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| 9/9/2009 18:51:45 |
HUGO CHAVEZ SALUTA IL SISA
Il nostro socio onorario nonché segretario del SISA-Italia (sisascuola.it), Davide Rossi, è stato ricevuto dal presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela Hugo Chavez in visita a Venezia. Chavez è un simbolo di un intero continente che si sta emancipando verso una società più equa. Il SISA da sempre è vicino ai popoli che lottano contro l'imperialismo e per migliori condizioni di lavoro, di studio e di vita. E' quindi un grande onore aver ricevuto il saluto del presidente venezuelano, grazie al quale riusciremo a tessere maggiori relazioni con i sindacati operai e i sindacati studenteschi del paese latinoamericano.
--> Foto di Davide con Chavez: guarda. --> Organizzazioni giovanili solidali: JPSUV; JCV; FBE --> La formazione dei giovani militanti: qui. --> Giù le mani dal Venezuela: http://www.giulemanidalvenezuela.net/
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| 13/8/2009 13:56:50 |
La solidarietà non si ferma alle frontiere! IL SISA VICINO AGLI OPERAI DELLA INNSE DI MILANO
Come sempre quando può, anche in questa occasione il SISA non ha mancato di esprimere la propria solidarietà sindacale e internazionalista ai lavoratori in lotta del sito industriale INNSE di Milano, che sta per essere svenduto a scapito dei posti di lavoro e per puri giochi di speculazione e di profitto. Anche dal Ticino ci si è mossi: in primis il comitato di sciopero delle Officine FFS di Bellinzona, ma anche il Partito Comunista, il Forum e il SISA hanno portato lunedì 10 agosto 2009 il proprio sostegno direttamente sul posto con una delegazione composta da Vinko Bilusic, Davide Rossi e Max Ay.
--> Il dossier di "Studenti per la INNSE": leggi. --> Dichiarazioni anche dal Partito Comunista qui, dal Sindacato UNIA qui. --> Non dimentichiamo le Officine FFS: vai. --> Fotografie dalla INNSE: guarda.
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Internazionale : Comunicato sul rifiuto del visto ad Adriana Hernandez |
| 5/8/2009 00:45:28 |
Gli USA vietano a una cubana di visitare suo marito in carcere a Miami Il caso dei 5 cubani prigionieri negli USA diventa sempre più vergognoso!
È con viva delusione che il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) apprende l'ennesimo rifiuto alla concessione del visto ad Adriana Hernandez, la moglie del patriota cubano Gerardo Hernandez, ingiustamente detenuto nelle carceri statunitensi da 11 anni.
Nonostante l'amministrazione Obama continui a impostare la sua linea su una ferrea volontà di cambiamento, la sua politica nei confronti di Cuba non è mutata rispetto all'era Bush. Tant'è che nemmeno viene concesso a una moglie di visitare il proprio marito in carcere in quanto ciò sarebbe una "minaccia alla stabilità e alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti d'America".
Inoltre questa notizia è arrivata proprio il giorno del 21esimo anniversario di matrimonio fra Adriana e Gerardo: nulla dunque è lasciato al caso, rendendo ancora più increscioso questo fatto.
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| 3/6/2009 01:57:03 |
"Una scuola che selezione distrugge la cultura" (don Milani) DELEGAZIONE DEL SISA ALLA SCUOLA DI BARBIANA
Il 30-31.05.'09 il coordinatore del SISA Mattia Tagliaferri e il responsabile esteri Max Ay si sono recati a visitare la ex-Scuola di Barbiana a Vicchio (Toscana), dove fino al 1968 un prete alternativo diede vita a una delle più significative esperienze pedagogiche del '900. Non c'erano note e esami, ma cooperazione e mutuo insegnamento. La nostra delegazione ha preso parte a un convegno sulla pedagogia milaniana e ha incontrato Edoardo Martinelli, ex-studente della scuola. Incontrati pure una delegazione di insegnanti belgi interessate al discorso milaniano e Noemi Lanzani, coordinatrice studentesca del SISA in Italia.
--> VIDEO: Il metodo di Barbiana; --> Il SISA era già a Barbiana nel 2004; nel 2006; nel 2007
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Internazionale : Il SISA contro la banalizzazione del fascismo cileno! |
| 19/5/2009 01:17:00 |
Gli studenti democratici non dimenticano
Josè Piñera non è persona gradita
Il SISA condanna la scelta dell'Associazione Liberisti Ticinesi di invitare a Lugano il prossimo 29 maggio 2009 José Piñera per esporre il suo punto di vista che consiste nella capitalizzazione del sistema pensionistico, ossia nel ridurre i diritti dei lavoratori alla pensione. José Piñera è stato infatti ministro nella giunta militare di Pinochet che prese il potere con un golpe che uccise tantissimi militanti studenteschi e sindacalisti e distrusse il progetto di una società più equa realizzata da Salvador Allende. Un complice del regime fascista cileno è un criminale e come tale va trattato: è vergnoso che i liberisti ticinesi sdoganino un tale individuo!
