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:: Documenti sindacali ::



Posizioni : Sì all'abolizione del servizio militare obbligatorio!
10/8/2010 16:56:38

Stop al servizio militare obbligatorio
IL SISA PRONTO ALLA RACCOLTA FIRME!

Il Sindacato Indipendente Studenti e Apprendisti (SISA) aderisce all'iniziativa popolare Sì all'abolizione del servizio militare obbligatorio!, lanciata dal Gruppo per una Svizzera senza Esercito (GSsE). L'iniziativa si prefigge l'obiettivo di passare da un'esercito di milizia ad uno di volontari, riducendo così gli enormi costi di un apparato militare totalmente sovradimensionato. Oltre a ciò, il servizio armato e quello civile verrebbero parificati, introducendo una vera libertà di scelta fra i due. A partire da fine agosto il SISA darà dunque avvio alla raccolta delle firme in Ticino.

--> Scarica qui il formulario di raccolta delle firme!
--> Leggi qui il volantino distribuito a fine anno scolastico dal SISA.
--> Già nel 2005 il SISA si esprimeva sul tema: leggi.
--> Visita il sito ufficiale del GSsE: vai.


Posizioni : Profilattici ed educazione sessuale
14/3/2010 15:55:53

Uniti contro l'AIDS
PRESERVATIVI PER TUTTI!


Il Sindacato Indipendente Studenti e Apprendisti (SISA) supporta appieno l'iniziativa lanciata dall'associazione Aiuto AIDS, volta a diffondere mini-preservativi adatti a partire dai dodici anni.
Il SISA ha inoltre richiesto al Dipartimento dell'Educazione, della Cultura e dello Sport (DECS) di provvedere alla distribuzione gratuita di profilattici all'interno delle scuole medie e medie-superiori, e di introdurre una prima forma di educazione sessuale già all'interno della scuola elementare.

--> Articolo di Ticinonline: leggi.
--> Leggi il comunicato stampa del SISA.
--> Il SISA invia una lettera all'On. Gendotti: guarda.


Posizioni : Comunicato: mini-preservativo
14/3/2010 15:05:33

Per potersi proteggere adeguatamente
IL MINI-PRESERVATIVO È PREVENZIONE!

Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) si schiera in favore della decisione dell’organizzazione “Aiuto AIDS” di diffondere preservativi di dimensioni ridotte, adatti anche per ragazzi di 12 anni.
Apparentemente tale operazione coinvolge ragazzi molto giovani per i temi considerati (questo perlomeno per chi è cresciuto in un’altra generazione), ma la realtà dimostra che il sesso tra adolescenti è cosa esistente, anche se il fenomeno è tuttora ridotto: pertanto quanto fatto da “Aiuto AIDS” non è ritenibile un incentivo all’attività sessuale delle giovanissime generazioni, bensì una prevenzione nei confronti di problematiche che potrebbero sorgere con le attività considerate (pensiamo alle malattie veneree e a gravidanze indesiderate).
Il SISA condivide pienamente l’azione di “Aiuto AIDS”, ma ritiene che per una buona prevenzione si possa e si debba fare ancora di più. Pertanto è stato formalmente chiesto al Dipartimento dell’Educazione della Cultura e dello Sport (DECS) di attivarsi per far sì che l’educazione sessuale – oggi presente nel programma di scienze di terza media – sia spostata già nell’ultimo anno di scuola elementare (adottando però dei metodi che possano realmente fare un certo tipo di sensibilizzazione, e dimenticando l’attuale lezione cattedratica di biologia tecnica), facendo così in modo che i ragazzi non si facciano cogliere impreparati dagli avvenimenti.
Infine il SISA ritiene che dovrebbe essere messa in piedi una distribuzione di preservativi gratuiti nelle scuole medie e nelle scuole medie superiori, ad esempio attraversi dei distributori automatici.


Posizioni : Comunicato: mobilitazioni studentesche e occupazioni
17/11/2009 23:49:19

Importanti atenei svizzeri occupati:
URGE UNA MOBILITAZIONE STUDENTESCA NAZIONALE!

Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) informa che in queste ore le università di Berna, Zurigo, Ginevra e Basilea si trovano in stato di occupazione da parte degli studenti, i quali lottano contro la riforma di Bologna e i processi neoliberisti di smantellamento al diritto studio (tra questi la mercificazione dell'insegnamento).

Tra gli occupanti a Berna sono presenti anche i pionieri della nuova sezione locale del SISA, che si sta consolidando sul modello ticinese anche oltre Gottardo.

Dal Ticino è immediatamente partita una delegazione sindacale per offrire una propria esperienza agli studenti dei vari atenei occupati.

Quello che si sta vivendo in questi giorni e in queste ore é un momento storico per il movimento studentesco svizzero; la cosa fondamentale è che si riesca a svilupparlo in maniera tale da renderlo duraturo e capace di concretizzare le rivendicazioni lanciate.

Il SISA auspica inoltre che si possa svolgere una manifestazione nazionale, sulla Piazza Federale, entro breve tempo: questo permetterebbe di creare una sinergia importante tra gli studenti dei vari cantoni, rendendo ancora più forte la voce degli studenti.


Posizioni : Comunicato: indicazioni di voto 29 novembre 2009
17/11/2009 21:23:57

NO AI REGALI ALLE IMPRESE CHE FANNO UTILI
AL DIVIETO DI ESPORTAZIONI DI ARMI

Il prossimo 29 novembre saremo chiamati alle urne per votare su tre oggetti federali e due oggetti cantonali. Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) tiene a sottolineare la propria posizione riguardo due di questi: il referendum cantonale contro la riduzione dell’aliquota d’imposta sull’utile delle persone giuridiche e l’iniziativa federale per il divieto di esportare materiale bellico.

