno scolastico dal sindacato studentesco (vedi il nostro comunicato stampa del 31 agosto) si sono concretizzati e nonostante il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS) ne fosse cosciente, nessuna misura è stata implementata per arginare le preoccupazioni che poi si sono rivelate fondate.

Purtroppo l’insofferenza del DECS verso le rivendicazioni legittime del SISA si è trasformata in malessere per il corpo studentesco: affollamento del trasporto pubblico casa-scuola – con tutti i rischi sanitari del caso, pressioni sulle studentesse e gli studenti per “riprendere in fretta il programma”, verifiche su temi introdotti durante il semestre di scuola da casa, sono solo alcuni dei problemi che sono stati segnalati dalle studentesse e studenti al SISA.

Per le scuole professionali è stato fissato ad ottobre il recupero degli esami di maturità professionale non sostenuti durante lo scorso semestre e gli studenti sono obbligati a frequentare delle lezioni di recupero ogni sabato, la cui comunicazione in alcune scuole è stata trasmessa solamente 2 giorni prima dello svolgimento delle stesse: lo scorso giugno agli studenti era stato comunicato che con grandi probabilità l’esame sarebbe stato annullato. Insomma, dopo un periodo difficile, le studentesse e gli studenti si trovano confrontati con una sfida che appesantisce il già eccessivo carico di lavoro del corpo studentesco, oltre che essere obbligati a dover rinunciare alle attività sociali e sportive programmate durante il sabato, momenti fondamentali nella vita sociale dei giovani.

Infine, nonostante la pandemia abbia generato delle ricadute finanziarie per diversi nuclei famigliari, nessuna misura di sostegno straordinario è stata offerta agli studenti per coprire i propri costi di formazione. In questo contesto nessun corso di recupero gratuito e pubblico è stato introdotto, mentre il Dipartimento ha addirittura appaltato questo compito ad un ente privato, il quale servizio è naturalmente a pagamento: in questo modo – in barba al diritto allo studio – il DECS non fa altro che alimentare la selezione sociale nelle scuole, dove se te lo puoi permettere hai accesso ai corsi di recupero e sostegno allo studio!

Per queste e altre ragioni, il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) ha deciso di inviare una missiva al Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS) in cui vengono elencate le principali problematiche e le seguenti rivendicazioni del sindacato, nell’auspicio che esse vengano applicate alfine di risolvere i problemi e non dover passare ad altre forme di opposizione:

  1. Rafforzare l’effettivo del corpo docenti – compresi i docenti di sostegno – per ridurre il rapporto tra docente/studenti-allievi, migliorare la qualità dell’insegnamento ed evitare la marginalizzazione degli allievi con difficoltà sociali ed economiche;
  2. Prevedere, sulla falsa riga di quanto fatto all’inizio di questo anno scolastico, delle offerte di sussidio progressivo per l’acquisto del materiale informatico necessario per l’insegnamento a distanza: si preveda pertanto di offrire gratuitamente dei PC per gli allievi con difficoltà economiche (come appena deciso dal Canton Friborgo);
  3. In collaborazione con il DSS, prevedere il potenziamento del servizio medico-psicologico cantonale (SMP) per assistere sia il corpo docenti, che quello studentesco;
  4. La distribuzione gratuita di minimo 2 mascherine riutilizzabili e certificate a tutto il corpo studentesco sul modello dell’Università di Neuchâtel e di Ginevra;
  5. L’annullamento del recupero degli esami di maturità professionale;
  6. L’annullamento di tutte le attività valutative previste fino al 19 ottobre, per concentrare l’insegnamento su attività di ripasso e recupero su quanto (non) fatto durante il periodo d’insegnamento a distanza. Nel resto dell’anno, si istituisca la norma del numero massimo di 3 verifiche settimanali in tutti gli istituti secondari del Cantone, come ad esempio già previsto nel regolamento del Liceo di Mendrisio;
  7. In collaborazione con i diversi enti di trasporto pubblico, l’introduzione di corse supplementari verso i principali centri formativi del Cantone;
  8. L’introduzione di sussidi straordinari per sostenere le spese di formazione, come l’introduzione di uno sportello per richiedere in maniera accelerata un aiuto allo studio – come richiesto dalla petizione “Il Governo intervenga per sostenere finanziariamente gli studenti in difficoltà” consegnata lo scorso giugno.

Consegnate 500 firme per aiuti straordinari agli studenti in difficoltà!

Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) ha consegnato in data odierna la petizione intitolata “Il Governo intervenga per sostenere finanziariamente gli studenti in difficoltà” corroborata da circa 500 firme.

La pandemia ha colpito duramente anche gli studenti: come riporta la RTS, il 60% dei “lavoretti” studenteschi sono stati soppressi durante la crisi e nelle università romande sono raddoppiate le richieste di aiuti finanziari da parte di studenti in difficoltà. La situazione delle studentesse e degli studenti non può che aggravarsi con il tempo, infatti l’interruzione della carriera universitaria e professionale a causa di una condizione finanziaria più fragile, diventa facilmente un fattore di precarizzazione dei giovani ticinesi: la sospensione del percorso accademico può tradursi in un indebolimento dello statuto dei giovani nel mercato del lavoro e portare ad un aumento della disoccupazione e assistenza giovanile (peraltro in aumento tra gli under 25). Il Cantone deve fare la sua parte: vanno creati degli aiuti straordinari a cui accedere in tempi rapidi e va condonato il debito studentesco che grava sui neo-laureati. Occorre anche un sostegno alle famiglie con figli agli studi, colpite dalla riduzione del reddito a causa del lavoro ridotto (che dà accesso unicamente al 80% del salario) e in certi casi anche da licenziamento: vanno rimborsate rette scolastiche e universitarie, abbonamenti dei trasporti pubblici e gite scolastiche.

