1 maggio 2015: Che (s)concerto questo sindacalismo!

Il fronte (?) sindacale svizzero soffre da ormai troppi anni di una malattia degenerativa che provoca gravi (se non disastrose) conseguenze per la classe lavoratrice: l’ampia diffusione di una politica sindacale di matrice concertativa. Estrema esasperazione di una (fittizia) “Pace del lavoro”, questa linea sindacale, sostenuta e applicata dalle maggiori sigle del settore (USS, Unia, Syndicom,…), promuove la cogestione e l’accordo al ribasso con le associazioni padronali nei più svariati ambiti in cui si rende necessaria una “contrattazione collettiva tra le parti sociali” (che consiste oggi di fatto in una semplice constatazione delle intenzioni padronali o, nei casi più fortunati, in una debole opposizione che porta alla soppressione di misure secondarie – talvolta già “preventivata” dalle direzioni padronali, che riescono così a far accettare le misure di risparmio più rilevanti-).
L’adozione e il sostegno di una simile condotta da parte dei sindacati preoccupa il SISA (Sindacato Indipendente degli Studenti e degli Apprendisti), in quanto essa priva la classe lavoratrice del potenziale di resistenza dato dalla struttura e dalla forza rivendicativa sindacale: la promozione “tout-court” del dialogo e della ricerca del compromesso porta le dirigenze sindacali ad assumere nelle contrattazioni un atteggiamento che preclude qualsiasi possibilità di successo per i salariati. Il sindacato diviene in questo senso un mero strumento di appoggio e di collaborazione per gli ambienti economici (le cui ragioni sappiamo divergere radicalmente da quelle che i sindacati dovrebbero rappresentare), perdendo ogni valenza di reale opposizione e di contrasto alle scelte aziendali che vanno a colpire i diritti e le remunerazioni dei lavoratori.
Il contesto socio-economico attuale impone una seria riflessione sul ruolo e le responsabilità del sindacato, datele chiare e manifeste tendenze in atto: la classe lavoratrice è in questo momento sotto attacco e non dispone né della struttura né degli strumenti necessari a difendersi! Davanti ad un fronte padronale compatto ed agguerrito, una simile linea sindacale non è (ora più che mai) adeguata e produce un effetto “boomerang” per i salariati, in quanto ingabbia le loro aspirazioni e soffoca i movimenti che sarebbero in grado di promuovere reali conquiste. Il SISA auspica pertanto che i vari sindacati svizzeri escano dal proprio torpore e riacquistino la posizione che sono chiamati a ricoprire, difendendo con coerenza e vigore la classe lavoratrice.
Il SISA incita quindi tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori a organizzarsi e a manifestare con forza perché le proprie rivendicazioni vengano ascoltate e perseguite, unendosi a noi nello spezzone alternativo del corteo del 1° maggio che si svolgerà a Lugano, sotto le insegne del sindacalismo di lotta e di resistenza.

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