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Diritto allo studio “ai tempi del COVID-19”: una prima importante vittoria!

A seguito dei vari cambiamenti concernenti il mondo della scuola causati dall’attuale crisi sanitaria, il SISA si era espresso in data 3 aprile con una risoluzione volta a sottolineare i problemi che le nuove modalità di scuola a distanza potevano sollevare e proponendo una serie di 10 rivendicazioni aventi lo scopo di tutelare gli studenti e il diritto allo studio anche in questa situazione di crisi.
È giunta nelle ultime ore la notizia che il DECS (Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport) ha elaborato e diffuso delle nuove direttive concernenti la conclusione dell’anno scolastico 2019/2020. A seguito della diffusione del suddetto documento, che poteva forse essere elaborato con maggior tempestività per semplificare il lavoro di studenti e docenti, il SISA ha preso atto con soddisfazione che il DECS ha integrato nelle nuove direttive ben cinque delle rivendicazioni presentate nella risoluzione. Nello specifico, il DECS ha decretato:

  1. La validità integrale dell’anno scolastico 2019/2020;
  2. La sospensione delle verifiche e delle valutazioni sommative per tutta la durata della quarantena;
  3. Il rallentamento dei ritmi scolastici: si tenderà a consolidare le conoscenze già acquisite durante il resto dell’anno e nei licei le videoconferenze saranno limitate a una alla settimana;
  4. La garanzia di contatti regolari tra studenti e docenti, con una maggiore attenzione ai casi più difficili e a rischio
  5. La sospensione per quest’anno scolastico del limite al numero delle bocciature nelle scuole medie superiori e in quelle professionali.

Soddisfatto per questa prima vittoria, il sindacato studentesco attende però ancora dei chiarimenti su alcuni aspetti ancora in discussione come le modalità con le quali verranno svolti gli esami di maturità e le procedure di qualificazione del settore professionale: il trattamento riservato alle scuole professionali risulta, sul piano della formazione pratica e dell’attestazione della stessa, ancora insufficiente. Infatti non è ancora chiaro se per gli stagisti e apprendisti i giorni di confinamento forzato sono da considerare come vacanze oppure vengano conteggiati ai giorni di formazione pratica prevista: occorre assolutamente una direttiva cantonale per evitare che i pochi giorni di vacanza vengano sottratti e per garantire agli studenti del ramo professionale la convalidazione della formazione pratica. Oltre a ciò, rimangono senza risposta varie altre rivendicazioni avanzate dal SISA, concernenti principalmente alcuni aspetti finanziari come il rimborso delle rette universitarie e delle scuole post obbligatorie, così come degli abbonamenti per i trasporti pubblici, e l’introduzione di sussidi mirati per chi beneficia di una borsa di studio ridotta o chi non ne riceve alcuna.

Sostegno agli studenti durante la pandemia: occorre agire ora!

Risoluzione del Comitato Centrale del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) – Bellinzona, 2 aprile 2020.


L’attuale crisi sanitaria ha obbligato la Svizzera ad attuare dei cambiamenti importanti per tutelare la popolazione. A causa del COVID-19 gli equilibri abituali sono stati stravolti, la vita di tutti i giorni si è trasformata a causa delle nuove limitazioni e della chiusura temporanea di diversi settori, tra i quali anche quello scolastico. Queste soluzioni volte alla tutela della salute pubblica e dei cittadini hanno però creato alcuni problemi nel mondo studentesco.

In linea generale, non crediamo possibile né sostenibile continuare a “fare scuola” a distanza come se nulla fosse avvenuto: ricordiamo che non tutte le famiglie hanno gli stessi mezzi (computer, stampanti, ecc.) né lo stesso tempo da dedicare all’educazione dei figli (molti genitori sono impegnati dal telelavoro). Mantenendo un elevato carico di studio, si rischia quindi di acutizzare le diseguaglianze formative tra gli allievi di diversa origine sociale, oltre ad amplificare fenomeni di ansia, stress e disagio che già si stanno manifestando a causa del confinamento in casa.

Nel grado post-obbligatorio, l’anno scolastico verrà portato a termine ma, non potendosi più recare fisicamente negli istituti gli studenti devono confrontarsi con il nuovo sistema di insegnamento telematico, che potrebbe ostacolare il successo scolastico degli studenti già in difficoltà portandoli alla bocciatura. La chiusura di diversi settori non essenziali, così come la saggia decisione di lasciare gli stagisti e gli apprendisti nel proprio domicilio, comportano per diversi studenti delle CPC, come della SSPSS, SSP e altre scuole d’insegnamento duale, l’impossibilità di svolgere normalmente la propria formazione pratica e causano dunque diversi disagi e perturbamenti per l’ottenimento dell’attestato professionale.