La petizione ha già sortito qualche effetto: le gite di maturità sono state rimborsate, ma mancano ancora aiuti finanziari per gli studenti universitari. Ci aspettiamo dunque che il Consiglio di Stato agisca al più presto in tal senso! 

Guarda qui il servizio del Quotidiano!

Due Giornate Autogestite garantite: richiesta del SISA accolta dal parlamento!

In questi giorni il Gran Consiglio ha discusso tra gli altri temi anche di scuola, approvando alcune importanti proposte avanzate dal deputato Massimiliano Ay (PC).

È con grande soddisfazione che il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) prende atto della decisione del Parlamento di garantire, inserendo questo principio nei regolamenti scolastici, due Giornate Autogestite in tutte le scuole del grado medio superiore e nelle scuole professionali a tempo pieno. Questa decisione rappresenta un’importante vittoria per il SISA, che per anni si è battuto per questo diritto, rivendicandolo anche con una risoluzione assembleare approvata due anni fa. Le Giornate Autogestite rappresentano una conquista molto significativa per gli studenti per il loro importante valore formativo e la responsabilizzazione dei giovani, ma soprattutto perché permettono a questi ultimi di partecipare attivamente alla vita dell’istituto scolastico. Le direzioni scolastiche non potranno dunque più ostacolare gli studenti, trincerandosi dietro alle varie scuse cui siamo abituati, e dovranno invece sostenerli nell’organizzazione delle due giornate autogestite ormai garantite dai regolamenti (che auspichiamo il governo provvederà a modificare al più presto).

Un’altra buona notizia nell’ottica dell’accesso alla formazione è la decisione di abolire il numero chiuso per l’accesso al corso passerella. Grazie all’esame passerella, gli studenti che detengono la maturità professionale o specializzata possono ottenere la maturità liceale che permette loro di accedere ad una formazione universitaria. Data l’importante possibilità che offre questo corso è pertanto giusto che chiunque abbia la motivazione per intraprenderlo ne abbia anche la possibilità, senza sottostare alle selettive procedure di ammissione che lo caratterizzano oggi.

Soddisfatto di questi importanti risultati, che dimostrano ancora una volta l’importanza della lotta collettiva e dell’organizzazione sindacale, il SISA non si ferma e continuerà a lavorare per fare in modo che venga garantito il diritto allo studio, così come la qualità dell’insegnamento nelle scuole ticinesi.

L’Altrascuola: Un numero “speciale coronavirus”!

La redazione dell’Altrascuola, rivista edita dal Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA), ha il piacere di presentarvi questo numero speciale interamente dedicato al COVID-19, ideato proprio per tenervi al corrente dell’attività sindacale durante la crisi sanitaria e per avanzare alcune prime riflessioni emerse in queste settimane di scuola a distanza. Il coronavirus ha cambiato drasticamente la nostra vita quotidiana, provocando lutti, drammi e grandi difficoltà a numerose persone. Ora sta a noi lottare per difenderne i diritti!

Sommario

  • La pandemia non paralizza il SISA: nonostante le conquiste, non bisogna fermarsi! di Rudi Alves (leggi qui)
  • Scuola a distanza: non sono mancati ritardi, disorganizzazione e problemi tecnici! di Lea Schertenleib (leggi qui)
  • Origine sociale e qualità dell’apprendimento: davvero tutti hanno le stesse possibilità? di Sarah Sbabo (leggi qui)
  • Meglio un docente o un computer? Appunti sui pericoli della scuola digitale. di Zeno Casella (leggi qui)
  • Il progetto Canaima: da 10 anni, il governo venezuelano regala computer agli allievi. di Samuel Iembo (leggi qui)
  • «We want sex»: la necessità della lotta sindacale nella lotta per la parità. di Ally Kohler (leggi qui)
  • Un carnevale borghese: recensione festivaliera di «Charles mort ou vif» (1969). di Mattia Passardi (leggi qui)

LAltrascuola_Speciale_COVID

La scuola reclute ti opprime? Il SISA ti dà una mano!

Come dimostrano le esperienze accumulate dal sindacato negli scorsi anni di attività, il servizio militare costituisce un momento di disagio per molti giovani, costretti alla cieca obbedienza e a rinnegare la propria coscienza. In un ambiente autoritario e nazionalista come quello dell’esercito, chi è incaricato della “educazione” dei giovani gode di un potere pressoché illimitato e arbitrario, mentre i diritti delle reclute vengono calpestati di continuo creando un vero e proprio terrore psicologico e fisico (costituito di punizioni collettive, machismo e insulti). Spesso coloro che desiderano lasciare la scuola reclute vengono intimoriti e impossibilitati ad allontanarsi dalla caserma, quando hanno invece tutto il diritto di abbandonare l’esercito quando sorge un conflitto di coscienza!

Non è infatti noto a tutti che per legge il servizio militare può essere abbandonato in qualunque momento in favore del servizio civile sostitutivo e che le autorità militari non possono ostacolare in alcun modo questa richiesta. Per questo motivo il SISA, da sempre solidale con chi decide di non rendersi complice del militarismo nazionalista elvetico, torna ad attivare il proprio servizio di assistenza gratuita alle reclute, con il quale viene fornita un aiuto di carattere informativo e legale, cui rivolgersi per conoscere i propri diritti e per ricevere una consulenza in caso si volessero abbandonare le fila dell’esercito.

I numeri da contattare per ottenere assistenza sono i seguenti: 079 374 68 80 e 079 839 50 32. Per maggiori informazioni vi invitiamo a consultare il sito: https://www.sisa-info.ch/sos-reclute/.