Entrambe gli oggetti potrebbero apparentemente non avere molte affinità con il mondo sindacale e quello della scuola, ma al contrario il SISA ha trovato in essi due importanti battaglie da compiere.

La prima, riguardante il referendum lanciato dal Partito Socialista (PS), ci ha visti impegnati sin dalla raccolta firme, in quanto l’ennesimo regalo a chi i soldi li ha già – in questo caso le imprese che fanno utili – nuocerebbe a tutta la società e anche alla scuola: si ricorda che i circa 25 milioni di franchi che il Cantone e i comuni vedrebbero persi nel caso in cui lo sgravio fosse realizzato, è la cifra di circa il 40% del costo netto di tutti i licei cantonali. Il SISA invita quindi a votare NO al furto degli aiuti anti-crisi.

La seconda, inerente l’iniziativa lanciata dal Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE), rientra nell’ottica anti-imperialista che contraddistingue il SISA. Non si capisce per quale motivo bisogna creare della ricchezza vendendo morte a popoli stranieri, tanto più che i posti di lavoro coinvolti nella faccenda – ai quali i liberisti sembrano incredibilmente affezionarsi, nonostante questo non accada quando essi presentano dei piani di ristrutturazione per le loro imprese – non sono né molti né sono difficilmente riconvertibili in qualcosa di più onesto (ad esempio il campo delle energie alternative). Il SISA invita pertanto a votare SI all’iniziativa contro l’esportazione di material e bellico.


Posizioni : Comunicato: bocciatura petizione trasporti pubblici
12/11/2009 14:41:38

LA CLASSE POLITICA SEMPRE PIÙ LONTANA DALLE ESIGENZE DEI GIOVANI

Lunedì 9 novembre il Gran Consiglio ha bocciato, con 45 contrari e 35 favorevoli,
la petizione del Sindacato Indipendente Studenti e Apprendisti (SISA), che chiedeva i mezzi di trasporto pubblici gratuiti per tutti i giovani in formazione (scolari, studenti e apprendisti).

Questa bocciatura è un pessimo segnale nei confronti dei giovani, ma non solo, i quali si vedono negati la possibilità di un facile accesso ad un importantissimo servizio quali i mezzi di trasporto pubblici. Ribadiamo che questa misura sarebbe benissimo potuta rientrare nel pacchetto anti-crisi come forma di salario sociale indiretto, in quanto sarebbe stato un grande incentivo per viaggiare maggiormente con i mezzi pubblici a scapito di quelli privati. Presumibilmente si sarebbero visti miglioramenti da un punto di vista ambientale, del traffico e anche strettamente economici: i costi delle esternalità negative dovute al traffico su strada che ricadono su tutta la società (ad esempio i costi dovuti all'inquinamento), ammontano infatti a circa 6 miliardi di franchi all'anno.

Il SISA ritiene quello del diritto alla mobilità dei giovani in formazione sia un aspetto fondamentale che a nostra conoscenza si trovava già fra le rivendicazioni del movimento studentesco ticinese fin dagli anni '90: valuteremo la possibilità di tornare sul tema finché la classe politica capirà di doversi avvicinare ai bisogni reali dei giovani e dei ceti popolari. In questo senso ci auguriamo un forte ricambio alle prossime elezioni cantonali.

Sindacato SISA
Janosch Schnider, coordinatore


Posizioni : Unità fra studenti e docenti!
25/10/2009 22:02:41

Studenti e docenti dovrebbero essere uniti
LO SCIOPERO NON È DA ESCLUDERE!

Dopo la manifestazione di martedì 21 ottobre scorso, il Sindacato Indipendente Studenti e Apprendisti (SISA) invita nuovamente i docenti a essere uniti con gli studenti contro il deterioramento dell'educazione pubblica in Ticino. La manifestazione dovrebbe essere un punto di partenza per creare un movimento molto più ampio e duraturo, in modo da mettere veramente sotto pressione il Governo! Arrivano già buoni segnali: dd esempio, il giorno seguente la manifestazione, l'Assemblea studentesca del Liceo Cantonale di Locarno ha approvato una risoluzione che prevede di valutare una possibile mobilitazione generale in tutto il Cantone.

--> Comunicato stampa: leggilo qui.
--> Già l'anno scorso il SISA si era mosso lanciando lo sciopero studentesco: qui e qui.


Posizioni : Comunicato: studenti e docenti uniti
25/10/2009 21:55:09

COMUNICATO STAMPA

Studenti e docenti devono lottare uniti: lo sciopero non è da escludere!

Studenti e docenti devono lottare uniti, creando sul territorio un rapporto di forza, in grado di riuscire a far cambiare rotta al governo e a riottenere ciò che una volta la scuola aveva e che ora non ha più.

La qualità dell’insegnamento è diminuita, le ore di sostegno sono state in gran parte cancellate, ci sono stati tagli al servizio di pulizia, le mense sono state privatizzate favorendo così un aumento dei prezzi e una diminuzione della qualità, ecc.

La manifestazione di mercoledì 21 ottobre scorso indetta dai sindacati del servizio pubblico è stata un primo passo che abbiamo sostenuto con forza, ma non dev’essere un punto d’arrivo, bensì deve essere il punto di partenza per riuscire a organizzare una mobilitazione più ampia e soprattutto continua, al fine di creare i rapporti di forza che potranno migliorare la qualità della scuola pubblica, che da decenni anni subisce ingenti tagli da parte del governo.

Il giorno dopo la manifestazione, l'assemblea studentesca del Liceo di Locarno ha approvata a stragrande maggioranza una risoluzione che incarica i rappresentanti studenteschi, in collaborazione con i comitati studenteschi degli altri licei, il SISA e le altre associazioni della scuola, di valutare la possibilità di convocare una mobilitazione generale degli studenti.

per la Segreteria del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA,
Simone Romeo, membro incaricato


Posizioni : Lottiamo insieme per la scuola pubblica
9/9/2009 18:50:26

Studenti e docenti...
UNITI PER LA SCUOLA PUBBLICA!

