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NO alla sussidiarietà nella costituzione, no a privatizzazioni e tagli sociali!

Il comitato centrale del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA), riunitosi sabato 25 gennaio a Bellinzona, oltre ad aver fatto il punto sulla campagna contro la nuova griglia oraria attualmente in corso nei licei ticinesi, si è anche chinato sui temi in votazione il prossimo 9 febbraio. Ad attirare l’attenzione dell’esecutivo sindacale è stato in particolare il referendum obbligatorio concernente l’introduzione nella costituzione cantonale del principio di sussidiarietà. Benché quasi assente dal dibattito pubblico di queste settimane, la votazione su questa modifica costituzionale è tutt’altro che di poco conto e una sua approvazione aprirebbe degli scenari decisamente preoccupanti.

Introducendo nella costituzione il principio di sussidiarietà (secondo il quale lo Stato dovrebbe erogare dei servizi solo qualora i privati o gli enti locali non siano in grado di farlo al suo posto), si rischia infatti una seria rimessa in discussione dei servizi pubblici attualmente forniti dall’ente pubblico, la cui privatizzazione godrebbe di una nuova e più ampia giustificazione. Applicando rigidamente il principio di sussidiarietà, potremmo ad esempio chiederci a che serva avere ancora delle scuole pubbliche, se esistono delle scuole private che dimostrano come il mercato sappia già rispondere alla domanda d’istruzione della popolazione. Non a caso, ricordiamo come la proposta di adottare il principio costituzionale giunga proprio dal deputato ultraliberista Sergio Morisoli, il cui costante impegno in favore dello smantellamento della scuola pubblica è ampiamente noto. Anche senza ipotizzare scenari così gravi come la privatizzazione del sistema educativo, appare del tutto evidente come varie conquiste del movimento studentesco potrebbero essere facilmente rimesse in discussione: le mense scolastiche, ricantonalizzate nel 2011 dopo una lunga battaglia condotta dal SISA, potrebbero ad esempio ritornare nelle mani dei privati (chi ha vissuto la pessima qualità e gli elevati prezzi dei pasti forniti a suo tempo dalla Comida sa cosa questo possa significare per gli studenti ticinesi).

Ma l’introduzione della sussidiarietà nella costituzione potrebbe provocare anche nuovi attacchi alle prestazioni sociali erogate dallo Stato: secondo tale principio, devono essere in primis i cittadini a soddisfare i propri bisogni e solo qualora non fossero in grado di farlo dovrebbe subentrare lo Stato in loro sostegno. Al di là del fatto che il dumping salariale, il precariato e la povertà dilaganti rendono sempre più difficile “vivere del proprio lavoro” senza nessun aiuto pubblico, ciò significherebbe che lo Stato smetterebbe di fungere da garante dei diritti sociali dei cittadini (quali il diritto allo studio, alla salute, all’alloggio, ecc.), ormai ridotto a semplice “assistente” da far intervenire nei casi più disperati. È certamente vero che tutto dipende da dove viene fissata l’asticella, ovvero da quando si considerano insufficienti le risorse proprie del cittadino, e tuttavia l’esperienza non può certo confortare in questo senso: se osserviamo dove il principio di sussidiarietà viene già oggi applicato, è facile notare come le prestazioni sociali siano state spesso oggetto di pesanti attacchi negli ultimi anni. Un esempio ben noto è quello delle borse di studio: tanto l’accordo intercantonale cui il Ticino aderisce dal 2011 quanto la Legge sugli aiuti allo studio del 2015 si basano sul principio della sussidiarietà, e ciò non ha affatto impedito a governo e parlamento di approvare negli scorsi anni numerosi tagli che hanno colpito duramente numerosi studenti e famiglie ticinesi. Solo le dure battaglie condotte dal sindacato studentesco hanno permesso di invertire la rotta e di rinunciare ad almeno alcune delle misure di risparmio che avevano fortemente indebolito il diritto allo studio.

Il principio di sussidiarietà, che a prima vista potrebbe apparire come perfettamente legittimo, non è quindi altro che un astuto strumento elaborato dai nemici del servizio pubblico per giustificarne lo smantellamento e indebolire il ruolo dello Stato nella tutela dei diritti dei cittadini. Il SISA, da sempre in prima linea in difesa della scuola pubblica e del diritto allo studio, si oppone quindi fermamente a questa modifica costituzionale e invita tutte/i le/i cittadine/i a votare un secco NO alla modifica costituzionale il prossimo 9 febbraio.

