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Rientro scolastico: evitiamo il disastro per gli studenti!

Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA), in previsione dell’imminente decisione Dipartimentale, ci tiene a rimarcare pubblicamente la propria posizione in merito alla ripresa della scuola ticinese. Ben consci di una situazione epidemiologica incerta e in continuo movimento, affidandoci pertanto alle mani degli esperti in materia sanitaria, è in ogni scenario fondamentale fare tesoro dell’esperienza accumulata nel corso dello scorso semestre per evitare che gli effetti negativi del modello a distanza possano ripresentarsi e aggravare la situazione del corpo studentesco.

In questo senso, ribadiamo come il modello d’insegnamento a distanza sia da evitare su tutta la linea nel caso non sia strettamente necessario in ragione, oltre che della sua antidemocraticità, del peggioramento della qualità dell’insegnamento stesso: è impensabile che nuovi elementi si possano acquisire senza un contatto diretto con un docente. Perciò, qualora le indicazioni sanitarie lo permettano, invitiamo il DECS a seguire l’esempio dell’Università di Neuchâtel, la quale offrirà ai propri studenti delle mascherine riutilizzabili al fine di garantire il maggior numero di lezioni in presenza: qualora si possano seguire le lezioni di persona unicamente indossando le mascherine, invitiamo il Dipartimento a seguire questa strada e distribuire gratuitamente le mascherine al corpo studentesco e docente.

Il sindacato studentesco esprime pertanto la necessità che il Dipartimento si attivi finanziariamente per garantire le lezioni in presenza e per colmare le lacune formative accumulate nello scorso semestre di scuola “da casa”. È dunque di imprescindibile importanza che vengano garantite le risorse per lo svolgimento di corsi di recupero pubblici, gratuiti e di qualità, concepiti sia come dei corsi facoltativi relativi alle materie specifiche che come doposcuola. Sempre dal profilo finanziario, oltre a fornire le mascherine, lo Stato deve farsi carico delle differenze materiali che si presentano nella scuola e dunque deve fornire a tutto il corpo studentesco gli strumenti informatici necessari per lo svolgimento delle attività didattiche, a prescindere dalla modalità d’insegnamento – in presenza e/o a distanza. Inoltre, ci attendiamo una rapida risposta alle rivendicazioni contenute nella nostra petizione consegnata a fine giugno e corredata da circa 500 firme, che richiede l’introduzione di aiuti finanziari straordinari per gli studenti messi in difficoltà dalla pandemia. Dal profilo didattico è necessario che vi siano delle garanzie sul carico di lavoro e che si sospenda nuovamente il limite di bocciature: le misure introdotte lo scorso semestre per evitare un terremoto in termini di bocciature e dispersi del sistema scolastico hanno permesso agli studenti di vivere serenamente un periodo difficile, tuttavia evitiamo che il disastro venga semplicemente posticipato di un anno.

In generale il sindacato studentesco si oppone ad ogni forma di avanzamento della componente a distanza nell’insegnamento, spesso presentata come una moderna “digitalizzazione” e dunque come un elemento di progresso per la scuola ticinese, al punto che in alcuni settori scolastici la pandemia ha costituito il pretesto per procedere a tappe forzate in questo senso: secondo i piani attualmente previsti, nelle scuole professionali sono infatti previste delle ore di insegnamento a distanza anche se la situazione sanitaria non lo dovesse richiedere! In realtà, ora come ora, tale processo rappresenta solo una minaccia per la qualità dell’insegnamento e la socializzazione delle studentesse e degli studenti: la scuola è fatta di persone, non di numeri da selezionare e formattare a distanza. Vogliamo sperare che il DECS non voglia usare la pandemia per imporre una scuola simile senza alcun dibattito in merito!

Consegnata la petizione sulla nuova griglia oraria liceale: il Governo ascolti le rivendicazioni degli studenti!

Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) ha consegnato in data odierna la petizione “Nuova griglia oraria del Liceo: si sospenda il progetto!” corroborata da quasi 730 firme.