Il Sindacato Indipendente Studenti e Apprendisti (SISA) invita docenti, studenti e tutti coloro che vivono nel mondo della scuola ticinese ad unirsi nella lotta per salvaguardare la nostra scuola pubblica. Da una decina d'anni assistiamo ormai a un grave e continuo ridimensionamento dell'istruzione; gli studenti si sono sempre battuti per difendere i propri diritti, mentre i docenti solo raramente si sono fatti sentire (l'ultima volta nel 2003): è ora di unire le forze pretendere che il Cantone torni ad investire nell'istruzione.

--> Puoi leggere la lettera aperta qui.


Posizioni : Il SISA contrario al riformatorio
25/8/2009 20:59:23

IL SISA CONTRARIO AL RIFORMATORIO!

Il SISA prende posizione contro l'idea di inserire sul nostro territorio dei riformatori: queste modalità d'altri tempi ci sembrano poco consone alla lotta contro la violenza giovanile. Questa esiste, non si può certo negarlo, ma è causata da gravi problemi di disagio. Per combattere questo disagio bisognerebbe tornare a investire nella scuola (anziché attuare l'attuale politica risparmistica del Consiglio di Stato), rafforzando le figure dei docenti d'appoggio e favorendo la creazione di corsi extrascolastici in cui poter studiare, fare i compiti e anche divertirsi con i proprio coetanei.

--> Il SISA prende posizione sul tema: leggi.
--> Dossier sulla violenza giovanile: leggi.
--> Il SISA lo diceva già nel 2008: leggi.


Posizioni : Comunicato sul riformatorio
25/8/2009 20:44:14

Presa di posizione sul riformatorio:
IL SISA CONTRO IL RIFORMATORIO!

Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) apprende con grande preoccupazione la decisione del Consiglio di Stato di lavorare per la costruzione di un riformatorio nel nostro Cantone; secondo Gabriele Gendotti “il Governo ha ormai raggiunto un accordo sul principio. Si tratta solo, a questo punto, di individuare l'ubicazione della nuova struttura. Penso che a breve saremo in grado di formulare una proposta”.

Il SISA non vuole assolutamente nascondere il reale problema della violenza giovanile, ma ritiene che questi metodi repressivi d’altri tempi non siano la soluzione. La grande preoccupazione è che questo sia soltanto un passo verso l’irrigidimento della società, che in questo momento si trova con un crescente disagio sociale causato dai grossi problemi economici del mondo occidentale. La storia insegna che nei momenti di grave difficoltà a livello economico-sociale, la società ha sempre conosciuto un inasprimento generale: proprio per questo il SISA si oppone fermamente a qualsiasi misura che vada in tale direzione.

Un metodo repressivo e poliziesco come il riformatorio non farebbe altro che rovinare dei ragazzi con un grosso bisogno di aiuto, posticipando gli effetti di un problema sociale molto serio. Per combattere questo problema bisogna andare alla radice e lavorare per l’eliminazione del disagio. La nostra illustre classe politica preferisce invece reprimere con la forza dei problemi da lei stessa causati: i continui tagli all’educazione non permettono il rafforzamento della figura del docente d’appoggio, la creazione di corsi extrascolastici che tengano occupati i ragazzi con una situazione socio-economica difficile, attraverso lo studio, il fare i compiti o più semplicemente socializzando con i propri coetanei. Dove è la coerenza del Consiglio di Stato, e in particolar modo del Dipartimento dell’Educazione della Cultura e dello Sport (DECS)? Questi risparmiano sull’educazione, abbandonano i ragazzi con delle difficoltà, e poi decidono di reprimerli isolandoli in un tetro e diseducativo riformatorio.

Che si cominci a lottare contro il disagio sociale, investendo nella scuola e in persone che possano seguire e aiutare chi ha dei problemi.


Posizioni : Referendum contro gli sgravi alle aziende
10/6/2009 02:07:25

NO AL FURTO DEGLI AIUTI ANTICRISI

Il SISA promuove unitamente all'Unione Sindacale Ticino e Moesa e alla sinistra un referendum contro gli sgravi alle aziende che fanno utili. Regalare 25 milioni di franchi all'anno al padronato, togliendoli agli interventi sociali contro una crisi che per ora stanno pagando solo lavoratori e giovani è irresponsabile. Raccogliamo le firme: fermiamo questo governo al servizio dei ricchi e del padronato.

--> Formulario del referendum: FIRMA E FA FIRMARE!
--> Manifesto a favore del referendum: Scarica

--> Fotografie della raccolta firme: Fotografie bancarella Locarno


Posizioni : Comunicato del SISA sulla bocciatura dei trasporti gratis
24/4/2009 16:42:44

PESSIMO SEGNALE AI GIOVANI DA UNA CLASSE POLITICA SORDA

Lo scorso mercoledì 22 aprile il Gran Consiglio ha bocciato, con 37 contrari, 20 favorevoli e 12 astenuti, l'iniziativa parlamentare del deputato leghista Luciano Canal che, ispiratosi ad una vecchia petizione del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) e ad un'iniziativa cantonale, purtroppo fallita, degli allora Giovani Progressisti (oggi Gioventù Comunista, movimento giovanile del Partito Comunista), che chiedeva i mezzi di trasporto pubblici gratuiti per studenti, apprendisti e pensionati che necessitano della
complementare.