Tutti gli istituti del grado terziario (università, politecnici, SUP, ecc.) sono stati chiusi: a causa di ciò gli studenti non beneficeranno delle lezioni solitamente offerte nella seconda metà dell’anno nonostante abbiano già versato la retta semestrale. Oltre a ciò, l’impossibilità di frequentare biblioteche, laboratori, uffici, ecc. impedisce agli studenti di svolgere le ricerche necessarie ad esempio alla redazione delle proprie tesi di laurea, costringendoli verosimilmente a prolungare di uno o più semestri la propria iscrizione agli atenei.

Si ricorda inoltre che ben ¾ degli studenti universitari lavorano part-time a margine dello studio perché non dispongono di una borsa di studio o il valore di quest’ultima non è sufficiente per far fronte alle spese (quali affitto, cassa malati, cibo, ecc.). A causa della cessazione di tutte le attività non essenziali questi studenti non possono più far fronte autonomamente alle proprie spese (rimaste comunque invariate) e rischiano di trovarsi in serie difficoltà economiche.

Infine, ricordiamo come la maggior parte degli studenti utilizzi i mezzi pubblici per recarsi agli istituti scolastici e si ritrovi ora ad aver acquistato dei titoli di trasporto validi per tutto l’anno senza però poterne beneficiare.

In ragione della particolare situazione appena descritta, il Comitato Centrale del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) rivendica:

  1. Il rallentamento dei ritmi scolastici e la sospensione delle attività di valutazione per tutta la durata dell’emergenza sanitaria (così come già stabilito da vari cantoni romandi);
  2. La sospensione del limite delle bocciature nelle scuole post-obbligatorie: l’insegnamento distanza può avere un impatto negativo sui risultati di chi è più in difficoltà;
  3. La deroga alla regola del “double échec” nelle scuole universitarie e l’aumento provvisorio dei tentativi per l’ottenimento dell’attestato di maturità e per i cosiddetti esami “paletto” nelle SUP (le autorità cantonali facciano pressione su quelle federali per modificare d’urgenza l’ordinanza in materia!);  
  4. Il riconoscimento facilitato degli esami pratici e degli stage: si garantisca la possibilità di svolgere l’esame pratico anche senza aver concluso l’intero periodo di stage;
  5. L’organizzazione a fine estate di una sessione di recupero per gli esami in tutti gli ordini di scuola del settore post-obbligatorio (sia nel grado secondario superiore che nel grado terziario), laddove questa non fosse già prevista;
  6. Qualora la situazione sanitaria non dovesse permettere il normale svolgimento degli esami per l’ottenimento degli attestati di maturità, sia professionale che liceale, si preveda il rilascio d’ufficio degli stessi. A livello universitario, si valutino invece dei metodi alternativi per la validazione dei corsi qualora non fosse possibile sostenere gli esami in programma a fine semestre.
  7. L’introduzione di sussidi mirati per chi beneficia di una borsa di studio ridotta o per chi non ne riceve una, in modo da sostenere gli studenti e le famiglie in difficoltà;
  8. L’esenzione dall’obbligo di pagamento degli affitti degli alloggi universitari;
  9. Il rimborso di tutti gli abbonamenti per i trasporti pubblici (Arcobaleno, Seven25, ecc.);
  10. La restituzione delle rette universitarie e di tutte le scuole post-obbligatorie.

Gli studenti non paghino per una situazione di cui non sono responsabili!


Scarica qui il file pdf della risoluzione!

Risoluzione_CC_SISA_COVID19


Nuova griglia oraria del Liceo: il governo blocca ogni dialogo con gli studenti!

Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) ha preso atto con profonda delusione dell’approvazione della nuova griglia oraria del Liceo da parte del Consiglio di Stato. Malgrado la modifica del piano orario avesse sollevato un acceso dibattito negli scorsi mesi, con questa decisione il governo preclude ogni ulteriore spazio di confronto su di esso: benché fosse a conoscenza dell’esistenza di una petizione, lanciata a dicembre dal sindacato studentesco, che ne richiedeva la sospensione, l’esecutivo cantonale non ha nemmeno atteso che venissero consegnate le firme per prendere la sua decisione!