--> Firma l'appello contro Piñera: leggi --> La posizione del SISA: leggi --> I comunisti denunciano Piñera: leggi --> Chi è José Piñera? leggi --> 11 settembre 1973, noi non dimentichiamo: video --> 2006, studenti ticinesi ricordano Allende: vai
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| 19/5/2009 01:15:00 |
GLI UOMINI DI PINOCHET NON SONO BEN ACCETTI
Un leader democristiano cileno sosteneva che "fra giustizia e ingiustizia non esiste il centro", schierandosi così dalla parte degli ultimi, di coloro, i giovani e il movimento operaio, che nel progetto sociale di Allende si riconoscevano.
Allo stesso modo si schiera il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA), in solidarietà ai sindacalisti e agli studenti cileni che hanno sofferto e sono caduti per la repressione della dittatura militare capeggiata da Pinochet a partire dall'11 settembre 1973. Una dittatura fascista che ha distrutto la scuola pubblica e lo stato sociale, basandosi sulla più feroce concezione di liberismo economico.
Consideriamo intollerabile che un ministro di quel regime che ha causato la morte di tanti nostri compagni possa essere invitato in Ticino, a tenere una conferenza sul sistema pensionistico che lui ha contribuito a distruggere in Cile, da alcuni piccoli liberisti nostrani che vogliono fare altrettanto lavorando contro gli anziani e contro il futuro dei giovani lavoratori.
Non si tratta di opinioni diverse e contrastanti, qui si tratta di dar voce a un criminale fascista, facendolo passare per un personaggio che ha favorito la transizione alla democrazia; assolutamente falso e la storia di José Pinera, e le sue dichiarazioni a favore del golpe e della violenza sistematica contro gli oppositori, lo dimostrano. Il SISA è indignato e chiama gli studenti a protestare contro il fascismo e il militarismo cileno rievocato e banalizzato dall'Associazione Liberisti Ticinesi.
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| 3/2/2009 00:36:13 |
Care compagne e cari compagni del SISA Svizzera
Non dimentichiamoci che da sempre i sindacalisti e i rivoluzionari si sono battuti per abbattere le frontiere. Una volta ho visto a Bellinzona la bandiera storica della sezione cittadina dei socialisti che recitava "nostra patria è il mondo intero". Sarebbe grave non seguire più questa massima. E se cantiamo bandiera rossa, diciamo, “non + nemici, non + frontiere!” E' vero che la libera circolazione si è sviluppata soprattutto per i capitali ma questo è normale finché viviamo in un contesto capitalistico e anche perché l'UE è sorta prima come entità economica che non politica. Non sono sicuro di condividere il pensiero di Kerim sul fatto che l'UE sia il principale nemico: dobbiamo osservare la storia e vediamo come l'UE non abbia interesse a diventare alternativa agli USA anche perché i paesi dell'Est sono entrati troppo tardi nell'UE e cioè quando avevano aderito in precedenza alla NATO e svenduto tutta la loro economia nazionale agli USA. Tuttavia esiste ancora una possibilità di rendere l'UE alternativa agli USA come ha detto l'economista marxista Domenico Moro alla conferenza organizzata a Bellinzona il 24 gennaio dal Partito comunista: se si riesce a imporre l'euro come moneta di scambio il crollo degli USA si avvicina. Ricordiamo che l'Iraq è stata invasa perché Saddam aveva abbandonato il dollaro a favore dell'euro e oggi la stessa cosa viene minacciata dall'Iran e da Chavez. Insomma nel conflitto interimperialistico possiamo ancora sfruttare queste contraddizioni del sistema globale. Attenzione quindi a non demonizzare l'UE oltre al necessario e a non vederla come nemico numero uno per un marxista. Altro aspetto da tenere presente: non c'è nessuno svizzero che vuole sturare i cessi! I migranti saranno richiesti dai padroni comunque e loro entreranno con o senza l'apertura delle frontiere per coprire quella fetta di posti di lavoro lasciati scoperti. Questo porta più clandestini e se entrano illegalmente non hanno diritti e vanno a solo infoltire la comunità dei sans papier e a fare poi una concorrenza ancora più brutale e in nero ai lavoratori indigeni se vogliamo proprio metterla su questo piano. Non penso che come sindacalisti possiamo accettare una tale situazione di discriminazione sociale e di marginalità. Guardiamo la vicenda in Inghilterra di questi giorni dove operai britannici si scagliano contro operai italiani Potete chiudere le frontiere ma non dimenticate che esiste il cosiddetto "subappalto aziendale" e quindi ai padroni e facili portare comunque i lavoratori che convengono a lui e alle sue condizioni peggiori di quelle che possiamo invece regolamentare con gli accordi bilaterali. Da un punto di vista politico poi se ci sono più persone che si battono per ottenere dei diritti sociali sia i diritti sia lo stesso movimento progressista ne gioverebbero. Ho letto che qualcuno paragona il voto di febbraio alla votazione sulla costituzione europea in Francia e in Olanda. Ma attenzione: lì il discorso era no a una costituzione neoliberista ma assolutamente sì all'UE e questo messaggio era chiaramente guidato dalla sinistra con una forte egemonia culturale. Invece in Svizzera al di là del MPS e di qualche comunista il NO ai bialterali è in mano ai fascisti e alla destra. Anche con tutti i vostri distinguo sarebbero loro a beneficiarne perché non siete, almeno mi pare, nelle