Questa bocciatura è un pessimo segnale nei confronti dei giovani, ma non solo, i quali si vedono negati la possibilità di un facile accesso ad un importantissimo servizio quali i mezzi di trasporto pubblici. Questa misura sarebbe benissimo potuta rientrare nel pacchetto anti-crisi come forma di salario sociale indiretto, in quanto sarebbe stato un grande incentivo per viaggiare maggiormente con i mezzi pubblici a scapito di quelli privati. Presumibilmente si sarebbero visti miglioramenti da un punto di vista ambientale, del traffico e anche strettamente economici: i costi delle esternalità negative dovute al traffico su strada che ricadono su tutta la società (ad esempio i costi dovuti all'inquinamento), ammontano infatti a circa 6 miliardi di franchi all'anno.

Quanto più sorprende il SISA, e sicuramente delude, in tutta questa faccenda, è la linea adottata dal Partito Socialista (il suo presidente Manuele Bertoli era infatti il relatore del rapporto della commissione della gestione, contrario all'iniziativa) che, andando contro quelle che dovrebbero essere la loro politica di aiuto alla popolazione meno abbiente, soprattutto in un momento economicamente difficile come quello odierno, ha bocciato questa iniziativa parlamentare. Da una certa sinistra ci si aspetterebbe una maggiore lungimiranza e non certo una chiusura probabilmente dovuta a meri scontri interpartitici.

Sindacato SISA
Mattia Tagliaferri, coordinatore


Posizioni : Relazione ai deputati per i trasporti gratuiti
24/4/2009 16:37:51

Petizione SISA – Trasporti pubblici gratuiti per i giovani in formazione

Relazione tenuta da Massimiliano Ay, membro dell'ufficio di coordinamento del SISA di fronte alla Commissione delle petizioni e dei ricorsi del Gran Consiglio, 03 dicembre 2007, ore 09.15

Signore deputate, signori deputati,

La petizione del SISA chiedeva un servizio di trasporti pubblici gratuiti per i giovani in formazione, quindi studenti e apprendisti. L’idea non è nuova, già il Collettivo Studentesco Ticinese riconosciuto sia dal consigliere di Stato Giuseppe Buffi sia dal suo successore Gabriele Gendotti, sul finire degli anni ’90 e sicuramente nel 2001 aveva rivendicato l’introduzione di un abbonamento per i mezzi pubblici destinato esclusivamente agli studenti e agli apprendisti se non gratuito perlomeno a prezzi ridotti.
Nel 2001 durante le riunioni di questo movimento, il Collettivo Studentesco Ticinese, che ha dato il là ad un periodo molto importante di lotte studenteshe nel nostro Cantone, si diceva che se ai militari è dato questa agevolazione (e ci mancherebbe altro che uno per spostarsi fino in caserma debba anche pagare il biglietto!), non si vede come mai la stessa agevolazione non potrebbe esserci per degli studenti che si stanno formando e che metteranno il loro sapere al servizio dello sviluppo di questo paese.
E la rivendicazione dei trasporti gratis era inserita pure nella piattaforma di sciopero del 21 marzo 2003 sostenuta in quell’occasione dalle assemblee studentesche di tutte le scuole medie superiori del Cantone e che aveva portato un circa 600 liceali ad occupare il treno per venire a scioperare a Bellinzona.
La risposta che si riceveva allora era la seguente: esiste già l’abbonamento Arcobaleno. Questo abbonamento (al di là di non potersi proprio dire a buon mercato) in realtà non è concepito in modo particolare per i giovani che viaggiano per scopi formativi ed prevede una suddivisione in zone non sempre molto azzeccate soprattutto per chi abita nella valli o in regioni discoste e spesso questo portava ad una situazione in cui gli studenti e le loro famiglie dovevano pagare delle zone del tragitto che magari attraversavano per pochi minuti.
Non è una invenzione del SISA, dunque, ma si tratta di una delle rivendicazioni storiche del movimento degli studenti di questo Cantone ma che finora non aveva mai trovato una formulazione sotto forma di petizione.

Il SISA ha deciso di riportare questo tema nell’agenda politica anche dopo aver ricevuto notizia che a Conferenza delle Associazioni Studentesche dell’Università di Ginevra (CUAE) unita ad altri movimenti aveva lanciato una iniziativa popolare in quel cantone per ottenere trasporti pubblici gratuiti per tutta la popolazione. Noi abbiamo voluto prima sondare il terreno con una petizone e limitata unicamente ad una certa fascia di persone che sono quelle che noi in primis rappresentiamo.
Nel frattempo una iniziativa popolare lanciata dai Giovani Progressisti che chiedeva trasporti gratis per giovani e anziani non è riuscita nella fase di raccolta firme per tutta una serie di problemi organizzativi, benché c’era un forte interesse nella popolazione. E’ riucita invece la raccolta firme del sindacato UNIA per gli apprendisti vittime delle centralizzazione imposta dall’alto delle scuole professionali. La nostra petizione è una via di mezzo fra le due iniziative suddette e si inserisce in un contesto in cui la popolazione non solo giovanile sembra essere toccata da questa tematica.

Va detto che come SISA al lancio di questa petizione abbiamo ricevuto la notizia che Comunità familiare ha distribuito la nostra petizione durante la propria assemblea generale, così come è circolata durante una seduta del Consigio cantonale dei giovani. E nel 2005 vi era stata una petizione interna simile lanciata dal Comitato studentesco del Liceo di Mendrisio. Anche l’Associazione Traffica e Ambiente ha dato un contributo alla raccolta delle firme, così come il Partito del Lavoro e il Sindacato dei Consumatori.

Noi, come sindacato studentesco riteniamo che la gratuità sia un’idea umanista. Un’ideale che ha portato le società democratiche a creare servizio pubblici di base universali come la stessa educazione. Questi servizi pubblici sono stati lo strumento per il progresso non solo economico ma anche sociale perché essi permettono sempre di ridurre le disuguaglianze sociali il cui aggravarsi è un pericolo costante del nostro sistema. Si tratta ora non solo di difendere questa idea, ma di svilupparla, estendendo questi servizi.