L’approvazione della nuova griglia oraria ci delude e sconcerta poiché, vista l’attuale emergenza sanitaria, ritenevamo che il Dipartimento e il Governo avessero altre priorità, come assicurare l’insegnamento a distanza e garantire in tal modo il diritto allo studio dei giovani ticinesi. In questa fase, questa è peraltro la principale preoccupazione del SISA, impegnato a monitorare la situazione e ad avanzare proposte volte a tutelare i diritti di studenti ed apprendisti (si veda a tal proposito il nostro comunicato del 14 marzo scorso). L’agire del Consiglio di Stato, il cui impegno nel fronteggiare la diffusione della pandemia raccoglie tutto il nostro sostegno, ci appare dunque in questo frangente profondamente antidemocratico: approfittando dell’impossibilità del sindacato studentesco di terminare la propria raccolta firme e di depositare la petizione alla Cancelleria dello Stato, si impedisce un sereno e libero dibattito sulle politiche scolastiche che esulano dall’attuale crisi sanitaria. Ricordiamo a tal proposito che praticamente nessuna delle nostre osservazioni e delle nostre critiche relative alla nuova griglia è stata presa in considerazione dal DECS, che continua ad opporsi ad un maggior coinvolgimento delle associazioni di categoria, ad un riequilibrio fra i diversi settori di studio in favore delle scienze umane, al ripristino dei corsi facoltativi tagliati nel 2015, all’apertura di un dibattito sul carattere generalista degli studi liceali, ecc.

Non potendo purtroppo far altro che prendere atto dell’entrata in vigore del nuovo piano orario a partire da settembre 2020, il SISA si attende dei chiarimenti e dei correttivi sui seguenti punti (già da tempo noti al DECS, con il quale ci aspettiamo di poter affrontare direttamente la questione a crisi terminata):

  1. Garanzie sul carico di lavoro degli studenti: pretendiamo l’introduzione di appositi spazi durante le lezioni per il lavoro individuale (più ore di scuola non possono equivalere a più compiti a casa!) e di una direttiva cantonale che limiti a 3 il numero di verifiche e interrogazioni alla settimana.
  2. Più lezioni di recupero e ripetizioni: per evitare un sovraccarico di lavoro per gli studenti, occorre aumentare le lezioni di recupero in tutte le materie, assicurandone l’omogeneità sul territorio (non si può più lasciare tutto alla buona volontà dei docenti e delle direzioni scolastiche: il DECS deve garantire lo svolgimento delle ripetizioni in ogni istituto, fornendo le adeguate risorse finanziarie allo scopo).
  3. Limitare le conseguenze della soppressione del carattere propedeutico del primo anno: per evitare che la scelta dell’indirizzo in quarta media si trasformi in una maggiore selezione sociale ad unico vantaggio degli allievi benestanti, occorre prevedere fin da subito dei percorsi di accompagnamento per gli studenti che volessero sostenere l’esame integrativo di fisica alla fine del primo anno (materiale didattico, lezioni di recupero, prove d’esame, ecc.)
  4. Impedire la deriva utilitarista e professionalizzante dell’informatica: la nuova materia prevista nel nuovo piano orario non deve e non può divenire un laboratorio professionale volto allo sviluppo di competenze spendibili unicamente sul mercato del lavoro, ma deve fornire le conoscenze scientifiche e i saperi critici necessari a relazionarsi con coscienza con le nuove tecnologie (non vogliamo essere addestrati ad usare Word o Powerpoint, vogliamo capire i pericoli e le opportunità della digitalizzazione!)
  5. Abrogazione del limite di bocciature: riteniamo che questo inaccettabile strumento di selezione, che avevamo criticato già in occasione della sua introduzione nel 2015, debba essere abrogato o quantomeno sospeso per i primi anni di sperimentazione della nuova griglia oraria. Gli studenti non devono pagare le conseguenze dei difetti del nuovo piano orario!

Come affrontare la quarantena? Eccovi la nostra biblio/cineteca virtuale!

Le importanti restrizioni imposte dalle autorità in questo difficile periodo stanno profondamente condizionando la nostra esistenza quotidiana: non uscire di casa se non strettamente indispensabile, mantenere le distanze dalle altre persone, non andare più a scuola o al lavoro non è sicuramente facile come vorremmo. Eppure è necessario e assolutamente inevitabile in questa fase del contagio, in cui occorre ridurre la velocità di diffusione della malattia e evitare di sovraccaricare le strutture sanitarie già ora in difficoltà.