Nonostante la nuova griglia oraria liceale fosse stata contestata sia dal corpo docenti che dal corpo studentesco, nel pieno dell’emergenza sanitaria il Consiglio di Stato ha approvato il progetto portato avanti dal DECS. La modifica della griglia oraria conteneva infatti diverse problematicità, come l’aumento del carico orario settimanale e l’anticipazione della scelta dell’indirizzo liceale all’inizio del ciclo medio superiore. La mossa del Governo nel bel mezzo della crisi pandemica, nonostante fossero pendenti sia la petizione del SISA che quella lanciata dall’Associazione dei docenti delle scuole medie superiori ticinesi (ADSMS), deluse e sconcertò il sindacato studentesco che prese atto dell’antidemocraticità dei processi di modifica degli studi liceali.

Il fatto che non si possa discutere liberamente e serenamente su una modifica così importante degli studi medio superiori preoccupa, al contempo il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) ritiene importante che il DECS implementi a partire da settembre, tenendo conto dei disagi creatisi durante la chiusura forzata delle scuole, delle misure specifiche per arginare le potenziali derive della nuova griglia oraria, come rivendicato pubblicamente a marzo (leggi qui il comunicato). 

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Consegnate 500 firme per aiuti straordinari agli studenti in difficoltà!

Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) ha consegnato in data odierna la petizione intitolata “Il Governo intervenga per sostenere finanziariamente gli studenti in difficoltà” corroborata da circa 500 firme.

La pandemia ha colpito duramente anche gli studenti: come riporta la RTS, il 60% dei “lavoretti” studenteschi sono stati soppressi durante la crisi e nelle università romande sono raddoppiate le richieste di aiuti finanziari da parte di studenti in difficoltà. La situazione delle studentesse e degli studenti non può che aggravarsi con il tempo, infatti l’interruzione della carriera universitaria e professionale a causa di una condizione finanziaria più fragile, diventa facilmente un fattore di precarizzazione dei giovani ticinesi: la sospensione del percorso accademico può tradursi in un indebolimento dello statuto dei giovani nel mercato del lavoro e portare ad un aumento della disoccupazione e assistenza giovanile (peraltro in aumento tra gli under 25). Il Cantone deve fare la sua parte: vanno creati degli aiuti straordinari a cui accedere in tempi rapidi e va condonato il debito studentesco che grava sui neo-laureati. Occorre anche un sostegno alle famiglie con figli agli studi, colpite dalla riduzione del reddito a causa del lavoro ridotto (che dà accesso unicamente al 80% del salario) e in certi casi anche da licenziamento: vanno rimborsate rette scolastiche e universitarie, abbonamenti dei trasporti pubblici e gite scolastiche.

La petizione ha già sortito qualche effetto: le gite di maturità sono state rimborsate, ma mancano ancora aiuti finanziari per gli studenti universitari. Ci aspettiamo dunque che il Consiglio di Stato agisca al più presto in tal senso! 

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Due Giornate Autogestite garantite: richiesta del SISA accolta dal parlamento!

In questi giorni il Gran Consiglio ha discusso tra gli altri temi anche di scuola, approvando alcune importanti proposte avanzate dal deputato Massimiliano Ay (PC).

È con grande soddisfazione che il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) prende atto della decisione del Parlamento di garantire, inserendo questo principio nei regolamenti scolastici, due Giornate Autogestite in tutte le scuole del grado medio superiore e nelle scuole professionali a tempo pieno. Questa decisione rappresenta un’importante vittoria per il SISA, che per anni si è battuto per questo diritto, rivendicandolo anche con una risoluzione assembleare approvata due anni fa. Le Giornate Autogestite rappresentano una conquista molto significativa per gli studenti per il loro importante valore formativo e la responsabilizzazione dei giovani, ma soprattutto perché permettono a questi ultimi di partecipare attivamente alla vita dell’istituto scolastico. Le direzioni scolastiche non potranno dunque più ostacolare gli studenti, trincerandosi dietro alle varie scuse cui siamo abituati, e dovranno invece sostenerli nell’organizzazione delle due giornate autogestite ormai garantite dai regolamenti (che auspichiamo il governo provvederà a modificare al più presto).