I trasporti sono gratis nelle città di Châteauroux in Francia (73mila abitanti), Hasselt in Belgio (70'000 abitanti), Seattle negli USA (500'000 abitanti), Cranx-Montana e Chamonix. L’obiettivo è di migliorare la mobilità urbana, rendere fluida la circolazione e preservare la qualità dell’aria. In Francia esiste un fondo trasporti che era stato creato negli anni ’70 per aiutare le comunità locali nel finanziare il deficit strutturale dei trasporti cittadini pubblici (e qui vale la pena ricordare che un servizio pubblico non ha scopi di profitto!). Questo fondo è finanziato dalle aziende atrraverso una imposta sulla massa salariale. Il bilancio del trasporto pubblico gratuito è positivo visto che nel 2004 è stato esteso fino al 2008. A Hasselt in Belgio il diritto ai traporti gratis esiste dal 1997 e ha permesso di rendere molto più dinamico il tessuto economico di questa città industriale sinistrata.
A Chamonix i costi dei trasporti gratuiti ammontano a circa 3 milioni di euro all’anno e sono pagati in buona parte da una tassa di soggiorno turistico.

A questo la domanda che sorge spontanea riguarda appunto il modo di findanziamento di una tale proposta. Le città o le regioni che hanno optato per trasporti pubblici hanno trovato vari modi per poterli finanziari. A Châteauroux sono le aziende che attraverso una imposta locale sulla massa salariale dello 0,6% a permettere questo servizio pubblico. A Seattle una parte delle rete dei trasporti viene offerta dai commercianti di una certe zona che traggono beneficio dai clienti che si spostano con più facilità (e qui si inserisce anche un discorso di pianificazione). A Chamonix si pagano i trasporti con gli impianti di risalita. A Ginevra ci si basa invece sul discorso “chi inquina paga” con queste proposte concrete: una tassa aeroportuale specifica di 12.— Fr (che equivale piuomeno a quattro corse in tram) per ogni passeggero che arriva all’aeroporto di Cointrin (e questa proposta, visto che in Svizzera il kerosene a differenza della benzina non è praticamente tassato, appare ragionevolissima), una tassa in più, ma accettabile perché garantirebbe la gratuità di uno dei servizi pubblici più utili e utilizzati (anche per i turisti). Un’altra proposta consiste nel far pagare alle aziende con più di 10 impiegati un “buono trasporto” di Fr. 20.— al mese e per impiegato (che equivale ad un franco per impiegato e per giorno di lavoro) questo perché si ritiene che le aziende debbano asusmersi direttamente le responsabilità sull’inquiamento che generano attraverso lo spostamento (forzato) dei loro lavoratori. Darebbero un contributo a contrastare l’inquinamento ed eviterebbero spese eccessivi nel creare parcheggi aziendali. Terza proposta ginevrina è la tassa ultra-progressiva sull’emissione del CO2: constatando un aumento dei veicoli di grossa cilidrata molto inquinanti, nonché un aumento di problemi sanitari legati allo smog e gli impegni del paese verso il protocollo di Kyoto, si ritiene che si debba scoraggiare determinate scelte di acquisto al momento dell’immatricolazione dei veicoli: insomma una tassa in base all’emissione di CO2 molto più drastica, ma con l’estensione della lista di veicoli poco inquinanti esentasse (questo anche per determinare un freno al consumismo). Queste sono le tre proposte che erano uscite nel dibattito riguaradante Ginevra.

Nessuno mette in dubbio le differenze eistenti fra il Ticino e gli esempi portati, ma la politica dei trasporti è sufficientemente variegata per poter trovare accorgimenti in questo senso. Il discorso è molto chiaro: tutto dipende dalla volontà e dal coraggio politico di trovare delle soluzioni per estendere dei diritti e il diritto alla mobilità è un diritto umano.

Esiste poi il fattore educativo per i giovani: sia nell’utilizzo del mezzo pubblico come sensbilizzazione ai crescenti problemi ecologici, sia nell’usufruire di un diritto come senso di appartenenza ad una comunità che mette a disposizione questo diritto ulteriore come fiducia nei confronti dei cittadini. Senza dire che questo diritto andrebbe anche nella direzione di incentivare un migliore sviluppo pianificatorio dei trasporti pubblici che in alcune città, prima fra tutte Bellinzona, lascia molto a desiderare.

Grazie.


Posizioni : Libera circolazione e accordi bilaterali con l'UE
3/2/2009 00:20:25

Con qualche dubbio ma i sindacati concordano per il sì
LIBERA CIRCOLAZIONE DEI LAVORATORI

Il SISA si è chinato sulla votazione del 8 febbraio 2009 sull'estensione ai due nuovi paesi dell'UE dell'accordo sulla libera circolazione delle persone e quindi degli accordi bilaterali. Benché dibattuto optiamo per il sì in quanto l'ipotesi di una Svizzera autarchica non favorirebbe certo le condizioni economiche e di lavoro e non crediamo che votando No si possa frenare il neoliberismo.

--> SISA: "Un sì detto fra i denti" (leggi)
--> I contrari: "Aumenterebbe lo sfruttamento"(leggi)
--> Sindacati e progressisti quasi tutti per il sì (leggi)
--> D.Rossi: "Nostra patria è il mondo intero" (leggi)
--> J.Schnider: "Accettare la sfida sindacale" (leggi)
--> La posizione di alcuni altri sindacati: SIT - USS - UNIA


Posizioni : Si alla libera circolazione delle persone
2/2/2009 23:56:07

Un si detto fra i denti...

