Archivi tag: in evidenza

Sciopero delle donne: in lotta per la parità! – Gallery

Il 14 giugno il SISA ha partecipato allo sciopero delle donne svoltosi in tutto il paese per rivendicare una piena parità fra i sessi. Nelle scuole si sono svolte numerose attività di discussione e azioni di protesta sul tema delle disparità fra uomini e donne. Al pomeriggio, le studentesse e gli studenti scioperanti si sono diretti a Bellinzona dove abbiamo partecipato alla manifestazione cantonale che ha concluso la giornata. Qui di seguito le foto della giornata.

Le attività svoltesi nelle varie scuole del Cantone

Dalle scuole in direzione di Bellinzona!

La manifestazione femminista a Bellinzona

Lea Schertenleib prende la parola per il SISA

“Un passo avanti verso la parità”: giornata d’azione contro le disparità fra i sessi

A un mese esatto dallo sciopero delle donne del 14 giugno, il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) ha organizzato in varie scuole superiori del cantone delle azioni di protesta contro le disparità fra i sessi. Oltre a quello professionale, in cui le donne continuano a percepire dei salari nettamente inferiori rispetto ai propri colleghi uomini, anche nell’ambito formativo sono presenti varie forme di discriminazione: i risultati scolastici, i percorsi di studio, il trattamento riservato da docenti e compagni non è affatto uguale tra maschi e femmine.

Per protestare contro queste disparità, ai Licei di Lugano 1 e Lugano 2 è stato organizzato un flashmob nel quale studentesse e studenti hanno simulato una gara di corsa, in cui la posizione di partenza corrispondeva però alla posizione sociale occupata da ciascun sesso. Al Liceo di Bellinzona è stato invece letto il monologo di Paola Cortellesi intitolato “La violenza delle parole”, con il quale si è voluta ricordare l’importanza del linguaggio e dell’educazione nella lotta alle disparità fra i sessi e alla cultura maschilista che ancora ingabbiano le donne.

Nel corso del prossimo mese, il sindacato studentesco organizzerà varie attività di avvicinamento allo sciopero, con le quali sensibilizzare e mobilitare le studentesse e gli studenti ticinesi per rivendicare una scuola emancipatrice e promotrice della parità. Ieri come oggi, solo la lotta collettiva e organizzata possono permetterci di avanzare nella conquista dei diritti sociali senza quali nessuna uguaglianza è possibile!

1° maggio 2019: parità salariale, lotta sindacale! – Gallery

Anche quest’anno il SISA ha partecipato al corteo sindacale del 1° maggio, svoltosi a Locarno. Lo spezzone studentesco ha riportato l’attenzione sulle disparità salariali e formative tra uomo e donna, intonando slogan come “parità salariale, lotta sindacale” o “basta sessismo nella scuola”. La compagna Lea Schertenleib ha poi preso la parola in piazza per presentare l’impegno del sindacato studentesco nell’organizzazione dello sciopero delle donne del prossimo 14 giugno: guarda qui il suo discorso!


Il SISA riunito in assemblea per lo sciopero delle donne

Sabato 27 aprile il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) si è riunito in assemblea per preparare il percorso d’avvicinamento allo sciopero delle donne del prossimo 14 giugno. In presenza di rappresentanti di numerose scuole superiori del cantone, si è discusso dell’organizzazione della mobilitazione e del problema delle disparità di genere all’interno della scuola ticinese.

Se il numero di donne che seguono dei percorsi di studio di alto livello è in forte crescita da vari decenni, queste rimangono però confinate ad alcuni ambiti reputati tipicamente “femminili”. Nella formazione professionale, più dell’80% delle apprendiste lavora nel commercio o nei servizi sanitari e sociali, mentre a livello universitario le studentesse sono presenti in gran numero nelle scienze umane e sociali, mentre sono sottorappresentate nelle scienze esatte, tecniche e economiche. D’altra parte, il Ticino si situa in testa alla classifica intercantonale per disparità di reddito tra diplomate e diplomati: ad esempio, tra coloro che hanno terminato l’università, gli uomini ticinesi presentano un reddito mediano lordo che supera del 40% quello delle donne (in Svizzera, la stessa percentuale ammonta al 32%)! Anche nei risultati scolastici le femmine appaiono sfavorite: secondo i risultati degli ultimi test PISA, esse mostrano dei punteggi nettamente inferiori a quelli dei maschi in matematica e nelle scienze naturali.