Nuova griglia oraria: dalla padella alla brace? Lanciata la petizione del SISA

Il comitato centrale del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA), riunitosi questa domenica a Lugano, si è nuovamente chinato sul tema della nuova griglia oraria del liceo. Sulla base delle indicazioni dell’assemblea generale dello scorso 23 novembre, è stato discusso e approvato il testo di una petizione con cui verrà richiesta al Consiglio di Stato la sospensione del progetto e la riapertura della discussione in merito.

Come già segnalato a più riprese dal mondo scolastico (si veda la recente presa di posizione adottata dal Forum delle associazioni magistrali e della scuola, sottoscritta anche dal SISA), nell’elaborazione del nuovo piano settimanale del liceo è mancato un vero coinvolgimento di coloro che fanno e vivono la scuola tutti i giorni. Tutto ciò, senza considerare il fatto che per alcuni di loro, e in particolare per gli studenti, le conseguenze saranno tutt’altro che indifferenti: la nuova griglia prevede infatti un considerevole aumento del numero di ore settimanali, l’anticipazione alla fine della quarta media della scelta dell’indirizzo di studio, un’importante redistribuzione delle materie sull’arco del quadriennio, ecc. Vi è quindi il concreto rischio di passare dalla proverbiale padella (il liceo attuale, certo non privo di difetti) alla brace (il liceo futuro, potenzialmente ancor peggiore), senza che vi sia nemmeno stata la possibilità di discuterne: né concedere due mesi scarsi alla fine dell’anno per rispondere alla consultazione, né presentare alle assemblee studentesche il contenuto della riforma a giochi ormai già fatti possono essere infatti considerati dei veri tentativi di aprire un confronto con la comunità scolastica.

Nelle prossime settimane, il SISA sarà quindi attivo in tutti i licei del Cantone per raccogliere le firme delle studentesse e degli studenti che vogliono avere il tempo di approfondire la riforma ed esprimere il proprio parere al riguardo. Invitiamo però fin d’ora tutte/i coloro che condividono i nostri timori (studenti, docenti, genitori, ecc.) a sottoscrivere la petizione, disponibile anche online, e a sostenerci per riaprire un vero dibattito sul futuro del liceo ticinese e sulle sue priorità.

Scarica qui il formulario per firmare la petizione!

Petizione-Griglia-oraria

Giornate autogestite 2020: ecco le nostre attività!

Come ogni anno, il SISA ha preparato una lista di attività da proporre nelle varie scuole del Cantone: le Giornate Autogestite, nella nostra filosofia, costituiscono un momento privilegiato non solo per affrontare temi non previsti dai piani di studio, ma anche un’occasione irripetibile per discutere criticamente dei problemi della nostra scuola e della nostra società.

Siete quindi tutte/i invitate/i a consultare la seguente lista e a proporre tutte le attività che vi interessano nella vostra scuola!