Quando nel 2004 si votò per l'ultima volta sul diritto alla libera circolazione delle persone si faceva paura alla
gente con la presunta "invasione" degli idraulici polacchi. L'invasione non c'è stata! Oggi invece dovremmo temere
l'invasione di lavoratori bulgari e rumeni e dunque rifiutare l'estensione della libera circolazione a questi due nuovi
Stati membri dell'UE facendo finta di non sapere che un posto di lavoro su tre nel nostro Paese dipende dalle relazioni bilaterali con l'Europa. Gli stessi livelli salariali elvetici sono nettamente influenzati delle relazioni economiche che il nostro Paese intrattiene con l'UE.

Per il SISA l'adesione tout court della Svizzera all'Unione Europea porrebbe dei problemi sia dal punto di vista dei
diritti politici sia dal punto di vista delle scelte economiche e sociali. Ma proprio per evitare di correre verso un'integrazione europea senza condizioni siamo costretti a proseguire sulla via degli accordi bilaterali. Rifiutarli significherebbe ritornare alla trattativa con Bruxelles con probabilmente una più debole capacità contrattuale.

Non condividiamo e non commentiamo i toni xenofobi della destra populista che strumentalizza le difficoltà sociali ed
economiche dei lavoratori svizzeri per renderli ostili ai lavoratori stranieri favorendo in questo modo una "guerra fra poveri". Ci limitiamo a ribattere, a chi prospetta orde di criminali stranieri (che non sono certo peggiori dei criminali svizzeri!) entrare nel nostro Paese, che i malviventi possono già entrare in Svizzera con un normale visto turistico e che ciò non ha niente a che vedere con la votazione dell'8 febbraio!

Alcuni sostengono un "No di sinistra". I contrari "di sinistra" ritengono che la libera circolazione avrà per conseguenza una maggiore concorrenza fra salariati: è vero, è da quando esiste il lavoro salariato che la concorrenza fra lavoratori esiste e la colpa non è tanto delle frontiere quanto del padronato. Da sempre infatti il padronato tenta di mettere i lavoratori l'uno contro l'altro così da far pressioni al ribasso sui salari e creando ostilità anche fra salariati indigeni e immigrati. Il ruolo dei sindacati (e della sinistra) è sempre stato quello di lottare contro tale divisione e costruire un'unità della classe operaia basata sulla solidarietà e sulla costruzione di rapporti di forza tali per rivendicare migliori condizioni per tutti i lavoratori, non solo per alcuni. I contrari "di sinistra" sostengono che occorre rifiutare la libera circolazione perché essa deregolamenterebbe il mercato del lavoro. Bisogna comunque considerare che il mercato del lavoro è già liberalizzato e non è escludendo Bulgaria e Romania dai diritti che gli altri paesi dell'UE già dispongono che questa situazione potrà cambiare. La soluzione risiede nell'unire i
lavoratori svizzeri e immigrati e costruire una mobilitazione sindacale tale da regolamentare il mercato, generalizzare
i salari minimi e costruire le basi per dei contratti collettivi di lavoro (CCL) vincolanti in tutti i settori. I contrari "di sinistra" sperano poi che rifiutando la libera circolazione si potrà contrastare la politica liberista e riaffermare la sovranità della Svizzera in materia di protezione dei lavoratori. Tuttavia ciò non è affatto garantito, anzi potrebbe sortirne una situazione peggiore di quella attuale.
Il SISA può capire le preoccupazioni dei contrari "di sinistra", ciononostante, allo stato attuale concreto delle cose, è opportuno non creare ulteriore instabilità economica (che potrebbe concorrere a favorire l'estrema destra) anche considerato il fatto che non si può certo dire che il capitale svizzero sia più "sociale" o garantisca maggiori diritti di quello europeo.
Di conseguenza la nostra proposta è quella di porre un Sì nell'urna, in quanto non è possibile prevedere ciò che un
No provocherebbe. Nell'incertezza del No, un Sì detto fra i denti...

Sindacato SISA
i coordinatori: Giulio Micheli e Mattia Tagliaferri


Posizioni : Il SISA ha lottato fino alla vittoria!
24/12/2008 02:32:12

"LaRegione" del 21 novembre riporta le parole del SISA che si dichiara pronto a nuove azioni di piazza. Pochi giorni dopo la Commissione della gestione e infine il Granconsiglio decidono di rinunciare ad alcuni tagli!


Sisa: nuove azioni prima del voto sul preventivo 2009
Studenti di tutto il Ticino, unitevi!
Per il sindacato la protesta deve continuare