Come fare quindi per affrontare questa quarantena che durerà verosimilmente varie settimane? Il SISA ha già avanzato alcune rivendicazioni per far sì che il diritto allo studio sia garantito (leggi qui), ma occorre ora pensare prima di tutto a come riempire le nostre lunghe e talvolta noiose giornate. Per questa ragione, il sindacato studentesco ha deciso di mettere a disposizione dei suoi militanti, dei suoi simpatizzanti ma anche di tutta la popolazione in generale alcuni articoli, testi e letture che possono non solo aiutarci a far trascorrere il tempo con maggior semplicità, ma anche fornirci gli strumenti per affrontare con maggior decisione e preparazione le lotte future che certamente non mancheranno.

Speriamo che questo nostro sforzo possa destare il vostro interesse e contribuire a rendere meno pesante la quarantena: questo è il momento dell’isolamento, ma ricordiamoci che la vita continuerà e, per dirla con le parole di Antonio Gramsci, dobbiamo istruirci perché avremo presto bisogno di tutta la nostra intelligenza!


L’Altrascuola: la rivista degli studenti in lotta!

Fin dal 2004 (l’anno successivo alla sua fondazione), il SISA pubblica una rivista pensata dagli studenti per gli studenti. Al suo interno potrete trovare contributi di vario genere, dalla “semplice” denuncia di fenomeni problematici ad analisi più approfondite sulla realtà scolastica e sociale. Potete trovare qui l’archivio dei vecchi numeri (comodamente scaricabili in pdf) e qui tutti gli ultimi articoli in formato digitale.


I Quaderni dell’Altrascuola

Oltre alla rivista di cui sopra, il sindacato studentesco ha pubblicato nel corso degli anni anche vari quaderni di approfondimento, in cui vengono affrontate in modo più sistematico alcune questioni di fondo sul funzionamento del nostro sistema scolastico. È giusto che l’industria privata si intrometta nella scuola pubblica? Perché abbiamo assistito a varie ondate di tagli nell’istruzione? Che modelli d’insegnamento alternativi esistono oltre al nostro? Se volete trovare la nostra risposta a queste domande, non esitate a sfogliare i nostri quaderni, altrettanto comodamente scaricabili in pdf!


InfoSISA: la TV “fai-da-te del SISA!

Negli ultimi anni non abbiamo solo scritto, ma anche detto e dibattuto molto! Sul nostro canale Youtube, potrete trovare numerosi video realizzati direttamente dal sindacato studentesco, oltre a vari estratti di interviste e dibattiti a cui hanno partecipato dei nostri rappresentanti: buona visione!


Qualche lettura… “in casa d’altri”

Naturalmente il SISA non ha fatto “tutto da solo”, ma ha spesso e volentieri preso spunto da analisi ed esperienze fatte altrove. Eccovi qui di seguito una serie di testi fondamentali sui quali si sono basate (e si basano tuttora) le nostre rivendicazioni e le nostre proposte per la scuola ticinese, così come gli esempi di lotta a cui ci rifacciamo per orientarci nelle nostre battaglie quotidiane.

Le riforme scolastiche neo-liberali

  • Nico Hirtt, “La tripla mercificazione dell’insegnamento”, pubblicato in L’école démocratique, 2008: scarica il pdf
  • Nico Hirtt, “A qui profitent les compétences? A l’ombre de l’OCDE et de la Commission européenne“, pubblicato in L’école démocratique, 2009: scarica il pdf
  • Christian Laval, “La réforme managériale et sécuritaire de l’école”, pubblicato in L’école démocratique, 2011: scarica il pdf

Elementi di discussione per una scuola democratica

  • Scuola di Barbiana, Lettera a una professoressa, 1967: scarica il pdf
  • Antonio Gramsci, “La scuola unitaria”, estratto dai Quaderni dal carcere: scarica il pdf
  • Nico Hirtt, “Pas d’école démocratique sans instruction polytechnique”, pubblicato in L’école démocratique, n° 47, settembre 2001: scarica il pdf

Sindacalismo studentesco e organizzazione di lotta

  • ASSE (Association pour une solidarité syndicale étudiante), Le syndicalisme étudiant de combat, settembre 2005: leggi qui
  • Federation Syndicale Etudiante, Bases fondamentales du syndicalisme étudiant, 2003: scarica il pdf

Qualche consiglio cinematografico

Da anni il SISA propone ai suoi militanti una vasta scelta di film e documentari di critica sociale, sulla base dei quali nei nostri campeggi di formazione siamo soliti lanciare discussioni sul sindacalismo, sulle lotte sociali, ecc. Qui di seguito trovate un breve repertorio di pellicole reperibili online, di cui vi consigliamo caldamente la visione.