Conferenze

TitoloLe lotte dei lavoratori e la Federazione Sindacale Mondiale
RelatoreMassimiliano Ay, membro dell’antenna svizzera della Federazione Sindacale Mondiale (FSM); Edoardo Cappelletti, membro dell’ufficio giuridico della FSM
Contattomaxarifay@gmail.com ; 079 374 68 80
MaterialeLettore DVD e beamer
DescrizioneNel 1945 viene costituita la Federazione Sindacale Mondiale (FSM), un’organizzazione internazionale che riunisce tutti i sindacati dei lavoratori attivi nei vari settori economici. I suoi obiettivi non erano solo la tutela dei diritti degli operai, ma anche quello di promuovere la pace. La guerra fredda era però dietro l’angolo e determinerà non solo la divisione del mondo, ma persino la fine dell’unità sindacale. Cosa è cambiato da allora? Come agisce oggi la FSM nell’ambito della globalizzazione e dei nuovi bisogni della società? come si muove la sua antenna svizzera?
TitoloStudenti in sciopero: storia, documenti e filmati
RelatoreMassimiliano Ay, fondatore del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) e autore del libro “Sindacalismo studentesco” (InfoGiovani, 2009)
Contattomaxarifay@gmail.com ; 079 374 68 80
MaterialeLettore DVD + lettore VHS e beamer
DescrizioneNel nostro Cantone gli studenti sono stati spesso protagonisti di lotte importanti: scioperi studenteschi, manifestazioni, occupazioni di scuole, assemblee, ecc. Conosciamo un po’ più da vicino – anche con l’ausilio di filmati – i movimenti studenteschi ticinesi dell’ultimo decennio (e oltre): le loro rivendicazioni, i loro metodi, le loro speranze e le loro conquiste. L’attività si propone anche di presentare e discutere sull’utilità per gli studenti di sviluppare un proprio sindacato (come i lavoratori).
TitoloLa Scuola di Barbiana: un’esperienza educativa alternativa
RelatoreMassimiliano Ay, fondatore del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA); Davide Rossi, docente e giornalista
Contattomaxarifay@gmail.com ; 079 374 68 80
MaterialeLettore DVD + lettore VHS e beamer
DescrizioneLa Scuola di Barbiana di don Milani (la cui esperienza è raccontata nel libro “Lettera a una professoressa”) era una scuola particolare, creata per accogliere i figli dei contadini caduti vittima della selezione. A Barbiana si creò una scuola senza voti e senza la paura degli espe, una “comunità auto-educante”. Don Milani era un prete scomodo, l’ideatore di una pedagogia alternativa, basata sulla libertà e sulla virtù di… disobbedire!
TitoloMa questi “tagli”, cosa sono? Le politiche di risparmio nella scuola pubblica, in Ticino e altrove.
RelatoreZeno Casella, laureato in storia e coordinatore del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA).
Contattozenocas@bluemail.ch ; 079 839 50 32
MaterialeBeamer
DescrizioneSi sente spesso parlare di “tagli” nella scuola, pericolosi e da combattere: ma di cosa si tratta esattamente? In cosa consistono i risparmi effettuati nell’istruzione e quale evoluzione hanno seguito negli ultimi anni? Quali conseguenze causano per gli studenti e per la qualità della scuola? Discutiamone insieme, sulla base dagli ultimi incontrovertibili dati ufficiali forniti dal Cantone!
TitoloLe giornate autogestite che furono
RelatoreMassimiliano Ay, organizzatore delle Giornate Autogestite al LiBe del 2001; Samuel Iembo, già membro della commissione organizzatrice delle GA alla SCC; Zeno Casella, già membro della commissione organizzatrice delle GA al LiLu2
Contattomaxarifay@gmail.com ; 079 374 68 80
MaterialeBeamer e connessione internet (accesso a Youtube)
DescrizioneÈ dal 1996 che in alcuni licei ci sono le giornate autogestite, un momento di libertà ma anche di responsabilizzazione. Come si sviluppa questo movimento e quali difficoltà ha dovuto superare per arrivare fino ad oggi? Attraverso aneddoti, documenti e filmati del passato cerchiamo di analizzare l’evoluzione dell’autogestione studentesca che negli ultimi anni è giunta anche alla SCC e al LiLu2.
TitoloIl ’68 in Ticino: sulle tracce della contestazione studentesca
RelatoreZeno Casella, laureato in storia e coordinatore del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA).
Contattozenocas@bluemail.ch ; 079 839 50 32
MaterialeBeamer
DescrizioneA cinquanta anni dagli avvenimenti dell’anno “cardine” del 1968, ritorniamo sulle tracce della contestazione studentesca in Ticino: una storia poco conosciuta, anche se certamente degna di nota. Attraverso le immagini e i documenti originali dell’epoca ripercorreremo le principali lotte studentesche ticinesi dal 1968 al 1977 (segnate da occupazioni, sgomberi di polizia, negoziazioni e cortei di protesta), discutendone le rivendicazioni, le forme d’organizzazione e i risultati.
TitoloMassificata e mercificata: come è cambiata la scuola
RelatoreRudi Alves, studente di sociologia all’Università di Ginevra e coordinatore del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA)
Contattoalves.afonso98@gmail.com ; 076 401 05 98
MaterialeBeamer
DescrizioneA partire dalla fine della seconda guerra mondiale, l’istruzione nei paesi occidentali è stata oggetto di profondi e radicali mutamenti, che hanno determinato l’attuale impostazione dei sistemi scolastici europei. In particolare, si ripercorreranno i decenni successivi al secondo dopoguerra (durante i quali la scuola pubblica venne sostanzialmente ampliata e innovata, dando luogo alla “massificazione degli studi”) e quelli più recenti, dagli anni ’80 ai giorni nostri (dove il diritto allo studio è sempre più minacciato da austerità e privatizzazioni).
TitoloLa guerra civile spagnola e i combattenti ticinesi nelle brigate internazionali: storia e testimonianze
RelatoreLevi Morosi, studente in storia all’Università di Friborgo
Contattolevi.morosi@unifr.ch ; 079 630 05 52
MaterialeBeamer
DescrizioneQuesta conferenza vuole promuovere la conoscenza di un conflitto di cui si parla poco, malgrado abbia contribuito al rafforzamento dei regimi fascisti, in vista dello scoppio della seconda guerra mondiale. Il secondo motivo d’interesse verso questo tema, forse il più importante, è quello di valorizzare una pagina molto poco conosciuta dell’antifascismo ticinese. Dopo l’inizio della guerra di Spagna, infatti, circa un’ottantina di ticinesi si recarono nella Penisola iberica per combattere contro l’autoritarismo di destra: ciononostante, tornati in patria, vennero in molti casi rinchiusi in galera e marginalizzati. La loro storia non deve essere dimenticata.