condizioni in questo momento di esercitare un'egemonia tale per far percepire la diversità del "No di sinistra". Si rischia di spingere e giustificare quindi i lavoratori che si rifugiano nel nazionalismo e non nella solidarietà che mi pare principio fondante del SISA. Inoltre per chi si definisce comunista qui dentro sappiate che tutte le forze del GUE (cioè l'alleanza dei comunisti e della sinistra ecologista al parlamento europeo) ha sempre chiesto a gran voce che a fianco della libera circolazione dei capitali ci fosse anche una totale libera circolazione delle persone! Premessa necessaria per costruire l’Europa dei popoli, del tutto alternativa a quella dei capitali. In Svizzera poi si recepisce tutto quanto viene deciso a Bruxelles. La bilateralità permette invece di poter dire almeno qualcosa: che senso ha che la Svizzera sia ricettore passivo della normativa europea? Non è realistico credere che la Svizzera possa distanziarsi dall'UE economicamente quindi con o senza bilaterali ne recepirebbe tutto al 100% con difetto che coi bilaterali almeno si può entrare in trattativa e si hanno dei minimi vantaggi (anche la mobilità degli studenti fra l'altro). Insomma: la Svizzera non aderirà mai all'UE probabilmente, ma perché non tutelare la voce della Svizzera continuando questa via di reciprocità e intanto costruire rapporti di forza all'interno del paese con i nuovi compagni lavoratori stranieri che hanno costruito (loro!!!) i sindacati svizzeri? insisto, l’essere un recettore passivo, come Andorra, San marino, Principato di Monaco, Litchenstein e con alcuni distinguo Vaticano è una condizione di sfavore per un paese non minuscolo come quelli citati, ma di 7 milioni di abitanti. La Svizzera ha tutti i diritti per essere ascoltata maggiormente. Insomma non estendere la libera circolazione serve a poco, significa solo creare disagi economici e razziali oltre che diventare davvero subalterni alle norme UE senza alcun diritto di parola che almeno adesso c'è e se si lavora bene sul territorio si può anche estendere (se il governo svizzero fosse più coraggioso politicamente).
Un abbraccio internazionalista
Davide Rossi Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente - Italia
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Internazionale : Collaborazioni militari fra Svizzera e Israele: no grazie! |
| 28/1/2009 21:56:19 |
Il SISA promuove l'obiezione di coscienza contro l'imperialismo IL SINDACATO STA DALLA PARTE DELLA PACE MANIFESTAZIONE Bellinzona - Stazione FFS - 1° febbraio - ore 15.30
Il SISA ha deciso di essere nuovamente in piazza per la pace in Palestina ma soprattutto per dire basta alle collaborazioni militari fra l'esercito svizzero e l'esercito invasore sionista. Sarà lanciata una petizione destinata al governo di Berna e una campagna di boicottaggio dei prodotti israeliani.
--> Il SISA: "Non prestiamo servizio in un esercito collaborazionista" (leggi) --> M. Tagliaferri sui rapporti svizzero-sionisti: (video) --> Volantino della manifestazione: (scarica) --> M. Gianini: "dare continuità alla lotta" (leggi) --> Firma la petizione: download
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Internazionale : Obiezione di coscienza: l'esercito svizzero collabora con qu |
| 28/1/2009 21:30:20 |
FERMIAMO I RAPPORTI MILITARI TRA SVIZZERA E ISRAELE
Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) aderisce con convinzione alla manifestazione di domenica 1 febbraio indetta per promuovere la rottura dei rapporti militari tra la Svizzera e Israele.
Il SISA ritiene inconcepibile che un paese coma la Svizzera, depositario delle convenzioni di Ginevra e da sempre contrassegnato da un forte spirito umanitario (o almeno così va millantando), abbia delle collaborazioni con l'esercito di un paese responsabile di un terribile genocidio come quello che il governo sionista di Tel Aviv sta compiendo da più di sessant'anni ai danni del popolo palestinese.
Proprio per questo il Sindacato continuerà a propagandare l'obiezione di coscienza tra gli studenti e i giovani lavoratori, cercando di far capire che prestare servizio in un esercito collaborazionista del sionismo (e dell'imperialismo) è inopportuno.
Il SISA si impegnerà inoltre a promuovere nelle scuole ticinesi i due importanti progetti ai quali il gruppo organizzatore della manifestazione sta lavorando; ovvero, la petizione federale per la rottura dei rapporti militari tra Berna e Tel Aviv e il boicottaggio di prodotti provenienti da Israele.
Comitato Centrale del SISA, Mattia Tagliaferri, coordinatore
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Internazionale : Discorso del SISA alla manifestazione per la Palestina |
| 12/1/2009 17:23:10 |
Discorso del coordinatore del SISA Mattia Tagliaferri alla manifestazione per la Palestina del 11 gennaio 2009
Da più di sessant’anni la politica razzista e colonialista dei governi che si sono susseguiti alla guida d’Israele sta proseguendo con un vero e proprio genocidio ai danni del popolo palestinese, costretto a vivere senza acqua, senza cibo, senza elettricità, senza aiuti sanitari e con delle condizioni igieniche aberranti; contro questo interminabile susseguirsi di brutalità il mondo politico occidentale, capitanato dai principali paesi europei e dagli USA, rimane a guardare, acconsentendo ad uno dei peggiori crimini della storia degli ultimi due secoli.