Lo scorso 15 ottobre erano diverse centinaia, quasi un migliaio, gli stu­denti che hanno sfilato a Bellinzona per protestare contro i tagli del gover­no sulla scuola. Un segnale che le for­ze studentesche hanno capito la si­tuazione, per qualcuno; una buona occasione per ‘bigiare’ qualche ora di scuola per altri. Alle solite. Ma il Sin­dacato indipendente degli studenti e apprendisti (Sisa) non raccoglie e prosegue nella sua battaglia.
Un primo risultato già era stato ot­tenuto dopo la manifestazione bellin­zonese, una rappresentanza del sin­dacato ha infatti avuto un incontro con il ministro Gabriele Gendotti, direttore del Dipartimento educazio­ne, cultura e sport (Decs). « Si è trattato di una lunga chiac­chierata – racconta Mattia Taglia­ferri, coordinatore del Sisa –, ma non è cambiato niente. Nessun passo avan­ti. Abbiamo illustrato a Gendotti le aspettative e le necessità che i nostri compagni ci hanno segnalato. Il mini­stro ci ha risposto che ora non è possi­bile dare seguito alle nostre proposte. Non so se per una non volontà o per una effettiva impossibilità» . C’è un velo di amarezza, di insoddisfazione nelle parole di Tagliaferri. Quelle stesse amarezza e insoddisfazione che hanno spinto il sindacato a indire una riunione del proprio comitato, in forma allargata. Appuntamento la prossima domenica pomeriggio, al bar della stazione ferroviaria di Lu­gano, per tirare le somme di quanto fatto finora e per non lasciare che il ferro si raffreddi. Il secondo scopo dell’incontro è infatti quello di orga­nizzare una seconda azione di prote­sta degli studenti, da intraprendere prima che il parlamento voti su pre­ventivo 2009 e misure di risparmio. « Dobbiamo muoverci in fretta – pro­segue Tagliaferri –, perchè i tempi questa volta sono stretti e la nostra voce deve arrivare forte, prima del voto. Non sappiamo ancora quale stra­da prendere. Domenica metteremo tut­te le carte sul tavolo e ascolteremo le proposte che arriveranno. Poi toccherà al comitato decidere a maggioranza. L’idea di una seconda agitazione sin­dacale di studenti e apprendisti è pos­sibile e probabile, ma non c’è ancora niente di sicuro ».
Domenica si parlerà inoltre della raccolta di firme per una petizione contro i tagli nel settore dell’educa­zione. Un’iniziativa lanciata, oltre che dallo stesso Sisa, anche dall’as­semblea studentesca della Scuola cantonale di commercio. Molte quindi le iniziative da valuta­re e soppesare. Domenica sapremo.

(LaRegione Ticino, 21 novembre 2008)


Posizioni : BCMe salva fino al 2013
24/12/2008 02:16:03

La Biblioteca di Mendrisio non chiude, un'altra conquista degli studenti e dei cittadini

Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) saluta con soddisfazione la decisione provvisoria presa dalle autorità a salvaguardia della Biblioteca Cantonale di Mendrisio almeno fino al 2013. E questo nonostante poche settimane fa il direttore del DECS sostenesse in un incontro con una nostra delegazione che tale misura di risparmio fosse praticamente indolore e asseriva: "Non si può mantenere sempre tutto e mai adattarsi".

La proposta di una biblioteca non più cantonale ma solo regionale dovrà essere valutata una volta presentato il progetto concreto. Per il SISA è importante che venga garantita la stessa qualità come attualmente sia nell'offerta culturale, sia nell'estensione del servizio. Inoltre non dovranno esserci diminuzioni dei posti di lavoro.

La lezione che gli studenti e tutti i cittadini traggono è che la lotta e l'unità porta i suoi frutti: il rifiuto del taglio alla BCMe era infatti una precisa rivendicazione non solo di una petizione corredata di circa 7'000 firme, ma pure dello sciopero studentesco del 15 ottobre scorso, che raggiunge così un altro importante obiettivo dopo l'emendamento sui tagli alle borse di studio.


Il Comitato Centrale del SISA
Giulio Micheli, coordinatore


Posizioni : Pensionamento flessibile e canapa: due sì!
29/11/2008 01:13:36

AUMENTIAMO I DIRITTI, ANDIAMO A VOTARE
Il SISA invita ad andare a votare questo week-end a favore dell'iniziativa popolare per un pensionamento flessibile anche per le classi sociali meno favorite in solidarietà con i lavoratori anziani e a favore dell'iniziativa che vuole depenalizzazione il consumo di canapa.

--> Le argomentazioni del SISA: leggi


Posizioni : La Gestione annulla i tagli alle borse di studio
26/11/2008 18:18:00

LO SCIOPERO E LA DETERMINAZIONE DEGLI STUDENTI HANNO PAGATO

Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) si dichiara molto soddisfatto della decisione della commissione della
gestione del Granconsiglio di togliere dai tagli previsti dal Preventivo 2009 la misura inerente le borse di studio. La lotta risoluta degli studenti e del loro sindacato, che hanno dovuto scioperare lo scorso 15 ottobre per farsi sentire, ha portato a un primo importante risultato a salvaguardia del diritto allo studio per tutti. Sappiamo però che l'accordo dovrà essere accolto dal Consiglio di Stato e fino a quel punto non canteremo vittoria troppo presto.

Se questo è un risultato importante, non possiamo tuttavia dimenticare che la politica economica del governo non è cambiata: si taglia dove non si deve, ossia nel sociale e nel futuro! Per il SISA il preventivo 2009, nonostante questa potenziale vittoria, resta un esercizio contabile negativo in quanto tende a far pagare la crisi a studenti e lavoratori.

Convocheremo a breve una conferenza stampa per spiegare il nostro punto di vista sulla situazione e per rendere nota le prossime tappe operative del nostro sindacato, il cui lavoro e la cui tattica è risultata pagante.


Il Comitato Centrale del SISA
Giulio Micheli, Mattia Tagliaferri; coordinatori


Posizioni : Lettera ai deputati: bocciate quel preventivo!
24/11/2008 19:19:00

Lettera del SISA a tutti i gruppi (PLR, PPD, UDC, Lega, PS, Verdi) in Granconsiglio e ai due deputati indipendenti Martignoni e Arigoni.


Bellinzona, 24 novembre 2008


VOTIAMO NO AL PREVENTIVO 2009


Gentili signore,
Egregi signori,

come tutti sappiamo sono anni che la scuola pubblica viene sacrificata per contribuire ad una minor fuoriuscita dalle casse del Cantone, ma questo porta chiaramente ad un peggioramento della qualità dell’insegnamento e ad un aumento delle difficoltà da parte dei ceti sociali medio-bassi.