Film

TitoloGood Bye Lenin a Berlino Est
RelatoreMassimiliano Ay, sindacalista FSM e Giulio Micheli, autore del libro “Il muro di Berlino: una frontiera archiviata troppo rapidamente?”
Contattomaxarifay@gmail.com ; 079 374 68 80
MaterialeLettore DVD e beamer (EVENTUALE: Rimborso per materiale didattico che sarà lasciato a ciascun partecipante: Fr. 50.–)
DescrizioneIl film Good Bye Lenin (2003) ha avuto un grande successo ed è uno dei simboli della cosiddetta Ostalgie, una sorta di nostalgia collettiva per la ex-Germania dell’Est (DDR). Dopo una breve introduzione storica sulla DDR, il relatore presenterà il sistema scolastico e il rapporto dei giovani con il potere. Successivamente sarà proiettato il film a cui seguirà se desiderato dai partecipanti una discussione critica.
TitoloL’attimo fuggente (1989)
RelatoreZeno Casella, laureato in storia e coordinatore del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA).
Contattozenocas@bluemail.ch ; 079 839 50 32
MaterialeLettore DVD e beamer
Descrizione1959: il professor John Keating inizia ad insegnare letteratura presso il grigio e restrittivo collegio maschile Welton, adottando un metodo d’insegnamento del tutto originale e entusiasmante, del tutto differente da quello dominante. Il film permette di sviluppare alcune interessanti riflessioni sull’atttuale modo di fare scuola e su come, se possibile, migliorarlo: di tutto questo si potrà discutere al termine della proiezione.
TitoloSbatti il mostro in prima pagina (1972)
RelatoreJanosch Schnider, studente di storia già coordinatore del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA).
Contattojanoschnider@gmail.com ; 076 232 75 16
MaterialeLettore DVD e beamer
DescrizioneMilano, anni ’70: un omicidio a sfondo sessuale viene strumentalizzato politicamente dal quotidiano “Il Giornale”, che mira a screditare gli ambienti della sinistra durante il periodo elettorale. Un film di grande attualità, uno spunto per discutere della “neutralità” e dell’indipendenza dell’informazione (specialmente nell’era delle cosiddette “fake news” e della disinformazione di massa).
TitoloL’Uni è mia, “Falò” (2010)
RelatoreZeno Casella, laureato in storia e coordinatore del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA).
Contattozenocas@bluemail.ch ; 079 839 50 32
MaterialeComputer e beamer
DescrizioneNovembre 2009, numerose università svizzere sono occupate, gli studenti si mobilitano: le conseguenze della Riforma di Bologna, un processo di riorganizzazione del sistema universitario europeo, il crescente intervento dell’economia privata nell’istruzione pubblica e le condizioni di studio e di lavoro dei giovani laureati sono al centro delle rivendicazioni. Questo documentario permette di rintracciare le origini degli attuali problemi degli atenei elvetici, stretti tra la morsa di una crescente privatizzazione e di un’austerità che esclude gli studenti meno agiati dai percorsi scolastici più avanzati. Al termine del film seguirà una libera discussione su questi temi.
TitoloLa scuola che venne dal freddo, “Falò” (2009)
RelatoreZeno Casella, laureato in storia e coordinatore del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA).
Contattozenocas@bluemail.ch ; 079 839 50 32
MaterialeComputer e beamer
DescrizioneLa scuola finlandese è una scuola particolare: è interamente gratuita (anche le attività extrascolastiche e il materiale didattico), non si può essere bocciati, non esistono le note di valutazione, quasi nessun compito a casa, ecc. “Impensabile alle nostre latitudini” direbbero in parecchi: eppure anche un équipe del DECS si è aggiunta ai numerosi gruppi di studio che si recano in Finlandia per approfondirne il sistema scolastico e lo stesso progetto “La scuola che verrà” è stato presentato come una variante ticinese dello stesso modello educativo. Questo documentario di Falò ci permette di meglio conoscere questa particolare realtà e di discutere della direzione in cui sta andando la scuola ticinese.
TitoloWe want sex (2010)
RelatoreZeno Casella, laureato in storia e coordinatore del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA).
Contattozenocas@bluemail.ch ; 079 839 50 32
MaterialeComputer e beamer
DescrizioneIspirato a fatti realmente accaduti, il film racconta lo sciopero del 1968 di 187 operaie alle macchine da cucire della Ford di Dagenham (Londra). Costrette a lavorare in condizioni precarie per molte ore e a discapito delle loro vite familiari, le donne, guidate da Rita O’Grady, protestarono contro la discriminazione sessuale e per la parità di retribuzione. Pagate come operaie non qualificate, le lavoratrici attuarono uno sciopero che riuscì ad attirare l’attenzione dei sindacati e della collettività, trovando infine l’appoggio del ministro Barbara Castle, pronta a lottare con loro contro una legge iniqua e obsoleta. A 50 anni di distanza dagli avvenimenti narrati dal film, è ancora estremamente utile conoscere la battaglia di queste operaie inglesi: su temi quali le disuguaglianze di genere, l’utilizzo dello sciopero come mezzo di conquista e difesa dei diritti, il ruolo del sindacato, ecc. possono fornirci alcuni attuali e preziosi spunti di discussione.