La Svizzera è un paese neutrale che si è sempre considerato paladino della democrazia e con una forte tradizione umanitaria che cade però troppo spesso nel gioco dei due pesi e delle due misure; infatti tra Berna e Tel Aviv non ci sono soltanto relazioni diplomatiche, ma forti legami economici e, quel che è ancora peggio, anche delle relazioni militari fra l’esercito svizzero, sempre più impiegato contro il proprio stesso popolo, e il militarismo invasore sionista.
Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) non vuole ridursi unicamente ad un discorso prettamente scolastico, ma intende rendere attenti i giovani del nostro cantone ai problemi sociali che toccano realtà diverse dalle nostre, in un ottica d’una solidarietà internazionalista e anti imperialista.
Proprio per questo abbiamo aderito con convinzione alla manifestazione di oggi e attraverso una lettera inviata alla ministra degli affari esteri Micheline Calmy-Rey, alla quale abbiamo chiesto di prendere dei provvedimenti nei confronti della politica razzista israeliana perché il comunicato di semplice preoccupazione diramato negli scorsi giorni da Berna ci sembra assolutamente insufficiente per una situazione di questa gravità.
Solamente dall’America latina è arrivato un forte segnale, simbolo d’un grande coraggio politico, nella decisione del Venezuela di Chavez d’espellere l’ambasciatore israeliano. Il Consiglio Federale dovrebbe prendere esempio da questa lungimiranza politica e cambiare radicalmente il suo atteggiamento. È per questo che chiediamo che la Svizzera si impegni per far applicare il diritto internazionale e le Convenzioni di Ginevra sull’utilizzo di determinati armamenti delle quali il nostro Paese è depositario, e che cessi la collaborazione militare con Israele.
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| 7/1/2009 03:01:32 |
Il SISA manifesta per la Palestina l'11 gennaio 2008 a Bellinzona
Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) aderisce con convinzione alla manifestazione organizzata per domenica 11 gennaio 2008 da Matteo Gianini e lo ringrazia per l'iniziativa presa di fronte al silenzio sia delle autorità sia delle maggiori realtà politiche e sindacali del Paese. Il SISA è stato l'unico sindacato ad aver fin da subito solidarizzato pubblicamente con il popolo palestinese chiedendo la fine delle relazioni diplomatiche e militari fra Svizzera e Israele, la nostra presenza in piazza con Matteo Gianini è quindi doverosa.
Scendiamo in piazza per dire basta ai massacri, per dimostrare che in Ticino non ci sono solo personaggi che definiscono il boia sionista Sharon come un politico che cercava la "pace" (vedi comunicato dell'Associazione Svizzera-Israele), ma anche coloro che sono al fianco del popolo palestinese che lotta per la sua emancipazione. Il SISA è un sindacato che nel proprio statuto riconoscere l'anti-imperialismo come uno dei propri principi, diciamo per questo basta alla politica razzista e colonialista di Israele e diciamo basta anche all'ipocrisia del governo svizzero che parla di diritti umani e poi intrattiene relazioni militari e commerciali con Tel Aviv!
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| 3/1/2009 23:55:55 |
BASTA CON LA GUERRA, FERMIAMO IL GENOCIDIO ! Manifestazione: Bellinzona, 11 gennaio '08, ore 15.30, Ritrovo alla Stazione FFS
Questi sono giorni di festa, per il nuovo anno, per il 50° della Liberazione dei nostri compagni cubani, per la vittoria degli studenti ticinesi, ecc. ma sono anche giorni di guerra in Medioriente, dove lo Stato d'Israele ha di nuovo brutalmente iniziato un nuovo massacro contro i Palestinesi a cui va tutta la nostra solidarietà internazionalista e per i quali saremo in piazza!
--> Discorso del SISA in manifestazione: leggi; guarda il VIDEO --> Tutti in piazza: leggi; volantino SISA-LiBe --> Il SISA: "Rompere le relazioni diplomatiche e militari con Israele": leggi --> Solidarietà ovunque: Israele; Siria; Belgio; Turchia; Italia;... --> W gli studenti palestinesi del GUPS, gli operai del GUPW e i militanti di FPLP e PPP. --> La verità negata di Gaza: leggi
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| 3/1/2009 22:23:37 |
Messaggio ai partner cubani
MENSAJE POR EL ANIVERSARIO 50 DE LA REVOLUTION CUBANA
Queridos companeros,
reciben nuestras mas cordiales felicitaciones solidarias con motivo del 50 aniversario del dia de la liberacion. Para nosostros, jovens de Suiza, aprender cada dia el valor de la Revolucion, de sus lideres y del pueblo trabajador y estudiante de Cuba que lucha para su independencia es un honor y un deber internacionalista.
El Secretariado del sindicato SISA Dpto. Relaciones Internacionales
Massimiliano Ay, resp.
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| 3/1/2009 22:21:00 |
A Gaza è in atto un genocidio. Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) solidarizza con i giovani palestinesi.
Il SISA si unisce alla dichiarazione della Federazione Sindacale Mondiale (FSM) e condanna gli attacchi delle forze armate israeliane contro la popolazione palestinese nella striscia di Gaza. Sono già diverse centinaia le vittime, fra cui molti bambini, di questa ennesima brutale aggressione della politica razzista dello Stato sionista.