Per rispondere a queste disparità formative e retributive, l’assemblea ha ribadito il proprio sostegno alle 5 rivendicazioni elaborate dal comitato centrale del SISA lo scorso 3 marzo:

  1. A parità di diploma, parità di salario: vogliamo più controlli e più sanzioni contro le disparità salariali!
  2. Introduzione dell’educazione interdisciplinare di genere nelle scuole ticinesi, sul modello dell’“école de l’égalité” adottata nella Svizzera romanda.
  3. Inclusione di più personaggi femminili nei programmi e nei manuali scolastici.
  4. Approfondimento del corso di educazione sessuale da un punto di vista affettivo e del piacere.
  5. Introduzione di un mediatore indipendente e designato dal corpo studentesco per segnalare e prevenire abusi, commenti e comportamenti sessisti nelle scuole.

La lotta studentesca per una scuola paritaria e emancipatrice va di pari passo con quella delle lavoratrici per il raggiungimento della parità salariale e dei pieni diritti sociali che assicurino una reale emancipazione sociale del genere femminile. Per questa ragione, il SISA parteciperà, come da tradizione, al corteo sindacale del 1° maggio e allo sciopero delle donne del 14 giugno, due occasioni in cui tornare a ribadire l’unità d’intenti tra movimento studentesco e movimento operaio.

La lotta paga. Ora continuiamo a lottare: salviamo il clima, pretendiamo la parità!

La lotta paga. Punto e a capo. La vittoria ottenuta dal SISA lo scorso novembre, quando il governo cantonale ha approvato l’innalzamento da 16’000 a 18’000 CHF del tetto massimo per le borse di studio, è la vittoria di tutte le studentesse e tutti gli studenti che hanno lottato negli ultimi mesi contro i tagli alla scuola, per un vero diritto allo studio. Dopo le prime misure di aprile (quando la restituzione allo Stato delle borse per il master era stata ridotta da un terzo a un decimo della somma ricevuta), questo nuovo intervento dimostra come firmare una petizione, partecipare a una manifestazione o entrare nel sindacato studentesco non siano delle azioni un po’ “ribelli”, ma siano invece l’unico modo per ottenere dei risultati concreti e tangibili in favore dei nostri diritti.

Se “l’autunno caldo” evocato nell’ultimo editoriale c’è stato solo in parte, l’inverno invece è stato decisamente più torrido: sia da un punto di vista termometrico, sia da quello della mobilitazione studentesca. Le due cose vanno di pari passo: le oltre 1500 persone presenti a Bellinzona il 2 febbraio sono infatti scese in piazza per rivendicare degli interventi più decisi contro il riscaldamento climatico, promuovendo delle rivendicazioni concrete e immediatamente attuabili (trasporti pubblici gratuiti, tassazione delle imprese commisurata all’inquinamento, trasferimento del traffico merci su rotaia, ecc.).

Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi ci aspettano ancora importanti mobilitazioni: con lo sciopero del clima del 15 marzo proseguirà la lotta in favore di politiche ambientali più coraggiose, mentre lo sciopero delle donne del 14 giugno sarà il momento per tornare a rivendicare una vera parità di genere. In questo numero approfondiremo le ragioni di queste lotte, con l’appello a continuare la mobilitazione: come abbiamo detto, la lotta paga e solo costruendo un movimento di contestazione ampio e diffuso potremo riuscire a ottenere dei risultati!

Redazione


Questo articolo è apparso nel 6° numero de L’Altrascuola, pubblicato nel mese di marzo del 2019 (leggi qui l’intero giornale).


 

Sportello per l’assistenza reclute del SISA: strumento di difesa contro gli abusi

Come ogni anno, il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) torna ad offrire il proprio servizio di sostegno ai militi impegnati nella scuola reclute.

Il caso di Emmen, unito alle innumerevoli situazioni di abuso nelle caserme di Coira e Isone, mette in luce l’incapacità (se non del vero e proprio disinteresse) da parte degli alti funzionari dell’esercito nella prevenzione e nella gestione degli abusi. Contrariamente a quanto afferma lo Stato maggiore dell’esercito, gli abusi sono tutt’altro che casi isolati: all’interno delle forze armate vige infatti un clima nel quale gli atti di nonnismo trovano ampio spazio per essere compiuti senza alcuna ripercussione.

L’omertà e il facile insabbiamento dell’abuso di potere perpetrato nei ranghi dell’esercito rende necessario uno sportello indipendente dalle gerarchie militari per poter fornire un’assistenza efficace in difesa dei giovani coscritti. A questo scopo il sindacato studentesco offre la propria esperienza per aiutare i militi a denunciare l’eventuale abuso, a uscire il prima possibile dalla caserma e mostrare loro i passi fondamentali per passare all’unica reale alternativa al regime militare: il servizio civile.

Per denunciare un caso di abuso e/o di necessità d’assistenza per lasciare la caserma sono disponibili i seguenti numeri: 079 773 43 03; 078 634 33 25; 079 839 50 32; 079 374 68 80.

Per maggiori informazioni ci si può rivolgere al seguente sito: http://www.sisa-info.ch/sos-reclute