  • Elio Petri, “La classe operaia va in paradiso“, 1971: una cronaca dell’alienazione industriale che si sviluppa in Italia nel secondo dopoguerra, fra sviluppo della coscienza di classe, lotta sindacale e repressione padronale. Guarda il film.
  • Marco Bellocchio, “Sbatti il mostro in prima pagina”, 1972: il ruolo della stampa negli anni di piombo, tutt’altro che “neutrale” come ancor oggi spesso si vende, ma spesso e volentieri strumento di controllo sociale. Guarda il film.
  • Giovanni Doffini, “E noialtri apprendisti”, 1975: un interessantissimo documentario autoprodotto dagli apprendisti ticinesi scesi in sciopero per lottare contro la disoccupazione a fine tirocinio. Guarda il film
  • Laurent Cantet, “La classe“, 2008: L’esperienza di un giovane professore di francese in una difficile scuola di periferia, “complicata” dalla sua personale ricerca: quella di mantenere un atteggiamento “neutrale” ma fermo nei confronti dei ragazzi, cercando di istruirli senza addomesticarli, di far loro prendere coscienza di essi e motivarli ad andare oltre. Guarda il film
  • Ken Loach, “Io, Daniel Blake“, 2016: il dramma della privatizzazione delle prestazioni sociali in Inghilterra, visto attraverso gli occhi di un falegname vittima di un infarto e costretto a richiedere la disoccupazione. Guarda il film
  • Stéphane Brizé, “In guerra”, 2018: diario di uno sciopero in una fabbrica automobilistica francese minacciata di chiusura. La reazione dei lavoratori è compatta e decisa, ma alcune sigle sindacali iniziano a rompere l’unità operaia… Guarda il film

Se sei arrivato fin qui, probabilmente apprezzi e convididi il nostro lavoro. Sappi che siamo sempre in cerca di nuove/i militanti, ma anche solo di persone interessate all’attività che conduciamo: se volessi impegnarti anche tu o semplicemente ricevere qualche informazione in più, non esitare a riempire questo modulo!

Il SISA riunito in assemblea per discutere di griglia oraria e rafforzamento organizzativo

Nella giornata di sabato il Sindacato Indipendente degli Studenti e degli Apprendisti (SISA) si è riunito in assemblea a Locarno per fare un bilancio delle passate battaglie intraprese a livello studentesco e per discutere della strategia da intraprendere nel presente anno scolastico per rafforzare i diritti degli studenti e delle studentesse.

Lo scorso anno è stato caratterizzato da una forte mobilitazione studentesca legata ai temi del clima e delle disparità di genere, nell’organizzazione della quale il nostro sindacato ha svolto un ruolo importante: tale impegno ci ha purtroppo in parte allontanato dai temi strettamente legati alla scuola. Questo semestre il SISA dedicherà quindi la sua attenzione ad un tema direttamente legato al mondo della scuola, la nuova griglia oraria del liceo. Il DECS ha infatti deciso di implementare un nuovo piano settimanale a partire dall’anno scolastico 2020-2021, sul quale il dibattito è stato estremamente ridotto se non addirittura assente: la consultazione avvenuta lo scorso giugno non ha infatti preso minimamente in conto l’opinione del corpo studentesco e del sindacato. Per questo motivo l’assemblea ha deciso di lanciare una petizione e di riportare il dibattito nelle assemblee studentesche dei licei ticinesi, chiedendo al Dipartimento di riaprire la consultazione e di coinvolgere nel dibattito anche le studentesse e gli studenti.

L’importanza di rilanciare un dibattito pubblico e democratico risiede nella portata che la stessa riorganizzazione oraria comporta sull’impianto generale degli studi liceale: tale riforma comporta infatti un aumento delle ore settimanali, l’inserimento della materia di informatica (della quale ancora non si conosce il piano di studio) e una riorganizzazione della distribuzione delle materie sull’intero quadriennio.

Nel secondo semestre si avvierà invece una campagna sugli stages nell’ambito socio-sanitario, spesso vero e proprio strumento di sfruttamento delle studentesse e degli studenti, argomento a cui verranno dedicati i lavori della prossima assemblea.