Mentre il popolo palestinese sta subendo un massacro, in Occidente si riesce a criticare solo e soltanto Hamas, dipingendolo come l’unica causa degli attacchi di Israele. La logica di Israele pretende che per ogni suo cittadino ferito, devono morire almeno qualche centinaio di palestinesi. Non si può soprassedere sulle responsabilità del governo di Tel Aviv, che senza rispettare le risoluzioni dell'Onu non ha minimamente cambiato la sua politica di aggressione e di discriminazione verso il popolo di Palestina che subisce un disumano clima d'apartheid.
Di fronte a questi efferati crimini portati avanti dal regime sionista che guida Israele chiediamo che il nostro paese, per la tradizione umanitaria e democratica che lo caratterizza, prenda le distanze da Tel Aviv e congeli tutti gli accordi politici ed economici esistenti fra i due paesi. In particolare l'esercito svizzero deve immediatamente rinunciare a qualsiasi tipo di relazione con l'esercito invasore sionista.
Sindacato SISA - Dipartimento Relazioni Internazionali 31 dicembre 2008
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| 29/10/2008 22:25:16 |
Il SISA preoccupato per la pericolosa tendenza reazionaria in Italia
Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA), attivo in Svizzera, per gli storici legami di amicizia e solidarietà che lo legano ai movimenti studenteschi e giovanili italiani esprime la propria preoccupazione per il clima politico che si respira nella vicina penisola.
Il ministro della difesa italiano all'inizio delle vacanze estive ha invitato i giovani dai 14 anni a partecipare a campi estivi para-militari come si faceva durante il Ventennio nero. Un altro ministro ha promosso misure poliziesche sui posti di lavoro contro i "lavoratori fannulloni" (che temiamo saranno - guarda caso - quelli sindacalizzati). La ministra dell'educazione non solo ha trasformato le scuole in fondazioni ma ha introdotto la figura del poliziotto di scuola e reintrodotto il voto di condotta. Dulcis in fundo, proprio di recente, un ragazzo di 16 anni è stato tolto all'affidamento della madre per sentenza del Tribunale di Catania perché attivo in "un gruppo di estremisti", ossia i Giovani Comunisti, organizzazione giovanile di un partito che fino a pochi mesi fa partecipava al governo! Se questa ordinanza non venisse ritirata costituirebbe un pericoloso precedente che aprirebbe la strada a stabilire quale reato l'essere membro di certe associazioni.
Ora che dalle scuole e dalle università un grande e impetuoso movimento di protesta e di lotta sta investendo la società civile, l'ex-presidente Francesco Cossiga invita a infiltrare gli studenti con dei provocatori al fine di giustificare la repressione e il premier Berlusconi minaccia di "fare come a Genova", quando nel luglio 2001 fece aggredire dalle forze di polizia i dimostranti altermondialisti nel sonno (Scuola Diaz) e si arrivò persino all'omicidio del giovane Carlo Giuliani durante una manifestazione.
Non possiamo fare altro che urlare come questi segnali non siano compatibili con la cultura liberal-democratica di cui l'Occidente va fiero, siano in contraddizione con i valori della Resistenza partigiana e promuovano una "fascistizzazione" della società. Il SISA vigilerà affinché la classe politica ticinese non prenda esempio da quella italiana e nel contempo esprime il suo massimo sostegno ai giovani che in Italia stanno attraversando dei periodi bui, ma che anche ci insegnano come si lotta uniti e determinati grazie ad un alto livello di organizzazione e di coscienza.
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| 5/7/2008 16:41:47 |
Sindacalisti cubani incontrano il SISA
Nelle scorse settimane una delegazione del SISA guidata dai coordinatori Giulio Micheli e Mattia Tagliaferri, accompagnati dai compagni Andreas Arnold e Max Ay, si è recata all’Ambasciata di Cuba a Berna per essere ricevuti da due dirigenti della Centrale dei Lavoratori di Cuba (CTC): i compagni Manuel Bistillero e Raymundo Fernàndez. L’incontro è stato molto proficuo: gli esponenti della CTC hanno illustrato la loro azione presso l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) e il loro impegno per i giovani operai cubani. Ci hanno spiegato le difficoltà che incontrano con grande spirito di apertura e franchezza. Il SISA ha poi presentato le difficoltà dei giovani in formazione e i limitati diritti sindacali in Svizzera. SISA e CTC si sono poi accordati per favorire scambi sui temi della formazione sindacale e sul lavoro militante fra i giovani.
--> Galleria fotografica: vai
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| 29/6/2008 20:34:56 |
Collaborazione insubrica fra SISA e DEMOS
Si è svolta a Lugano lo scorso 15 giugno la riunione bilaterale fra Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) e l'Associazione Studentesca "DEMOS" di Milano (sito). Presenti per il SISA i due coordinatori M. Tagliaferri e G. Micheli, e i compagni M. Ay e P. Pagliarani. La delegazione italiana era composta dai fondatori di Demos compagni L. Rodilosso e A. Arena. L'incontro ha permesso di meglio conoscere la realtà delle due organizzazioni, cogliendo numerose affinità nell'analisi della politica scolastica. Collaborazioni dovrebbe avvenire su tematiche inerenti la formazione dei militanti e la questioni universitarie.