Il SISA riunito in assemblea per discutere di griglia oraria e rafforzamento organizzativo

Nella giornata di sabato il Sindacato Indipendente degli Studenti e degli Apprendisti (SISA) si è riunito in assemblea a Locarno per fare un bilancio delle passate battaglie intraprese a livello studentesco e per discutere della strategia da intraprendere nel presente anno scolastico per rafforzare i diritti degli studenti e delle studentesse.

Lo scorso anno è stato caratterizzato da una forte mobilitazione studentesca legata ai temi del clima e delle disparità di genere, nell’organizzazione della quale il nostro sindacato ha svolto un ruolo importante: tale impegno ci ha purtroppo in parte allontanato dai temi strettamente legati alla scuola. Questo semestre il SISA dedicherà quindi la sua attenzione ad un tema direttamente legato al mondo della scuola, la nuova griglia oraria del liceo. Il DECS ha infatti deciso di implementare un nuovo piano settimanale a partire dall’anno scolastico 2020-2021, sul quale il dibattito è stato estremamente ridotto se non addirittura assente: la consultazione avvenuta lo scorso giugno non ha infatti preso minimamente in conto l’opinione del corpo studentesco e del sindacato. Per questo motivo l’assemblea ha deciso di lanciare una petizione e di riportare il dibattito nelle assemblee studentesche dei licei ticinesi, chiedendo al Dipartimento di riaprire la consultazione e di coinvolgere nel dibattito anche le studentesse e gli studenti.

L’importanza di rilanciare un dibattito pubblico e democratico risiede nella portata che la stessa riorganizzazione oraria comporta sull’impianto generale degli studi liceale: tale riforma comporta infatti un aumento delle ore settimanali, l’inserimento della materia di informatica (della quale ancora non si conosce il piano di studio) e una riorganizzazione della distribuzione delle materie sull’intero quadriennio.

Nel secondo semestre si avvierà invece una campagna sugli stages nell’ambito socio-sanitario, spesso vero e proprio strumento di sfruttamento delle studentesse e degli studenti, argomento a cui verranno dedicati i lavori della prossima assemblea.

