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Internazionale : Resoconto del Consiglio degli Amici della FSM
20/6/2007 20:50:35

Care compagne,
Cari compagni,

Sono appena tornato dal Consiglio degli Amici della Federazione Sindacale Mondiale (FSM) che si è tenuta a margine dell'Assemblea plenaria dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) presso l'ONU a Ginevra e vi faccio un breve rapporto.

Il primo compagno che ho incontrato è stato il responsabile esteri del sindacato PAME greco e il responsabile dell'Ufficio europeo della FSM a Cipro, i quali hanno chiesto di salutare Leo e Davide. Dopodiché è stato il turno del segretario generale della FSM che ha espresso gratitudine per rappresentare la Svizzera in questa riunione. Mi sono poi intrattenuto fraternamente con il compagno Ramon Cardona, nuovo segretario per le Americhe della FSM che dopo un periodo a Ginevra come rappresentante permanente presso l'OIL (nella cui veste ci fece visita a Bellinzona nel 2004) si è definitivamente trasferito all'Avana.

E' stata un'assemblea ben partecipata con rappresentati da una ventina di paesi ma come ormai siamo abituati il rappresentante del SISA era il più giovane in assoluto.

Dopo una relazione del segretario generale, compagno George Mavrikos (Grecia) e del presidente Shaban (Siria) sulle attività svolte dalla FSM e sul fatto che nel 2006 vi sono state 21 nuove adesioni e nel 2007 sono pervenute 10 nuove richieste. Una crescita importante per un'organizzazione che si credeva morta con il 1989. Siamo poi stati informati delle prossime attività che impegneranno l'Internazionale, in particolare un convegno mondiale delle donne lavoratrici (e il SISA dovrà inviare una propria delegata) a Bruxelles in settembre e un Forum sindacale nella controversa Pechino in dicembre.

I vertici della FSM e numerose delegazioni nazionali hanno contestato l'OIL, il quale è sempre di più "sotto l'ombrello degli USA". L'OIL infatti in modo del tutto simile alle posizioni di Washington ha preso posizione contro Cuba, Venezuela, e Bielorussia per presunte limitazioni dell'attività sindacale, quando forse sono queste le nazioni in cui i diritti dei lavoratori sono fra i più avanzati. Lo stesso OIL però non apre bocca sulla Colombia dove ogni giorno dirigenti sindacali (spesso legati alla FSM) vengono assassinati dalle forze governative o dai para-militari guarda caso vicini agli USA.

La FSM ha così deciso, dopo averci consultato, di inviare un memorandum al direttore generale della'OIL perché le relazioni con la FSM e i sindacati ad essa affiliati non sono delle migliori e spesso non viene rispettato lo status consultivo della FSM prima di prendere determinate decisioni.

La CUTV venezuelana che ha sostenuto l'idea del memorandum ha lanciato l'allarme sulle procedure di destabilizzazioni della Rivoluzione bolivariana che hanno riacquistato forza negli ultimi tempi con la complicità anche della Comunità internazionale. Il sindacalista è arrivato a dire: "La OIL è dipendente dal grande capitale e dall'Impero".

Il rappresentante del sindacato dei pensionati di Colombia, la rappresentante dell'Associazione degli avvocati per i lavoratori colombiani e il delegato indiano della grande confederazione sindacale pan-indiana CITU, in modo particolare, pur riconoscendo questa situazione, hanno chiesto alla FSM di restare attiva all'interno delle Nazioni Unite in quanto "pur essendo l'OIL sottomesso all'imperialismo è l'unico posto dove ancora gli operai possono dire la loro", rendendo ancora più evidente come con il mondo unipolare i diritti sociali e civili stanno regredendo notevolmente.

Su questo aspetto è anche intervenuta la rappresentante dell'Alta Savoia militante dissidente della CGT francese ed esponente dell'Antenna Francese degli Amici della FSM (il cui fondatore Joseph Lop è stato incontrato da me e Vinko a Cuba nel 2005), la quale ha fatto notare che il nuovo presidente francese Sarkozy non è un democratico di destra, ma una persona che porterà in breve tempo la Francia in una situazione quasi fascista, soprattutto ora che dispone di un parlamento assoggettato ai suoi voleri.

I lavoratori dell'industria petrolifera dell'Equador che si sono dichiarati per un sindacalismo "rivoluzionario" hanno espresso grandi critiche nei confronti della Confederazione Sindacale Internazionale che ha riunito i sindacati socialdemocratici e cattolici in una struttura concertativa e di accompagnamento delle politiche neo-liberiste, ribadendo che la visione classista della FSM è una necessità per tutti. Sulla medesima linea hanno preso la parola i delegati sindacali di Sudan, Mauritania e Guinea. Quest'ultimo ha chiesto di mantenere rapporti bilaterli fra il SISA e il Sindacato Indipendente delle Forze Operaie di Guinea.
In seguito un sindacalista palestinese ha chiamato nuovamente alla solidarietà internazionale contro le aggressioni sioniste di Israele e della sua classe dirigente.

Il compagno Raymundo Navarro Fernandez del segretariato nazionale della Centrale dei Lavoratori di Cuba (CTC), dopo aver rassicurato sulle condizioni di salute di Fidel, ha tenuto un appassionato discorso sulla volontà di rinforzare il sindacalismo di lotta e ha chiesto ai sindacati occidentali di non spoliticizzarsi e di non cadere in un dannoso corporativismo ma di saper stare dalla parte dei popoli che si emancipano dal giogo imperialista.

A questo punto sono intervenuto io ricollegandomi al cubano e ricordando che il SISA pur essendo indipendente non è neutrale e porta avanti sempre un discorso di solidarietà totale con i paesi anti-imperialisti che propongono sistemi sociali più equi. Poi ho attaccato il sindacalismo mercenario della concertazione tipico nel nostro paese e ho detto che con il loro aiuto stiamo iniziando anche noi a fare un discorso di sindacalismo nuovo.

Dopo il mio intevento è venuto al mio banco il compagno Manuel Montero Bistillero del dipartimento delle relazioni internazionali della CTC cubana per congratularsi con il SISA e per informarmi che la CTC ha eletto un nuovo segretario nazionale: il compagno Pedro Ross Leal che avevamo incontrato a Cuba nel 2005 è stato designato ambasciatore in Angola.

Dalla Repubblica Democratica del Congo un sindacalista ha voluto assolutamente conoscere il SISA e ci siamo scambiati i biglietti da visita.

Un anziano militante del sindacato svizzero Comedia mi ha informato che a Ginevra esistono dei sindacalisti critici nei confronti della burocrazia sindacale svizzera e potrebbero essere disposti a lavorare con noi in un'organizzazione classista legata alla FSM, idem anche una militante di orgine colombiana del Sindacato Interprofessionale dei Lavoratori di Ginevra (SIT).

Saluti solidali.

Max Ay, coordinatore

 

 
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