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| 19/6/2008 20:02:42 |
Resoconto della riunione del Consiglio dei Soci e degli Amici della Federazione Sindacale Mondiale (FSM) a Ginevra il 9 giugno 2008.
Delegati del SISA: Giulio Micheli, coordinatore e Massimiliano Ay, responsabile relazioni politiche
Il tema principale che è stato affrontato un po’ da tutti gli interventi durante la riunione è stato quello del monopolio di cui godono le organizzazioni sindacali concertative affiliate alla Confederazione Sindacale Internazionale (come l’USS elvetica, la CGIL italiana, la CGT francese, la CTV venezuelana, la AFL/CIO americana, ecc.) nel gestire il potere all’interno dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) e dunque nell’ONU medesima. La Federazione Sindacale Mondiale (FSM) ritiene che occorre, nel nome della democrazia, che tutti i sindacati, tutte le tendenze politico-sindacali, comprese le organizzazioni indipendenti, abbiano il diritto di essere rappresentati nel governo dell’OIL, cioè nel suo Consiglio di amministrazione. Il Segretario generale della FSM, compagno Mawrikos, ha ammesso che pur avendo fatto qualche passo in avanti, lavorare nell’OIL è sempre molto difficile e numerosi ostacoli sono posti nei confronti dei sindacati di classe.
Si è poi passati agli interventi dei delegati dei vari sindacati nazionali, membri ma anche semplici simpatizzanti della FSM.
Brasile Un dirigente della CGTB del Brasile ha spiegato come nel suo paese la classe operaia abbia recuperato la propria autostima nella lotta e ha speso parole relativamente positive verso il governo di Lula. Sempre dal Brasile è intervenuto un responsabile della CTB, una confederazione sindacale sorta di recente dopo che diversi lavoratori comunisti avevano deciso di uscire dal sindacato CUT considerato troppo di destra e privo di reali possibilità di miglioramento. Il sindacalista ha tuttavia ammesso come i diritti sindacali e il salario minimo siano stati aumentati proprio da Lula.
Colombia Molto numerosa la rappresentanza colombiana: inizialmente sono state spese parole di ringraziamento ai compagni Mawrikos e Cardona, rispettivamente segretario generale e segretario per le Americhe della FSM, che si sono recati in Colombia dopo decenni che esponenti di spicco della FSM non vi si recavano. La visita è stata particolarmente apprezzata proprio dalla situazione difficilissima che stanno vivendo i lavoratori e i progressisti del paese in questi ultimi tempi. I compagni colombiani hanno parlato della repressione che il movimento sindacale sta soffrendo e hanno comunicato come il capo del sindacato degli statali sia sparito nel nulla, per questo ha richiesto un intervento urgente della compagna Osiris Oviedo de la Torre, responsabile permanente della FSM presso l’OIL. La compagna Oviedo ha risposto immediatamente comunicando che durante ogni sessione e anche per iscritto denuncia quanto avviene in Colombia e che anche quest’ultimo caso è stato segnalato. Sempre in rappresentanza dei colombiani, è intervenuta una compagna che vive in Svizzera e che ha insistito sulla questione dell’immigrazione: in Italia il governo Berlusconi vuole fare scuole in tutta Europa con una legge fascista che prevede quattro anni di carcere per un immigrato clandestino che fugge dal proprio paese a causa delle situazioni diseguali di sviluppo dovuti al sistema economico capitalista globalizzato. La compagna Oviedo è anche qui intervenuto ricordando come due anni fa la FSM abbia organizzato vari seminari sul tema dell’emigrazione e ha riconosciuto che questa questione è di centrale importanza per il movimento sindacale.
Venezuela e Bolivia I rappresentanti della UNT del Venezuela hanno condiviso con il sindacalista della Bolivia la nota critica secondo cui a volte da questi incontri internazionali spesso si ritorna demoralizzati perché non si riesce a trarre conclusioni concrete. Ha risposto Raymundo Navarro della CTC cubana che ha spiegato come non possiamo aspettarci sempre tutto dalla FSM, ma dobbiamo lavorare noi come singole organizzazioni per favorità l’unità d’azione e rinforzare l’internazionalismo di classe rappresentato dalla FSM. Da segnalare la presenza in sala di un pezzo grosso del sindacalismo latinoamericano: Stalin Perez Borges, trotzkista-morenista venezuelano, esponente della corrente sindacale-politica “Marea Socialista”, e coordinatore nazionale della UNT: Borges è stato accusato recentemente di essere troppo “chavista” e troppo poco trotzkista da un altro dirigente sindacale venezuelano, Orlando Chirino, che nel nome di Trotzky si è schierato contro Chavez e la rivoluzione bolivariana.
Cipro Il compagno della parte greca di Cipro ha ricordato l’importanza per tutta l’Europa di avere un Presidente della Repubblica comunista vicino al sindacato locale PEO e alla FSM. Ha poi ricordato come la FSM lavori – marxianamente – per cambiare gli equilibri attuali.
India Critico sul ruolo dei comunisti nelle isitituzioni invece un sindacalista marxista-leninista dell’India, che ha contestato il ruolo del Partito Comunista Indiano (Marxista) nel proprio paese, considerata la sua linea troppo elettoralista e poco attiva nel contrastare la borghesia e favorire il proletariato. Meno polemici altri sindacalisti indiani, che portano quasi sempre alle riunioni internazionali, le delegazioni di gran lunga più numerose. Dai delegati indiani è arrivata un plauso alla compagna Oviedo, il cui lavoro è considerato “migliorato”.