Per riuscire a condurre con successo tali campagne è necessaria una maggior strutturazione del sindacato e allo stesso tempo una continua formazione dei militanti sui principi base del sindacalismo studentesco così come su tematiche più puntuali. L’assemblea ha dunque discusso e approvato un documento contenente vari spunti di lavoro volti al rafforzamento dell’organizzazione sindacale.

Infine l’assemblea ha eletto la nuova segreteria del sindacato: ai due coordinatori riconfermati Zeno Casella (studente all’università di Friborgo) e Rudi Alves (studente all’università di Ginevra) si aggiungono Lea Schertenleib (studentessa all’università di Friborgo) e Sarah Sbabo (studentessa alla SSPSS Giubiasco).

Inasprimento dell’accesso al servizio civile: il SISA si prepara a sostenere il referendum!

l Sindacato indipendente degli studenti e apprendisti (SISA) ha preso atto, con estrema contrarietà, delle pesanti restrizioni di accesso al servizio civile approvate dal Consiglio degli Stati. Con la probabile ratifica da parte anche del Consiglio Nazionale al progetto governativo, ci troveremmo davanti all’ennesima erosione dei diritti dei coscritti che optano per il servizio civile e ad un effettivo smantellamento di quest’ultimo.

Questo cambiamento di legge, oltre a mettere ulteriormente in discussione il diritto all’obiezione di coscienza, ha il chiaro obiettivo di mettere il bastone fra le ruote al servizio civile, il quale viene sempre più percepito dai giovani come valida alternativa al militare. Il servizio militare, oltre ad aver dato prova di utilizzare fondi pubblici per un beneficio praticamente nullo alla collettività, nel corso dell’ultimo anno ha rivelato di non essere un’istituzione valida per i giovani svizzeri: i casi di Emmen, Coira e Isone hanno dimostrato che i valori impartiti ai coscritti sono ben lontani dalla coesione nazionale e si avvicinano molto di più a quelli del bullismo e dell’omertà!

I vertici militari e i deputati a Berna si rifiutano di riconoscere la futilità e la dannosità del servizio militare e si ostinano a voler rendere sempre meno attrattivo il servizio civile: occorrerebbe forse domandarsi quali siano le ragioni che portano sempre più giovani a lasciare il grigioverde, anziché degradare l’istituzione del servizio civile!

Per difendere il diritto democratico di passaggio libero al servizio civile, conquistato anche grazie all’ostinazione degli obiettori che in passato videro la propria libertà negata, il Sindacato Indipendente degli Studenti e degli apprendisti (SISA) attende l’esito dei lavori parlamentari e si unisce ai preparativi di referendum avanzate da CIVIVA e dal Gruppo per una Svizzera senza Esercito (GSsE).

Sportello per l’assistenza reclute del SISA: strumento di difesa contro gli abusi

Come ogni anno, il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) torna ad offrire il proprio servizio di sostegno ai militi impegnati nella scuola reclute.

Il caso di Emmen, unito alle innumerevoli situazioni di abuso nelle caserme di Coira e Isone, mette in luce l’incapacità (se non del vero e proprio disinteresse) da parte degli alti funzionari dell’esercito nella prevenzione e nella gestione degli abusi. Contrariamente a quanto afferma lo Stato maggiore dell’esercito, gli abusi sono tutt’altro che casi isolati: all’interno delle forze armate vige infatti un clima nel quale gli atti di nonnismo trovano ampio spazio per essere compiuti senza alcuna ripercussione.

L’omertà e il facile insabbiamento dell’abuso di potere perpetrato nei ranghi dell’esercito rende necessario uno sportello indipendente dalle gerarchie militari per poter fornire un’assistenza efficace in difesa dei giovani coscritti. A questo scopo il sindacato studentesco offre la propria esperienza per aiutare i militi a denunciare l’eventuale abuso, a uscire il prima possibile dalla caserma e mostrare loro i passi fondamentali per passare all’unica reale alternativa al regime militare: il servizio civile.

Per denunciare un caso di abuso e/o di necessità d’assistenza per lasciare la caserma sono disponibili i seguenti numeri: 079 773 43 03; 078 634 33 25; 079 839 50 32; 079 374 68 80.

Per maggiori informazioni ci si può rivolgere al seguente sito: http://www.sisa-info.ch/sos-reclute