Quest’anno, tra le altre cose, verranno toccate le borse di studio (trasformate per 1/3 in prestiti), che costringeranno all’indebitamento i ragazzi provenienti da famiglie economicamente e socialmente meno agiate, prima ancora che questi possano entrare nel mondo del lavoro.
Anche i tagli ai danni della Dotazione Oraria d'Istituto comporteranno un effetto anti-sociale. Alcuni direttori hanno ammesso che ad essere toccate saranno le lezioni di sostegno offerte dalle scuole agli allievi con maggiori difficoltà in alcune materie: chi avrà bisogno di ore di recupero dovrà far capo a delle lezioni private, le quali costano molto e non sono alla portata di tutti.

Le donne delle pulizie subiranno un altro grave risparmio che il Cantone intende fare, pur avendo già toccato più volte questa categoria negli ultimi anni. Dei nuovi licenziamenti tra il personale di pulizia non porteranno direttamente degli svantaggi per docenti, studenti e qualità dell’insegnamento, ma indirettamente sì: un ambiente di lavoro meno sano porta inevitabilmente ad un peggioramento generale (per non parlare dei problemi che tale riduzione di posti di lavoro porterà per chi la dovrà subire in prima persona!).

Ci appelliamo quindi al senso di responsabilità della classe politica ticinese: in un momento di crisi vanno creati "paracaduti sociali", elementi di salario indiretto da parte dell'ente pubblico. Togliendo possibilità agli studenti (e quindi al futuro della nostra società), dando un nuovo duro colpo alla qualità dell’insegnamento e al diritto all'educazione non si dimostra grande lungimiranza politica.

Chiediamo quindi, come segnale forte, che il preventivo 2009 e in particolare i tagli alla scuola non vengano approvati dal vostro gruppo. La gente che fa fatica ad arrivare alla fine del mese, i lavoratori che stanno subendo una crisi non determinata da loro e gli studenti meritano un gesto serio e responsabile dalle istituzioni democratiche.


Cordiali saluti,

Comitato Centrale del SISA
Mattia Tagliaferri, coordinatore


Posizioni : La lotta non si è fermata...
29/10/2008 22:58:30

Non ci siamo fermati... la lotta continua!

E mentre in Ticino, in Svizzera, in Italia, ecc. si taglia nella scuola pubblica e nella socialità e nella vicina penisola gli studenti stanno occupando le loro scuole per protesta, ecco che di colpo il nostro governo regala 60 miliardi di franchi all'UBS per aiutarla a superare la crisi che proprio gli speculatori hanno contribuito a creare. E intanto studenti e lavoratori devono continuare a fare sacrifici! Chi pensa a questo punto che con lo sciopero del 15 ottobre scorso abbiamo raggiunto i nostri obiettivi e staremo buoni, si sbaglia di grosso!

--> Lo sciopero studentesco era un punto di inizio, non di arrivo! (leggi)
--> Il SISA sulla crisi economica: I soldi servono altrove, non alle banche! (leggi)
--> Solidarietà ai giovani italiani in lotta: (leggi)
--> Il SISA sulla casa occupata a Massagno: è un disagio reale! (leggi)
--> Il SISA ringrazia per il sostegno gli operai delle Officine (leggi)


Posizioni : Crisi economica e regali alle banche
29/10/2008 22:47:22

Clikkando sul link sottostante trovate il documento politico elaborato dal Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) in riferimento alla crisi economica che sarà diffuso anche nelle scuole. Esso contiene pure l'appello (avanzato a tutti i sindacati e movimenti sociali del cantone) affinché si organizzi una manifestazione unitaria di protesta contro i previsti aiuti statali ad UBS & Co.

--> Scarica il documento politico del SISA su questo argomento


Posizioni : Bilancio dello sciopero e continuazione
29/10/2008 22:10:46

BILANCIO DELLO SCIOPERO STUDENTESCO E CONTINUAZIONE DELLA MOBILITAZIONE

Riunitosi sabato 25 ottobre a Bellinzona il Comitato Centrale del SISA (organo esecutivo e riunione dei militanti attivi) ha tirato un bilancio dello sciopero studentesco del 15 ottobre scorso. Sono state elencate le lacune soprattutto di carattere organizzativo che sono state riscontrate, ma il bilancio (con oltre un migliaio di studenti presenti) rimane alquanto soddisfacente per un sindacato giovane, indipendente, autorganizzato, privo di funzionari e di appoggi finanziari e politici che operava in scuole che dal 2004 non venivano più realmente mobilitate.

Il SISA incontrerà Gabriele Gendotti per ribadire le nostre rivendicazioni e sosterrà l'idea di una petizione contro i tagli alla scuola che faremo circolare negli istituti e nelle piazze del cantone. Inoltre non intendiamo smobilitare gli studenti e - finché i tagli non saranno ritirati - sono verosimilmente in programma dei momenti di agitazione selvaggia sede per sede. Nessuna forma di protesta è stata esclusa, in quanto non si ha finora avuto alcun riscontro circa le rivendicazioni contenute nella piattaforma di sciopero.

Nel frattempo si stanno intensificando le relazioni con i sindacati studenteschi italiani per conoscerne metodi e forme di lotta.


Posizioni : Reazione al Gruppo Operativo Giovani-Violenza-Educazione
22/7/2008 13:01:53

La Crociata di Perugini non risolverà nulla
Disagio giovanile, securitarismo e repressione

Le proposte del gruppo di lavoro sulla violenza giovanile isituito dal Canton Ticino sono un concentrato securitario che riprende proposte reazionarie trite e ritrite (il coprifuoco ad esempio) ma non analizza le cause del problema. Il SISA rifiuta che i diritti dei giovani siano limitati per aumentare quelli dell'apparato repressivo e poliziesco che crea solo un circolo vizioso a sfavore di ambienti sociali già penalizzati. E naturalmente i giovani, i diretti interessati, non sono stati coinvolti!

--> Dossier-risposta del SISA sul disagio giovanile: leggi


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