Spagna Ha poi preso la parola il compagno Quim Boix Lluch responsabile delle relazioni internazionali del Partito Comunista dei Popoli di Spagna (PCPE) e rappresentante di un coordinamento di lavoratori sindacalizzati spagnoli. Egli ha spiegato come vi sia in atto in Spagna e in tutta Europa un attacco verso tutto ciò che il movimento operaio aveva conquistato. Il compagno Boix ha affermato, ricollegandosi al discorso dei colombiani, come gli immigrati siano maltrattati anche in Spagna, benché non in modo così smaccatamente razzista rispetto all’Italia. Da ultimo ha comunicato come nel suo paese il sindacalismo di classe stia crescendo e che il PCPE coordina una corrente di lavoratori che portano i principi della lotta di classe in varie strutture sindacali, fra cui la confederazione sindacale ex-comunista CCOO.
Bielorussia Secondo la delegazione bielorussia la FSM deve poter influenzare l’azione dell’OIT e occorre quindi fare di tutto per entrare nei posti dirigenziali dell’agenzia, diminuendo così il predominio dei sindacati filo-americani aderenti alla CSI. Per fare questo hanno offerto di mettere a disposizione della FSM le risorse del proprio servizio giuridico.
Cuba Il compagno Raymundo Navarro ha ricordato che “ogni cosa ha il suo tempo”: occorre dunque saper stabilire una strategia e saper aspettare. Questo ha saputo fare la FSM dal suo XV Congresso all’Avana. Da allora essa ha superato la crisi in cui era caduta con il crollo del socialismo reale e sempre nuovi sindacati chiedono di affiliarvisi. L’importante è sapere costruire l’unità nell’azione concreta, ricordando che il “dividi et impera” è vantaggioso per il capitalismo. Il compagno Navarro ha quindi ricordato la situazione dei 5 prigionieri politici cubani negli Stati Uniti e ha ottenuto che la FSM torni a fare pressione per la loro liberazione.
Francia E’ intervenuto pure il compagno francese Jospeh Lop, che ha ribadito la necessità della FSM di lavorare di più in Europa e sostenere i compagni che nel vecchio continente, nonostante la moda della “cogestione” con la borghesia, continuano fieramente a riferirsi alla storia della FSM. Il compagno Lop, accompagnato da una delegazione di alcuni compagni di Marsiglia, dissidenti del sindacato CGT, ha poi salutato con grande calore umano il SISA e con Max ha ricordato la loro presenza a Cuba nel 2005 con il compagno Vinko Bilusic. Egli ha nuovamente denunciato il fatto che esistano funzionari della CGT che tengono il piede in due scarpe: in patria accettano un sindacalismo concertativo arrivando a censurare l’azione dei sindacalisti di sinistra, ma poi a livello internazionale si fanno vedere come sindacalisti di classe all’interno della FSM.
Vi sono stati altri interventi, spesso solo di saluto o di ringraziamento. Uno dei più applauditi fra tutti è stato quello dei compagno Massimiliano Ay, responsabile delle relazioni politiche del SISA. Il discorso del nostro esponente è stato ripreso poi nell’intervento di chiusura del Segretario generale della FSM che ha esplicitamente affermato come occorra essere vicini ai giovani compagni della Svizzera che fra le altre cose lottano per il loro riconoscimento. Mawrikos si è detto ottimista del nuovo corso intrapreso nel 2005 a Cuba dalla FSM e le cifre dei membri lo stanno a dimostrare, benché abbia sollecitato i membri a maggiore disciplina nel versare la loro quota sociale. La FSM infatti a differenza delle altre Internazionali sindacali rifiuta soldi dalle multinazionali e dai governi in quanto vuole mantenersi indipendente!
Vari sindacalisti africani che stanno sviluppando sezioni giovanili nei loro rispettivi paesi hanno chiesto di entrare in contatto con il SISA, in particolare la compagna Eléonore Babika-Bemboundoum, segretaria confederale della CGT-FL del Gabon; il compagno Idrissa Diawara, presidente dei Sindacati Indipendenti delle Forze Operaie della Guinea; la compagna Keïta Magbé Bangoura, segretaria generale della CGSL sempre della Guinea; il compagno Souribandhu Kar, membro del Comitato esecutivo del Congresso Sindacale di Tutta l’India (AITUC); il compagno Swadesh Dev Roye, segretario nazionale del Centro dei Sindacati Indiani (CITU) e segretario generale dell’Internazionale dei Lavoratori dell’Energia; dal compagno Adnan Azzouz, esponente della Federazione Generale dei Sindacati della Repubblica Araba di Siria e dal compagno Terry Duplaye, segretario generale del Congresso dei Sindacati della Liberia. Molto cordiale inoltre lo scambio fra il SISA e il compagno Santiago Yagual della CTE dell’Equador.