Un’altra buona notizia nell’ottica dell’accesso alla formazione è la decisione di abolire il numero chiuso per l’accesso al corso passerella. Grazie all’esame passerella, gli studenti che detengono la maturità professionale o specializzata possono ottenere la maturità liceale che permette loro di accedere ad una formazione universitaria. Data l’importante possibilità che offre questo corso è pertanto giusto che chiunque abbia la motivazione per intraprenderlo ne abbia anche la possibilità, senza sottostare alle selettive procedure di ammissione che lo caratterizzano oggi.

Soddisfatto di questi importanti risultati, che dimostrano ancora una volta l’importanza della lotta collettiva e dell’organizzazione sindacale, il SISA non si ferma e continuerà a lavorare per fare in modo che venga garantito il diritto allo studio, così come la qualità dell’insegnamento nelle scuole ticinesi.

L’Altrascuola: Un numero “speciale coronavirus”!

La redazione dell’Altrascuola, rivista edita dal Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA), ha il piacere di presentarvi questo numero speciale interamente dedicato al COVID-19, ideato proprio per tenervi al corrente dell’attività sindacale durante la crisi sanitaria e per avanzare alcune prime riflessioni emerse in queste settimane di scuola a distanza. Il coronavirus ha cambiato drasticamente la nostra vita quotidiana, provocando lutti, drammi e grandi difficoltà a numerose persone. Ora sta a noi lottare per difenderne i diritti!

Sommario

  • La pandemia non paralizza il SISA: nonostante le conquiste, non bisogna fermarsi! di Rudi Alves (leggi qui)
  • Scuola a distanza: non sono mancati ritardi, disorganizzazione e problemi tecnici! di Lea Schertenleib (leggi qui)
  • Origine sociale e qualità dell’apprendimento: davvero tutti hanno le stesse possibilità? di Sarah Sbabo (leggi qui)
  • Meglio un docente o un computer? Appunti sui pericoli della scuola digitale. di Zeno Casella (leggi qui)
  • Il progetto Canaima: da 10 anni, il governo venezuelano regala computer agli allievi. di Samuel Iembo (leggi qui)
  • «We want sex»: la necessità della lotta sindacale nella lotta per la parità. di Ally Kohler (leggi qui)
  • Un carnevale borghese: recensione festivaliera di «Charles mort ou vif» (1969). di Mattia Passardi (leggi qui)

LAltrascuola_Speciale_COVID

La scuola reclute ti opprime? Il SISA ti dà una mano!

Come dimostrano le esperienze accumulate dal sindacato negli scorsi anni di attività, il servizio militare costituisce un momento di disagio per molti giovani, costretti alla cieca obbedienza e a rinnegare la propria coscienza. In un ambiente autoritario e nazionalista come quello dell’esercito, chi è incaricato della “educazione” dei giovani gode di un potere pressoché illimitato e arbitrario, mentre i diritti delle reclute vengono calpestati di continuo creando un vero e proprio terrore psicologico e fisico (costituito di punizioni collettive, machismo e insulti). Spesso coloro che desiderano lasciare la scuola reclute vengono intimoriti e impossibilitati ad allontanarsi dalla caserma, quando hanno invece tutto il diritto di abbandonare l’esercito quando sorge un conflitto di coscienza!

Non è infatti noto a tutti che per legge il servizio militare può essere abbandonato in qualunque momento in favore del servizio civile sostitutivo e che le autorità militari non possono ostacolare in alcun modo questa richiesta. Per questo motivo il SISA, da sempre solidale con chi decide di non rendersi complice del militarismo nazionalista elvetico, torna ad attivare il proprio servizio di assistenza gratuita alle reclute, con il quale viene fornita un aiuto di carattere informativo e legale, cui rivolgersi per conoscere i propri diritti e per ricevere una consulenza in caso si volessero abbandonare le fila dell’esercito.

I numeri da contattare per ottenere assistenza sono i seguenti: 079 374 68 80 e 079 839 50 32. Per maggiori informazioni vi invitiamo a consultare il sito: https://www.sisa-info.ch/sos-reclute/.