Per riuscire a condurre con successo tali campagne è necessaria una maggior strutturazione del sindacato e allo stesso tempo una continua formazione dei militanti sui principi base del sindacalismo studentesco così come su tematiche più puntuali. L’assemblea ha dunque discusso e approvato un documento contenente vari spunti di lavoro volti al rafforzamento dell’organizzazione sindacale.

Infine l’assemblea ha eletto la nuova segreteria del sindacato: ai due coordinatori riconfermati Zeno Casella (studente all’università di Friborgo) e Rudi Alves (studente all’università di Ginevra) si aggiungono Lea Schertenleib (studentessa all’università di Friborgo) e Sarah Sbabo (studentessa alla SSPSS Giubiasco).

Inasprimento dell’accesso al servizio civile: il SISA si prepara a sostenere il referendum!

l Sindacato indipendente degli studenti e apprendisti (SISA) ha preso atto, con estrema contrarietà, delle pesanti restrizioni di accesso al servizio civile approvate dal Consiglio degli Stati. Con la probabile ratifica da parte anche del Consiglio Nazionale al progetto governativo, ci troveremmo davanti all’ennesima erosione dei diritti dei coscritti che optano per il servizio civile e ad un effettivo smantellamento di quest’ultimo.

Questo cambiamento di legge, oltre a mettere ulteriormente in discussione il diritto all’obiezione di coscienza, ha il chiaro obiettivo di mettere il bastone fra le ruote al servizio civile, il quale viene sempre più percepito dai giovani come valida alternativa al militare. Il servizio militare, oltre ad aver dato prova di utilizzare fondi pubblici per un beneficio praticamente nullo alla collettività, nel corso dell’ultimo anno ha rivelato di non essere un’istituzione valida per i giovani svizzeri: i casi di Emmen, Coira e Isone hanno dimostrato che i valori impartiti ai coscritti sono ben lontani dalla coesione nazionale e si avvicinano molto di più a quelli del bullismo e dell’omertà!

I vertici militari e i deputati a Berna si rifiutano di riconoscere la futilità e la dannosità del servizio militare e si ostinano a voler rendere sempre meno attrattivo il servizio civile: occorrerebbe forse domandarsi quali siano le ragioni che portano sempre più giovani a lasciare il grigioverde, anziché degradare l’istituzione del servizio civile!

Per difendere il diritto democratico di passaggio libero al servizio civile, conquistato anche grazie all’ostinazione degli obiettori che in passato videro la propria libertà negata, il Sindacato Indipendente degli Studenti e degli apprendisti (SISA) attende l’esito dei lavori parlamentari e si unisce ai preparativi di referendum avanzate da CIVIVA e dal Gruppo per una Svizzera senza Esercito (GSsE).

Sportello per l’assistenza reclute del SISA: strumento di difesa contro gli abusi

Come ogni anno, il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) torna ad offrire il proprio servizio di sostegno ai militi impegnati nella scuola reclute.

Il caso di Emmen, unito alle innumerevoli situazioni di abuso nelle caserme di Coira e Isone, mette in luce l’incapacità (se non del vero e proprio disinteresse) da parte degli alti funzionari dell’esercito nella prevenzione e nella gestione degli abusi. Contrariamente a quanto afferma lo Stato maggiore dell’esercito, gli abusi sono tutt’altro che casi isolati: all’interno delle forze armate vige infatti un clima nel quale gli atti di nonnismo trovano ampio spazio per essere compiuti senza alcuna ripercussione.

L’omertà e il facile insabbiamento dell’abuso di potere perpetrato nei ranghi dell’esercito rende necessario uno sportello indipendente dalle gerarchie militari per poter fornire un’assistenza efficace in difesa dei giovani coscritti. A questo scopo il sindacato studentesco offre la propria esperienza per aiutare i militi a denunciare l’eventuale abuso, a uscire il prima possibile dalla caserma e mostrare loro i passi fondamentali per passare all’unica reale alternativa al regime militare: il servizio civile.

Per denunciare un caso di abuso e/o di necessità d’assistenza per lasciare la caserma sono disponibili i seguenti numeri: 079 773 43 03; 078 634 33 25; 079 839 50 32; 079 374 68 80.

Per maggiori informazioni ci si può rivolgere al seguente sito: https://www.sisa-info.ch/sos-reclute