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| 11/6/2008 21:11:05 |
Il SISA partecipa al Consiglio della Federazione Sindacale Mondiale
Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) rappresentato dal coordinatore Giulio Micheli e dal responsabile delle relazioni politiche Massimiliano Ay sono stati ricevuti presso l'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) di Ginevra dal Segretario generale della Federazione Sindacale Mondiale (FSM) e da altri esponenti del sindacalismo internazionale di classe. Il SISA - che quest'anno ha iniziato una fase di rinnovamento interno - condurrà per tutto il mese di giugno incontri bilaterali con varie organizzazioni operaie e giovanili estere con l'obiettivo di capire i modi di organizzazione adottati da altre realtà e scambiarsi opinioni sulle problematiche comuni che colpiscono soprattutto i giovani lavoratori in Europa.
--> L'intervento del SISA: leggi; --> Fotografie: vedi; --> Resoconto: leggi
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| 28/5/2008 20:45:51 |
Ieri mattina all'Università La Sapienza di Roma è accaduto un gravissimo attacco squadrista di stampo fascista contro alcuni studenti progressisti. Pare che dietro l'aggressione vi sia l'organizzazione di ultra-destra "Forza Nuova" che ha usato spranghe, uncini e pugnali. Sette sono i feriti e tre sono stati ricoverati in ospedale: si tratta di compagni del Coordinamento dei collettivi universitari. I delegati studenteschi con cui siamo in contatto sono in allarme in quanto le autorità dimostrano indulgenza per i gruppi dell'estrema destra. Una conseguenza anche dell'elezione a sindaco della capitale italiana dell'ex-picchiatore fascista Alemanno. Il SISA ha immediatamente preso contatto con varie organizzazioni attive a livello universitario e ha espresso la propria solidarietà agli studenti.
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| 16/5/2008 00:36:08 |
Incontro fra SISA a Vittorio Agnoletto
Durante le celebrazioni del 1° maggio a Milano il coordinatore del SISA Giulio Micheli e il responsabile delle relazioni politiche Max Ay si sono incontrati con il deputato al parlamento europeo Vittorio Agnoletto (già responsabile del Genoa Social Forum nel 2001) in merito alle iniziative anti-G8 del 2009 e alle problematiche del movimento operaio in Italia dopo le ultime elezioni politiche.
--> Album fotografico (click)
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| 24/4/2008 05:59:15 |

Il sindaco di una cittadina in provincia di Sassari ha vietato la canzone 'Bella ciao' durante il corteo in memoria della Liberazione, in quanto l'ideologia di questo brano dividerebbe ulteriormente i partecipanti alla manifestazione. Gli studenti e i sindacati studenteschi italiani, e il SISA con loro, si ribellano a questo revisionismo e affermano che fra fascisti e antifascisti, fra oppressi e oppressori, non può esistere unità!
--> L'appello dell'Unione degli Studenti italiani: leggi --> Volantino dell'Ass. studentesca Démos di Milano: scarica --> Locandina attività del SISA fra Locarno e Milano: scarica
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| 31/1/2008 20:59:42 |
L'ambasciatrice di Cuba scrive al SISA
"Chaque jour, je regarde votre site Web de SISA et je vous félicite de son contenu et de sa présentation graphique. Je vous remercie beaucoup de ce que vous avez publié à propos des élections a Cuba et il me semble très valable le fait d’avoir remarqué la présence de nos étudiants et jeunes dans nos pouvoirs populaires. Je suis convaincue que nous pouvons toujours compter sur votre soutient militant à notre Révolution et je vous remercie de ce fait à mon nom et au nom de mon peuple. Je vous embrasse révolutionnairement, Ana Maria"
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| 25/1/2008 19:16:52 |
Cuba: dittatura o una forma democratica alternativa? Studenti cubani rappresentati in parlamento!
Il SISA si felicita con i colleghi cubani attivi nei sindacati studenteschi FEU (universitari) e FEEM (liceali) che nelle recenti elezioni sono stati eletti deputati in parlamento. A Cuba infatti il diritto di voto esiste dai 16 anni e le associazioni studentesche dispongono di propri seggi. Purtroppo da noi esiste poca informazione onesta sul sistema elettorale cubano, dove ad esempio non esistono partiti.
--> Assemblee autogestite e nessun partito: così si vota a Cuba! (leggi) --> Anche i “dissidenti” partecipano alla vita politica (leggi) --> L'Ambasciatrice di Cuba: "Ogni giorno guardo il sito del SISA" (leggi)
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| 16/1/2008 22:57:51 |
A Roma gli studenti insorgono per la laicità! Firma l'appello in solidarietà con studenti e docenti: firma
Fa discutere in Italia la vittoria di insegnanti e studenti dell'Università La Sapienza di Roma contro il rettorato che aveva invitato ad aprire l'anno accademico nientemeno che il papa cattolico Joseph Ratzinger. Gli studenti e gli scienziati si sono opposti vedendo in questo gesto un insulto alla laicità dello studio e alla scienza nonché un'ulteriore ingenerenza clericale in questioni che esulano dalla fede religiosa.
--> Luca Rodilosso (Demos/FGCI): "Un sussulto di dignità laica" --> Max Ay (SISA): "Salvaguardare la laicità" --> 50 studenti occupano la facoltà: leggi --> Partiti: Socialisti; Radicali; Comunisti; Trotzkisti; Repubblicani; Anarchici. --> La dichiarazione dei Comitati di Base della Scuola; --> La conferenza stampa dei collettivi studenteschi di Roma: video
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